Pericolosamente insieme

Una giovane tenta di riprendersi i preziosi quadri del padre che le erano stati arbitrariamente sottratti molti anni prima. Arrestata dalla polizia, la ragazza viene rilasciata grazie all’intervento del suo avvocato, la volitiva Laura Kelly. La legale, assieme all’aitante assistente procuratore distrettuale Tom Logan, s’impegna per fare luce sul caso. La coppia Robert Redford-Debra Winger funziona a meraviglia. È la sceneggiatura che, troppo spesso, zoppica e lascia a desiderare. Divertente, ma solo a tratti.
(andrea tagliacozzo)

Il socio

Benché di sicuro non il miglior lavoro di Sydney Pollack, con il passare del tempo Il socio – tratto dal solito, arzigogolato legal-thriller di John Grisham – acquista spessore e rischia di apparire un buon film. Anzi, sebbene pieno di passaggi narrativi improbabili e di personaggi un po’ troppo sopra le righe, «è» un buon film. E, soprattutto, a risultare sempre meno fantapolitica e sempre più attinente alla realtà, è l’idea centrale del giovane avvocato in carriera che si vede lautamente remunerato da uno studio legale che si occupa delle cause del crimine organizzato. Ovviamente, la sua sarà una carriera irreversibile. Pena: la morte. Sorvolando sugli aspetti sensazionalistici, vanno messi in conto – positivamente – lo spirito anarcoide che spinge il protagonista a guardarsi sia dai gangster che dall’Fbi, la convinzione che per fermare l’apparato criminale occorre innanzitutto arrestare gli avvocati e il postulato, sotteso, che un vistoso benessere implica sempre affari assai loschi. Niente male per una parabola sulla perdita delle certezze e dello spazio privato, confezionata da uno dei grandi intimisti hollywoodiani. Eppoi, come non ammirare l’accoppiata Tom Cruise-Sydney Pollack, che preannuncia l’exploit kubrickiano di Eyes Wide Shut ? Ottima la colonna sonora di Dave Grusin. (anton giulio mancino)

Vivere in fuga

Da quindici anni, una coppia sposata, assieme ai due figli adolescenti, vive nella clandestinità per aver compiuto un attentato ai danni di una fabbrica di napalm durante gli anni del Vietnam. Costretto a trasferirsi da uno Stato all’altro con i genitori, il maggiore dei due ragazzi, pianista di grande talento, si vede preclusa una carriera altrimenti assicurata. Ben diretto dal veterano Sidney Lumet, in una delle sue ultime prove convincenti (dopo flop come
Il mattino dopo
e
Power
). Da brivido l’interpretazione del compianto River Phoenix, che venne candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Billy Bathgate

Siamo negli anni Trenta. Il giovane Billy Bathgate riesce ad entrare nella banda di Dutch Schultz, leggendario gangster newyorkese. Le cose si mettono bene e il ragazzo fa rapidamente strada. Commette un solo tragico errore: s’innamora di Drew Preston, la bellissima amante del boss. Poco amato dalla critica, il film ha il suo punto di forza nell’interpretazione di Hoffman, che giganteggia nella parte di Dutch Schultz. Bravo anche Bruce Willis, che appare in un memorabile cammeo all’inizio del film. Notevoli anche la fotografia di Nestor Almendros e l’apparato scenografico messo in piedi da Patrizia von Brandenstein, Dennis Bradford e Tim Galvin. Sceneggiatura di Tom Stoppard. (andrea tagliacozzo)

Ricche e famose

Ultimo film di Cukor e uno dei suoi capolavori. Senza nulla rinnegare della sua carriera, e anzi scegliendo un soggetto esemplare da women’s director (una commedia del vecchio collaboratore John Van Druten già adattata negli anni Quaranta da Vincent Sherman), rende però espliciti alcuni dei suoi temi di fondo (a ottantadue anni Cukor gira la sua più sensuale scena d’amore, in una toilette d’aereo) e si permette un atteggiamento da «autore». Un film di amicizie femminili, un’apoteosi del suo mondo, e una sottile autobiografia sdoppiata: le due donne, l’intellettuale (Jacqueline Bisset) e la scrittrice di bestseller (Candice Bergen), con le loro opposte e speculari nevrosi, le loro alterne fortune, sono un evidente sdoppiamento del Cukor «intellettuale hollywoodiano». Una commovente riflessione sul tempo (tutt’altro che inutile il flashback iniziale), un testamento laico e stoico.
(emiliano morreale)

Cocaina

Una pellicola contro l’uso delle droghe, il cui intento di far desistere dall’uso di sostanze stupefacenti diviene esplicito solo dopo la prima ora. Woods è un rappresentante di successo che diventa cocainomane, Young una consumatrice saltuaria che cerca di aiutarlo. Come per Nicholson in Shining, è difficile distinguere quando il protagonista è sotto l’effetto di sostanze e quando non lo è.