America oggi

Insieme a I protagonisti , il film che segnò il grande ritorno di Altman dopo un quindicennio appannato e sotterraneo: America oggi , multiforme affresco losangelino dalla narrazione implosa, rimane il capolavoro di questa «seconda giovinezza». Dei «Seventies» Altman non rinnega niente, anzi preleva dal decennio successivo quella che ne è stata forse la più alta sintesi letteraria: i racconti di Raymond Carver. Il montaggio (musicalissimo) intreccia le canzoni della colonna sonora con un gusto quasi da cantastorie; ogni enfasi è bandita (contrariamente al farraginoso e retorico pseudo-allievo Paul Thomas Anderson di Magnolia ); il cast è semplicemente sbalorditivo e i pezzi di bravura così sciolti che non te ne accorgi nemmeno (il monologo di Jack Lemmon, il seminudo di Julianne Moore). Su tutto una tristezza spettrale e assolata, un blando terremoto osservato da uno sguardo imperturbabile che è già oltre la commedia e la tragedia. (emiliano morreale)

Sesso, bugie e videotape

Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes 1989, opera d’esordio del giovane regista Steven Soderbergh (premio Oscar 2000 con
Traffic
). John, insoddisfatto del menage matrimoniale che conduce con la moglie Ann, rivolge le sue attenzioni alla disinibita sorella di questa, Cynthia. Appresa l’infedeltà del marito, Ann comincia a provare interesse per un ex compagno di scuola di John, Graham, da tempo afflitto da problemi sessuali. L’approccio intellettuale (all’europea) di Soderbergh (autore anche della sceneggiatura) raffredda notevolmente un materiale dalle notevoli potenzialità, lasciando l’impressione di un’operazione fin troppo studiata a tavolino (sospetto confermato dai successivi film del regista, a partire dal pessimo Kafka). Ottimi tutti gli interpreti, comunque. Tra l’altro, Andie McDowell, dileggiata dalla critica agli esordi (in
Greystoke
venne doppiata da Glenn Close), si riscatta ampiamente fornendo un’interpretazione più che adeguata.
(andrea tagliacozzo)