Vagone letto per assassini

Movimentato giallo d’atmosfera con la polizia che dà la caccia a un folle omicida. Bella fotografia di Jean Tournier; buono l’intreccio originale, rovinato però dal doppiaggio. Basato su un romanzo di Sébastien Japrisot. Debutto alla regia di Costa-Gavras. CinemaScope.

Z – L’orgia del potere

Oscar per il miglior film straniero e per il montaggio, basato su fatti realmente accaduti e incentrato sull’assassinio politico di Montand e sulle sue agghiaccianti conseguenze. Troppo parlato, apprezzabile più per la sua attualità che non per le qualità cinematografiche, ma comunque avvincente. Buona la recitazione.

Grand Prix

Durante il Gran Premio di Montecarlo, i bolidi dell’americano Pete Aron e dell’inglese Scott Stoddard finiscono fuori strada: il primo esce illeso dall’incidente, mentre l’altro resta gravemente ferito. Intanto, il campionato mondiale continua, con le sue sfide e le sue grandi emozioni. Una soap opera dai risvolti prevedibili ambientata nel mondo delle corse che riesce a sprecare un cast davvero notevole. A salvarsi sono solo le sequenze delle corse (girate in Cinerama, anche se l’effetto spettacolare sul piccolo schermo inevitabilmente si perde). Il film vinse due Oscar tecnici: per il montaggio e per il miglior suono.
(andrea tagliacozzo)

Manon delle sorgenti

Seguito de Jean De Florette , tratto da L’acqua delle colline di Marcel Pagnol. Ugolin, responsabile morale, assieme allo zio Papet, della morte di Jean De Florette, s’innamora della figlia di quest’ultimo, la giovane Manon. Dopo essere stato rifiutato dalla ragazza, Ugolin, disperato, si toglie la vita. Di poco inferiore al primo episodio (girato contemporaneamente a questo), al film manca soprattutto la carismatica presenza di Gérard Depardieu. In compenso c’è il grande Montand e due giovani attori allora alle prime armi, ma adesso pienamente affermati: Emmanuelle Beart e Hippolyte Girardot. (andrea tagliacozzo)

Jean Florette

Il film è ambientato negli anni Venti. Jean De Florette si stabilisce assieme alla famiglia su una proprietà, ereditata alla morte di un parente, che il suo vicino, Papet, vorrebbe fare sua. Per sabotare le iniziative agricole del nuovo arrivato, Papet ottura una preziosa sorgente d’acqua. Buon adattamento de
L’acqua delle colline
di Marcel Pagnol (diviso in due parti: la seconda s’intitola
Manon
delle sorgenti), interpretato con grande classe da Montand e, soprattutto, da un memorabile Gérard Depardieu. Eccellente anche il cast di contorno.
(andrea tagliacozzo)

Le piace Brahms?

Un’arredatrice sulla soglia dei quarant’anni è fidanzata con un uomo che la tradisce a ogni favorevole occasione. Quando un giovane di venticinque anni le mostra un po’ d’interesse, la donna dapprima lo respinge, ma poi, quasi per ripicca nei confronti del fidanzato, accetta la relazione. Commedia «turistica», basata sul romanzo di Francoise Sagan. Gradevole, ma quasi interamente affidata alla bravura degli interpreti. Anthony Perkins vinse il premio come miglior attore al Festival di Cannes del 1961.
(andrea tagliacozzo)

La mia geisha

Un regista, sposato a un’attrice affermata, è convinto che il successo dei suoi film dipenda soprattutto dalla costante presenza della celebre consorte. Deciso a fare a meno della moglie per la sua nuova versione della Madama Butterfly, l’uomo parte per il Giappone. Ma l’attrice, perfettamente truccata da orientale, riesce a ingannare il marito e ottiene la parte. Un film poco convincente, nonostante gli sforzi dell’ottimo cast e uno spunto originale. La storia è vagamente ispirata ai rapporti della MacLaine con l’allora marito Steve Parker, produttore del film. Sceneggiatura di Norman Krasna. (andrea tagliacozzo)

Le strade del sud

Il film è una specie di seguito de
La guerra è finita,
diretto nel ’66 da Alain Resnais e interpretato, come questo, da Yves Montand. Uno sceneggiatore di successo, profugo spagnolo e militante antifranchista, vive in Francia assieme alla moglie e al figlio diciottenne. I contrasti con quest’ultimo, che rimprovera al padre di vivere ormai solo di ricordi, sembrano insanabili. Criptico, come quasi tutti i film di Joseph Losey, ma tutto sommato suggestivo.
(andrea tagliacozzo)