I racconti di Canterbury

I racconti di Geoffrey Chaucer portati sullo schermo da Pasolini con il suo inconfondibile stile. Otto pellegrini si mettono in cammino per Canterbury dove intendono rendere omaggio alla tomba di san Thomas Beckett. Durante il viaggio, ognuno dei componenti della comitiva racconta a turno una storia. Non si tratta di uno dei migliori lavori del regista, che ripete stancamente gli stilemi dei film precedenti (
Il Decameron
in particolare), anche se non mancano momenti interessanti. Orso d’Oro a Berlino.
(andrea tagliacozzo)

Taglio di diamanti

Jack Rhodes, ladro internazionale, s’innamora di una bella cleptomane, Gillian, figlia di un noto esponente politico. Ricattata dall’ispettore capo di Scotland Yard, la ragazza si prepara a tendere una trappola al simpatico lestofante. Il film, girato in Inghilterra e in Olanda, è passato attraverso le mani di altri tre registi prima di approdare in quelle di Don Siegel. È quindi inevitabile che il risultato almeno un po’ ne risenta e che lo stile non sia proprio al 100 per cento quello di Siegel. Burt Reynolds sfoggia la sua solita carica di simpatia, Lesley-Anne Down la sua innegabile bellezza.
(andrea tagliacozzo)

La bisbetica domata

Pittoresca versione della commedia di Shakespeare, ben servita da Richard ed Elizabeth: buon cast di comprimari, gradevole fotografia e raffinata colonna sonora di Nino Rota. I puristi shakespeariani potrebbero obiettare, ma Zeffirelli ha realizzato un film e non teatro filmato. Sceneggiato da Suso Cecchi d’Amico, Paul Dehn e Zeffirelli. Due nomination all’Oscar.

Donne in amore

Dal romanzo di D.H. Lawrence. Le vite di Gerald, Rupert, Ursula e Gudrun, incontratisi casualmente al matrimonio di una comune amica, sono destinate a intrecciarsi indissolubilmente. Rupert, ispettore scolastico, s’innamora di Ursula, maestra elementare, mentre la sorella di questa, Gudrun, diventa l’amante di Gerald. Ottima regia di Ken Russell, al suo primo film veramente importante dopo una lunga gavetta televisiva e un paio di lungometraggi di minor rilevanza (come
Il cervello da un milione di dollari
). La bravissima Glenda Jackson – che tornerà a lavorare con il regista inglese nel successivo
L’altra faccia dell’amore
– vinse l’Oscar 1970 come migliore attrice protagonista. Nel 1989, Russell realizzerà un prequel del film intitolato
The Rainbow
in cui la Jackson ricopre il ruolo della madre di Gudrun, il personaggio da lei interpretato nel film originale.
(andrea tagliacozzo)