L’ombra del testimone

Che bello vedere un film in cui il tenero Bruce, eroe senza macchia e amico dei bambini, è un marito violento, zozzo e ubriacone. E dove Demi Moore, sciatta e ancora senza tette rifatte, lo ammazza. Ammesso che non sia stata la sua amica del cuore (Glenne Headly). Perché è uno di quei film dove passiamo un’ora e quaranta a chiederci chi ha fatto cosa. Il probo poliziotto (Harvey Keitel) interroga. I flashback si accavallano e si contraddicono. E alla fine la verità viene a galla, anche se chi ha visto
Paura in palcoscenico
di Hitchcock ha già sgamato tutto. La Moore co-produce e assolda un regista-autore, cresciuto alla scuola di Altman, che si limita a una corretta direzione d’attori. Ci si chiede perché l’America di provincia debba essere sempre così interessante e drammaturgica.
(alberto pezzotta)

Stati di alterazione progressiva

Dopo otto anni in carcere, Hawk, ex poliziotto, torna in libertà, ma ritrova completamente cambiata la sua città, Rain City. Ospite nel locale di Wanda, con la quale ha una relazione alquanto instabile, l’uomo prova invece un forte interesse per la sorte di Georgia, madre di un bambino di pochi mesi e legata a un giovane delinquente. Un interessante film dalle ambientazioni stilizzate e volutamente surreali. La canzone dei titoli è interpretata da Marianne Faithful.
(andrea tagliacozzo)

Accadde in paradiso

Mike perde la vita per salvare alcuni bambini, ma si guadagna un posto in Paradiso dove è accolto dalla zia che spiega i regolamenti del luogo. Qui conosce la giovane e graziosa Annie, della quale s’innamora. Dopo breve tempo i due tornano sulla Terra, ma senza avere alcun ricordo del loro amore. Hanno tempo trent’anni per ritrovarsi. Ingiustamente maltrattato dalla critica, il film è una intelligente rilettura delle commedie ultraterrene tanto in voga nella Hollywood degli anni Quaranta. A uno spunto non proprio originalissimo fa da contraltare uno svolgimento del racconto decisamente atipico, più vicino ai lavori indipendenti realizzati in precedenza dallo stesso Rudolph piuttosto che ai soliti prodotti hollywoodiani. Nei panni maschili dell’angelo custode di Mike si nasconde una irriconoscibile Debra Winger. (andrea tagliacozzo)