Condannato a morte per mancanza d’indizi

Un onesto magistrato, in crisi di coscienza perché troppo spesso costretto a prosciogliere imputati accusati dei crimini più agghiaccianti, entra a far parte di un tribunale massonico che s’incarica di riparare con l’omicidio alle mancanze della giustizia. Un thriller di discreta fattura, confezionato con indubbio mestiere da Peter Hyams. Buono anche il cast.
(andrea tagliacozzo)

Alien – The Director’s Cut

Dopo aver fatto tappa su un pianeta sconosciuto, su cui è stata attirata a causa di una falsa richiesta d’aiuto, l’astronave Nostromo prosegue nel suo viaggio. Quest’ultimo viene però funestato dalla presenza a bordo di un alieno, incubatosi all’interno del corpo di uno dei membri dell’equipaggio. La mostruosa creatura stermina a uno a uno tutti gli astronauti, l’unica a opporre resistenza è Helen Ripley, un coraggioso ufficiale in seconda.

Ventiquattro anni dopo la sua prima uscita nelle sale, uno dei capolavori di Ridley Scott torna sul grande schermo con circa cinque minuti di scene inedite e una colonna sonora ricostruita su sei piste in surround. Dopo decine di passaggi televisivi, il ritorno di
Alien
nei cinema fornisce l’occasione, soprattutto ai più giovani, di visionare sul grande schermo uno dei migliori film di fantascienza della storia del cinema. «Per vedere
Alien
come si deve bisogna vederlo nel buio della sala», ha detto lo stesso Ridley Scott, aggiungendo che la nuova edizione del suo secondo film è stata l’occasione per aggiustare dettagli che, rivedendo il film a distanza di tanto tempo, gli erano sembrati passibili di miglioramento. Tra le sequenze inedite, la scena in cui Ripley (Sigourney Weaver) scopre i resti di due compagni morti e uno scontro fisico della stessa Ripley con Lambert (Veronica Cartwright). Niente di rivoluzionario, insomma. La versione
director’s cut
di
Alien
non ha quindi la stessa portata di quella realizzata nel 1991 su
Blade Runner.
In quel caso il diverso finale e l’eliminazione del commento
off
contribuirono a creare un film diverso rispetto all’originale. In questo caso invece l’operazione serve «soltanto» a riportare nelle sale un film nato e realizzato per il grande schermo, la cui visione cinematografica non teme confronti nemmeno con il più sofisticato dvd.
(maurizio zoja)

Prima di mezzanotte

Robert De Niro veste i panni di un ex poliziotto di Chicago, diventato cacciatore di taglie in California. L’uomo accetta di catturare un ragioniere che ha sottratto quindici milioni di dollari a un boss della droga, ma quando riesce ad acciuffarlo la sua missione viene ostacolata dall’FBI. Proprio come Beverly Hills Cop , diretto quattro anni prima dallo stesso Martin Brest, il film è una micidiale macchina da intrattenimento che ha il suo punto di forza nella perfetta fusione tra commedia e azione. Eccellente la prova di Charles Grodin, che riesce a tenere testa a un mostro sacro come De Niro. (andrea tagliacozzo)

Agente 007 – Vivi e lascia morire

Primo film di Roger Moore nei panni dell’agente 007. James Bond è a New Orleans sulle tracce di alcuni trafficanti di droga. Successivamente si sposta in un’isola dei Caraibi, dove viene catturato da Kananga, temibile capo dell’intera organizzazione criminale. Moore accentua l’ironia del personaggio, senza far rimpiangere l’eleganza del suo più illustre predecessore. Regia e sceneggiatura si attestano su livelli medi, ma il divertimento non manca. Il film è da vedere anche per la straordinaria bellezza di Jane Seymour, una delle Bond Girl più affascinanti. La canzone dei titoli di testa,
Live And Let Die
, è cantata da Paul McCartney. Musiche di George Martin, ex produttore dei Beatles.
(andrea tagliacozzo)

Rivolta al Central Park

Dopo l’uccisione di un suo amico, un veterano del Vietnam, tornato dalla guerra duramente provato nella psiche, prende possesso del Central Park di New York. Le autorità cercano in tutti modi di stanarlo, ma l’uomo si difende usando le tecniche di combattimento apprese durante il conflitto nel Sud Est asiatico. Pellicola mediocre e confusa realizzata direttamente per il piccolo schermo. Una curiosità: nonostante l’ambientazione newyorchese, l’intero film è stato interamente girato a Toronto, in Canada.
(andrea tagliacozzo)

Brubaker

Nominato direttore del carcere di Wakenfield, Harry Brubaker si fa rinchiudere per qualche giorno nel penitenziario come un qualsiasi delinquente e scopre i soprusi che un gruppo di carcerati privilegiati compiono nei confronti del resto dei reclusi. Nel ’67, il regista Stuart Rosenberg aveva già affrontato il tema carcerario con l’ottimo
Nick mano fredda
. Qui il risultato non è dei migliori, pur rimanendo su livelli dignitosi. Redford, nel ruolo del direttore progressista, è comunque perfetto.
(andrea tagliacozzo)

Alien

Seguendo un segnale radio, la nave spaziale Nostromo approda su un pianeta sconosciuto. Uno dei componenti dell’equipaggio, sceso in perlustrazione, viene assalito da una strana forma di vita. Riportato a bordo dell’astronave, l’uomo torna apparentemente in salute, ignorando d’essere stato fecondato dall’alieno. Ritmo lento ma tensione a mille in un piccolo classico del nuovo cinema di fantascienza, superato solo dall’adrenalinico seguito firmato sette anni più tardi da James Cameron. Decisamente inquietante, anche per il modo in cui il mostro si riproduce. La sceneggiatura è stata scritta, tra gli altri, da Walter Hill.
(andrea tagliacozzo)