Morte a Venezia

Ritratto di un artista, dei suoi amori, della sua omosessualità, della sua incessante ricerca della bellezza. Magnifica trasposizione cinematografica del classico (e flemmatico) romanzo di Thomas Mann. Musiche di Gustav Mahler (cui si è cercato di far assomigliare Bogarde). Panavision.

Gruppo di famiglia in un interno

Sceneggiatura opprimente per la storia di un anziano professore riservato (Lancaster) ritrovatosi implicato nelle vicende dei figli edonistici della matrona Mangano e del loro giovane amante (Berger). Film parlato. Girato sia nella versione inglese sia in quella italiana. Todd-AO 35.

Ludwig

Film sontuoso sul pazzo re di Baviera presenta il protagonista così freddo e distante che non si prova alcuna simpatia. Dopo tre ore l’effetto è tramortente. La Schneider e Howard sono eccellenti, ma la lentezza del film non funziona. Incredibilmente la versione originale dura 246 minuti! Quella video 231 minuti. Panavision.

Il Gattopardo

Dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, forse il più celebre dei film di Luchino Visconti. Nel 1860, mentre anche in Sicilia spirano venti di rinnovamento sociale e politico, il principe di Salina vede mestamente crollare il suo vecchio mondo. Un lavoro imponente, estremamente raffinato, girato con un uso quasi pittorico dello schermo panoramico (inquadrature molto ampie, anche quando la sintassi cinematografica potrebbe imporre un primo piano). Indimenticabile la lunga sequenza del ballo che venne realizzato in ben 36 giorni di riprese. Vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes ex aequo con Seppuku di Masaki Kobayashi. (andrea tagliacozzo)

L’innocente

L’ultimo lavoro di Luchino Visconti, realizzato poco prima della morte avvenuta il 17 marzo 1976, tratto dal romanzo di Gabriele D’Annunzio. Il ricco possidente Tullio Hermil non perde occasione per tradire la moglie Giuliana. Questa, dal canto suo, si consola con un giovane scrittore dal quale ha un figlio. La regia di Visconti, come al solito pregevole dal punto di vista formale, è meno efficace che in altre occasioni, fin troppo fredda e distaccata dalla vicenda e dai suoi protagonisti. D’altronde, il film è stato diretto dal cineasta in precarie condizioni di salute, costretto su una sedia a rotelle da un male incurabile. (andrea tagliacozzo)

La terra trema

Narrato da Luchino Visconti, Antonio Pietrangeli. Potente e poetico classico del neorealismo su una famiglia povera in un paesino siciliano di pescatori, sfruttata dai grossisti e dai padroni delle barche. Filmato sul luogo, in dialetto, con un cast di non professionisti. Gli assistenti alla regia sono Francesco Rosi e Franco Zeffirelli. Attenzione ad alcune versioni pesantemente tagliate. Nomination al Leone d’Oro a Venezia.

Rocco e i suoi fratelli

Una vedova lascia un paese della Lucania per trasferirsi, assieme ai quattro figli, a Milano. La famiglia trova difficoltà nell’ambientarsi e le offerte di lavoro non sono delle più allettanti. Dei quattro fratelli, Rocco s’impiega in una lavanderia, mentre Simone, il più irrequieto, si dà al pugilato. Uno dei migliori film di Visconti (assieme al generalmente sottovalutato Bellissima ), a differenza della maggior parte degli altri lavori del regista realizzato con un impronta prettamente realistica, a dispetto dei grandi nomi impiegati nel cast (ovviamente tutti rigorosamente doppiati) e all’enfasi melodrammatica di alcune sequenze. Ottime le prove di Salvatori e della Girardot. (andrea tagliacozzo)