…e poi lo chiamarono il magnifico

E.B. Clucher (al secolo Enzo Barboni) e Terence Hill, rispettivamente regista e interprete di Lo chiamavano Trinità e Continuavano a chiamarlo Trinità , riprendono, con scarsi esiti, le atmosfere e lo stile dei due fortunati predecessori. Dopo aver trascorso diverso tempo in un college britannico, Thomas, giovane dai modi raffinati, torna nel selvaggio West. Ci penseranno i compari del defunto, visconte inglese datosi al banditismo, a trasformarlo in un vero uomo. . (andrea tagliacozzo)

Scipione detto anche l’Africano

Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, e suo fratello Lucio, detto l’Asiatico, sono accusati del furto di cinquecento talenti. Ma è solo una manovra politica ordita ai danni del celebre condottiero. La storia romana rivista e corretta da Luigi magni in chiave di commedia. Momenti riusciti si alternano a numerose lungaggini che finisco per appesantire il film. Curiosa la presenza nel cast di Ruggero Mastroianni (Lucio, nel film), fratello anche nella vita del più noto Marcello e realizzatore del montaggio di questa, come di molte altre pellicole italiane.
(andrea tagliacozzo)

… continuavano a chiamarlo Trinità

Seguito del fortunatissimo Lo chiamavano Trinità… , girato l’anno prima dallo stesso E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni). Il pistolero Trinità e suo fratello Bambino vengono scambiati per agenti federali da un ingenuo trafficante d’armi. Corrotti a suon di dollari dallo sprovveduto, i due decidono di continuare a sfruttare l’equivoco per ricavarne ulteriori profitti. Inevitabilmente inferiore al precedente e con un minor tasso di novità, ma non per questo meno divertente. (andrea tagliacozzo)

L’ultima carrozzella

Un vetturino romano non vuol cedere all’avanzare dei tempi e sostituire la sua carrozzella con una bella automobile. Un giorno una celebre artista di varietà dimentica una valigietta sulla sua vettura e per il pover’uomo è l’inizio di una serie di guai. Commedia quasi neoralista – sceneggiata da Aldo Fabrizi con Federico Fellini – che offre ai due protagonisti l’occasione di scatenarsi in una vera e propria gara di bravura. Fabrizi e la Magnani si ritroveranno due anni dopo in
Roma città aperta
di Roberto Rossellini.
(andrea tagliacozzo)