Ancora una volta, con sentimento

Un noto direttore d’orchestra convive da molti anni con un’arpista, Dolly, che tutti credono sua moglie. Quando la donna vorrebbe lasciarlo per sposare un altro, i due sono costretti ad unirsi in matrimonio per poter divorziare pubblicamente. Una gradevole commedia, diretta con brio e mano leggera da Stanley Donen, il regista di
Cantando sotto la pioggia
. Ultima apparizione della bellissima Kay Kendall, stroncata tre mesi dopo la realizzazione del film da un male incurabile.
(andrea tagliacozzo)

Indio Black

Un pistolero, Indio Black, è incaricato, insieme a due compagni, di impadronirsi di un grosso quantitativo d’oro destinato a finanziare la rivoluzione messicana. Tipico western all’italiana. Ma all’epoca il genere, in auge alla metà degli anni Sessanta, mostrava già la corda. Una delle rare apparizioni di Yul Brynner nel cinema italiano (l’altra sarà sotto la regia di Antonio Margheriti in
Con la rabbia agli occhi
del ’76).
(andrea tagliacozzo)

Futureworld – 2000 anni nel futuro

Seguito de
Il mondo dei Robot
, realizzato nel 1973 da Michael Crichton. Il giornalista Chuck Browning si reca assieme a una collega a Delos, un ultramoderno parco divertimenti abitato da robot con fattezze umane. I due scoprono che gli androidi hanno intenzione di sostituire i capi di Stato dell’intero pianeta con copie cibernetiche perfettamente somiglianti. Un raro esempio di sequel cinematografico che non fa rimpiangere il primo episodio, ma che, anzi, risulta estremamente intelligente e ben fatto.
(andrea tagliacozzo)

Il lungo duello

Nell’India colonizzata dall’Impero britannico, il capitano della polizia inglese fa imprigionare tutti i componenti della tribù nomade dei Banta. Liberati dal loro capo, l’intrepido principe Sultan, i ribelli trovano rifugio tra le montagne. Una pellicola d’avventura non troppo originale, che comunque si lascia vedere senza tediare lo spettatore. Regia e interpretazioni di routine.
(andrea tagliacozzo)

Salomone e la regina di Saba

Sgargiante spettacolo con la fascinosa Gina e lo stoico Brynner che se la spassano ai tempi della Bibbia. Tyrone Power morì durante le riprese in Spagna e fu rimpiazzato da Brynner che rigirò le prime scene di Power. Alcune sequenze mostrano ancora Power, non Brynner. Ultimo film da regista di Vidor. Riportato a 139 minuti su laserdisc. Super Technirama 70.

Il testamento di Orfeo

L’addio profondamente autobiografico di Cocteau è una summa della sua filosofia e delle sue fantasie. A tratti troppo pretenzioso, questo sogno non ha una progressione narrativa vera e propria: solo una successione di immagini oniriche stupefacenti, con un cast apparentemente impossibile. Alcune sequenze hanno una colorazione sorprendente. Terzo episodio della “Trilogia di Orfeo”, dopo Le Sang d’un poète e Orfeo. Il titolo per esteso è Le testament d’Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi! Una nomination ai BAFTA Awards.

I dieci comandamenti

Vivida narrazione orale ai massimi livelli. Kolossal biblico che ripercorre la vita di Mosè dalla nascita e l’abbandono fino alla maturità, con la schiavitù e le prove affrontate nel portare gli ebrei fuori dall’Egitto. Poche sottigliezze nel secondo approccio di De Mille a questo soggetto (il primo è del 1923), ma anche pochi momenti di staticità. La divisione delle acque del Mar Rosso e la scrittura delle tavole sacre sono momenti clou indimenticabili. Oscar agli effetti speciali. VistaVision.

Karamazov

Ambientato nella Russia del XIX secolo, è la versione cinematografica della tragedia di Dostoevskij, che vede la morte di un padre opprimente (Cobb) e il suo effetto sui suoi figli: lo scapestrato Brynner, lo studioso Basehart, il pio Shatner e l’epilettico Salmi. Straordinaria la sceneggiatura dello stesso Brooks. Primo film per Shatner. Una nomination agli Oscar.