Mezzanotte nel giardino del bene e del male

Sinuoso adattamento del best seller di John Berendt su alcuni dei più eccentrici abitanti di Savannah, in Georgia. Cusack è un reporter newyorkese incaricato di seguire l’esclusiva festa di Natale di Spacey. Quando più tardi quella notte l’affabile nuovo vicco e bon vivant viene accusato di omicidio, Cusack decide di fermarsi a vedere quel che succede. Mai terribilmente avvincente, nonostante molte interpretazioni piacevoli e fatalmente troppo lungo.

Corda tesa

Clint Eastwood, nei panni a lui congeniali del poliziotto (qui meno ruvido che in altre circostanze), indaga su una serie di agghiaccianti delitti che sconvolgono New Orleans e dei quali sono vittime donne legate ad ambienti malavitosi. Seguendo la pista, il deciso investigatore scava a fondo nell’ambiente della prostituzione. Eastwood – che pare abbia diretto gran parte del film – continua nella demitizzazione del personaggio del duro che l’ha reso celebre, già iniziata con commedie come
Filo da torcere
e
Fai come ti pare
o film più «seri» come
L’uomo nel mirino
. Il risultato è un film torbido e inquietante, con un protagonista ambiguo e tutt’altro che sicuro di sé. Da rivalutare. Tra le curiosità: la Alison Eastwood che appare nel film nel ruolo di Amanda è effettivamente la figlia di Clint, che aveva 12 anni al momento delle riprese. Tuggle fu lo sceneggiatore, due anni prima, di
Fuga da Alcatraz
, sempre con Eastwood.
(andrea tagliacozzo)