Qualcuno da amare

A Santa Monica, in occasione dell’imminente demolizione di un vecchio cinema, due fratelli, proprietari del locale, organizzano un ricevimento al quale invitano numerosi personaggi del mondo dello spettacolo. Film d’autore interessante, ambizioso, ben dialogato, ma anche un po’ prolisso. Ultima interpretazione di Orson Welles, scomparso il 10 ottobre dell’85 a sessantanove anni, mattatore assoluto delle sequenze in cui appare.
(andrea tagliacozzo)

Il prestanome

Negli anni Cinquanta, un giovane squattrinato accetta di firmare i copioni di un amico scrittore, inquisito dalla Commissione per le attività antiamericane. Scambiato per un autore di talento, il giovanotto decide di sfruttare anche la mano d’opera di altri scrittori finiti sulla lista nera. Commedia amara sui tristi anni del maccartismo. Woody Allen, qui solo nelle vesti d’attore, stempera con il suo umorismo un tema ancora scottante. Splendido il finale (e la canzone
Young At Heart
di Frank Sinatra) Ritt, Mostel, Bernardi e l’autore della sceneggiatura, Walter Bernstein, furono realmente inquisiti dal senatore McCarthy.
(andrea tagliacozzo)

La mano

Un disegnatore di fumetti, in grave crisi coniugale, perde una mano in un incidente d’auto. Ma la mano sembra possedere vita propria ed essere l’autrice di alcuni orribili delitti. Seconda regia di Oliver Stone, qui autore di un film potenzialmente interessante almeno nello spunto, ma piuttosto grossolano nell’esecuzione.
(andrea tagliacozzo)