Al cuore si comanda

Appena lasciata dall’ultimo fidanzato, la trentenne Lorenza decide che un amore in affitto è sempre meglio che niente e paga il bohemien Riccardo per svegliarla con parole carine, accompagnarla a fare shopping e presentarsi con un mazzo di fiori di fronte alle sue amiche. Finché non incontra Giulio, dentista di origine francese bello, ricco e con serissime intenzioni nei suoi confronti. Licenziato Riccardo, la vita dell’ex zitella scorre apparentemente perfetta ma qualcosa ancora le manca…

Figlio del grande Ennio e già regista di alcune puntate di
Un posto al sole,
Giovanni Morricone debutta sul grande schermo con una commedia che prende spunto da uno degli eterni problemi dei trentenni: trovare un partner con cui condividere il proprio destino. Sfortunatamente il suo film, pur interpretato da attori all’altezza, scorre senza lasciare il segno. Poche, pochissime battute da ricordare e uno svolgimento che più scontato non si potrebbe. Eppure gli spunti per far ridere ci sarebbero, tenuto conto della forte vena autoironica di Claudia Gerini e Sabrina Impacciatore, le protagoniste femminili della storia. Ma Morricone rinuncia sia al ritratto generazionale alla Muccino che alla satira di costume alla Verdone, rimanendo a metà del guado e firmando un’opera prima tutt’altro che memorabile. Peccato, perché con
Al cuore si comanda
il figlio d’arte dimostra comunque di saper usare la macchina da presa. Ma in assenza di dialoghi frizzanti non basta padroneggiare le tecniche di regia per realizzare una buona commedia. Come se non bastasse il padre Ennio e il fratello Andrea hanno contribuito al naufragio del progetto con una colonna sonora a dir poco banale. D’accordo, i film di Sergio Leone erano un’altra cosa ma tanto padre avrebbe potuto impegnarsi di più. L’unico ad aver guadagnato dalla partecipazione a questo film sembra essere Pierre Cosso. Desideroso di svincolarsi dall’immagine appiccicatagli addosso vent’anni fa ai tempi de
Il tempo delle mele 2,
l’attore francese interpreta in maniera convincente il ruolo dell’uomo dei sogni della protagonista.
(maurizio zoja)

… e se domani

Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto. Mimì Rendano (Luca Bizzarri), immigrato siciliano al nord, è innamorato da sempre di Ketty (Sabrina Impacciatore), che conosce dal tempo della scuola. Lei è però sposata con Giovanni (Claudio Gioè) e ha una bimba. Quando Giovanni muore a causa di una malattia incurabile, Mimì cerca discretamente di manifestare a Ketty il suo amore, tentando di aiutarla in ogni modo. E’ per lei che un giorno si reca in banca a chiedere un prestito. Ma vedendoselo rifiutare, perde la testa e si barrica, prendendo in ostaggio dipendenti e clienti. Solo il suo più caro amico, l’avvocato Matteo Cillario (Paolo Kessisoglu) riuscirà a indurlo a desistere. Ma la storia non fin

Concorrenza sleale

Roma, dalle parti del Vaticano, 1938. Accanto all’antica sartoria di Umberto Melchiorri apre il merciaio Leone Simeoni. Vende vestiti confezionati e dozzinali, ha uno stile spregiudicato, coi clienti ci sa fare. È ebreo. Col vicino è subito concorrenza spietata: ma quando gli effetti delle leggi razziali cominciano a farsi sentire, Umberto passa dalla parte giusta.

Fin dalle prime immagini (un bimbo che sembra tanto uno sceneggiatore fa un riassunto dello stato dei personaggi e dell’intera Italia nel 1938), il nuovo film di Scola materializza i peggiori timori della vigilia: didascalico, lento, farcito fino a scoppiare di zeppe narrative, dominato da due gigioni che rimangono altrettante macchiette. Si può capire l’indignazione e la voglia di comunicare alle giovani generazioni, ma tutto ciò non giustifica la demagogia (il fratello scemo e parassita che diventa fascista in quanto scemo e parassita) e la sciatteria (i personaggi si perdono per strada, e si ha l’impressione che interi blocchi narrativi siano stati rimossi all’ultimo momento). Il resto, a partire dal solito valzerino di Trovajoli, è risaputo. Ma lo spettatore, sebbene provato, sfotte pur sempre con dolore. Fa male pensare che il regista di questo film sia lo stesso del capolavoro
Una giornata particolare
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(emiliano morreale)