Chi si ferma è perduto

Due colleghi e vecchi amici, Antonio Guardalavecchia e Peppino Colabona, non riescono a far carriera a causa del capo ufficio Santoro che ostacola la loro promozione. Quando quest’ultimo muore, i due si danno un gran da fare, l’uno a scapito dell’altro, per entrare nelle grazie del successore. Il film, scritto e diretto con poca fantasia, si regge come al solito sulla grande verve e le improvvisazioni dei due bravissimi comici napoletani.
(andrea tagliacozzo)

Gran bollito

Lea, una napoletana trapiantata da molti anni in una città del Nord, è morbosamente attaccata al figlio Michele. Quando questi si fidanza, la donna, per il timore di vederlo andar via, fa un patto con la Morte, sacrificandole tre amiche zitelle, dai corpi delle quali ricava sapone e biscotti. Il tono grottesco del film poco si addice a un regista come Mario Bolognini, che comunque fa un buon uso del cast messogli a disposizione (curioso, infatti, l’impiego di tre interpreti maschili nei panni del trio di zitelle). Il soggetto è ispirato alla vicenda della «saponatrice di Correggio», Leonarda Cianciulli, che con le sue gesta inorridì l’Italia intera.
(andrea tagliacozzo)

Mio Dio come sono caduta in basso

La nobile siciliana Eugenia di Maqueda, allevata dalle suore e cresciuta lontano dal padre, che vive a Parigi, sposa il giovane Raimondo Corrao. Prima che il matrimonio tra i due possa essere consumato, dalla capitale francese giunge una lettera nella quale il padre comunica alla ragazza che il neo marito è in realtà suo fratello. Scritto e diretto dallo stesso Comencini, un film non del tutto riuscito, in gran parte costruito sull’avvenenza della Antonelli.
(andrea tagliacozzo)