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Napoleon Dynamite

Napoleon (Jon Heder) è un ragazzo della provincia statunitense che non si trova molto a suo agio con i coetanei. Racconta storie stravaganti, indossa dei doposci fuori moda e ha un’espressione non esattamente intelligente. Vive a casa della nonna, un’arzilla signora, insieme al fratello Kip (Aaron Ruell) impegnato a consumare le sue giornate cercando l’anima gemella sulle chat di Internet. Quando la nonna è vittima di un incidente nel deserto, lo zio Rico subentra come tutore dei due fratelli. Anche lui non è un uomo ordinario: non riesce a scordare il suo passato di giocatore di football e cerca in tutti i modi di tornare indietro nel tempo, addirittura acquistando un’improbabile macchina del tempo su eBay. Un giorno Napoleon incontra Deb (Tina Majorino) e Pedro (Efren Ramirez), due adolescenti che, come lui, non si sentono accettati. I tre affronteranno insieme le classiche esperienze dell’high-school statunitense come il ballo e l’elezione del presidente del comitato studentesco. I risultati saranno inaspettati per tutti.

Divertente e appassionante. Come una bella commedia dev’essere. Il regista esordiente Jared Hess, e insieme a lui tutto il cast, vengono promossi a pieni voti. Dopo aver spopolato negli Usa durante l’estate del 2004,
Napoleon Dinamite
sbarca in Italia per conquistare il «nerd» che risiede in tutti noi, ma che a volte ci rifiutiamo di accettare. Tutti nella vita ci sentiamo almeno una volta (solo una?!?) degli sfigati. Per colpa nostra, degli altri o semplicemente perché la vita con i suoi imprevisti e le sue ingiustizie ci fa sentire così.

Attraverso le disavventure di Napoleon, le gag esilaranti del suo personaggio e l’ambientazione scolastica della vicenda, lo spettatore non può che immedesimarsi in lui e condividere gioie e dolori del bizzarro adolescente dai capelli ricci. Le sue espressioni verbali (speriamo in una traduzione italiana decorosa), fisiche e facciali sono irresistibili e riescono a comunicare a fondo tutta la sua disapprovazione e frustrazione di fronte alle ingiustizie dello zio e dei compagni di scuola.

Il personaggio interpretato da Jon Heder è costruito in modo equilibrato, senza eccessi, così da non trasformarlo in un punching-ball a cui anche noi vorremmo tirare l’ennesimo cazzotto ma, con lo scorrere della pellicola, Napoleon diventa quasi il nostro sfortunato compagno di banco che ci sentiamo in obbligo di difendere dalle angherie del mondo. Al termine (il balletto pro elezione dell’amico Pedro è assolutamente irresistibile) Napoleon ci ha conquistato in toto e forse siamo noi che da adesso avremo bisogno del Napoleon che sentiamo dentro per sentirci forti. Non è lui che si riscatta, siamo noi ad accettarlo e apprezzarlo per la sua diversità, unica linfa vitale in un mondo che impone sempre e comunque l’omologazione. Forza Napoleon!
(mario vanni degli onesti)

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