Bella di giorno

La vicenda è scioccante: una giovane sposina dall’aria virginale lavora durante il giorno in un bordello di lusso nel centro di Parigi, all’insaputa del paziente (e non ancora soddisfatto) marito. Il film tratta in modo molto diretto alcuni temi sensibili, con dialoghi piuttosto duri. La migliore interpretazione della Deneuve.

Il Gattopardo

Dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, forse il più celebre dei film di Luchino Visconti. Nel 1860, mentre anche in Sicilia spirano venti di rinnovamento sociale e politico, il principe di Salina vede mestamente crollare il suo vecchio mondo. Un lavoro imponente, estremamente raffinato, girato con un uso quasi pittorico dello schermo panoramico (inquadrature molto ampie, anche quando la sintassi cinematografica potrebbe imporre un primo piano). Indimenticabile la lunga sequenza del ballo che venne realizzato in ben 36 giorni di riprese. Vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes ex aequo con Seppuku di Masaki Kobayashi. (andrea tagliacozzo)

Quartet

Parigi, 1927. La giovane Marya, sposata con Stephan, si ritrova sola e sul lastrico quando il marito viene arrestato per ricettazione. Accetta quindi l’ospitalità offertale dagli Heidler, una ricca coppia di coniugi inglesi di mezza età. Mister Heidler s’innamora di Marya a prima vista. Dramma della decadenza e del cambiamento, fin troppo accademico nella sua ricercatezza formale, basato su un romanzo di Jean Rhys. Isabella Adjani premiata a Cannes, nomination alla Palma d’Oro al film. (andrea tagliacozzo)

I cannibali

Riadattamento moderno del mito di Antigone. Il Potere, in seguito alla repressione di una sommossa, ordina che i morti nei disordini non vengano seppelliti. Antigone, con l’aiuto di Tiresia, trasgredisce e dà sepoltura al fratello deceduto. I due, scoperti, vengono giustiziati. Altri giovani, però, prendono esempio dai due che si sono ribellati per continuare la loro opera di contestazione. Film poco convincente, ma in linea con l’impegno politico dell’epoca.

La Via Lattea

Sulla via del santuario di Santiago de Compostela, i vagabondi Pierre e Jean, grazie a una serie di personaggi e visioni, ripercorrono la storia del cristianesimo, i suoi dogmi e le eresie. Bunuel mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell’uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente.

Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa

Maria Sarti, un’attrice romana di poca fortuna, è costretta a improvvisarsi cantante in un cabaret di Napoli. Durante uno spettacolo, la donna inventa la famosa «mossa», con cui scandalizza i benpensanti e che le costa un processo per oscenità. Affettuosa rievocazione dell’Italia dei primi del Novecento, riuscita solo in parte, anche se può contare sull’apporto di una bravissima Monica Vitti nei panni della protagonista (che nella realtà si chiamava Maria Campi).
(andrea tagliacozzo)

Il conformista

Inquietante connubio di analisi dei personaggi e del contesto storico degli anni Trenta: l’omosessualità repressa indurrà Marcello Clerici (Trintignant) a cercare di condurre una “vita accettabile” come membro dei servizi segreti fascisti e a trovarsi una fidanzata borghese, finché una serie di eventi lo porterà a commettere un omicidio. Un film di straordinaria tensione e intensità. Da uno scritto di Moravia.