L’ultimo imperatore

Nel 1908, alla morte dell’anziana imperatrice, il piccolo Pu-Yi viene designato come suo successore. Il ragazzo cresce tra le mura della città proibita, ignorando le trasformazioni che intanto avvengono nel Paese. Qualche anno dopo la proclamazione della Repubblica, Pu-Yi è costretto all’esilio in Occidente. Un affresco straordinario e suggestivo, con qualche occasionale (e perdonabile) caduta di tono. Il film, vincitore di nove Oscar, è stato il primo ad aggiudicarsi tutti i premi per i quali era stato candidato (tra i quali quelli per il miglior film e per la migliore regia). La storia dell’ultimo imperatore cinese era stata portata sullo schermo l’anno precedente in un film di Hong Kong dal titolo quasi identico, The Last Emperor (in cantonese Fei Lung , dragone di fuoco ), diretto da Li Han-hsiang e interpretato da Tony Leung Ka-fai (qualche anno più tardi protagonista de L’amante). (andrea tagliacozzo)

Piccolo Buddha

Film epico di Bertolucci deludente e drammaticamente confuso, con ovvie analogie con L’ultimo imperatore. Racconta le storie parallele di un vecchio monaco tibetano (Roucheng) che crede che un ragazzino di Seattle sia la reincarnazione del rispettato mentore, e del giovane principe Siddhartha (Reeves), che visse 2500 anni fa. Bello da vedere, ma per il resto piuttosto noioso. Technovision (35mm), Arriflex (70mm).