In the Bedroom

Frank è figlio unico, ragazzo modello, iscritto ad architettura, torna per le vacanze nel paese dei suoi genitori, nel Maine. Qui incontra una donna madre di due figli, appena separata da un marito violento. Frank si innamora e, nonostante i consigli dei genitori, decide di vivere con la sua fidanzata e lasciare l’università per un anno. I suoi genitori, nonostante tutto, cercano di essere comprensivi, ma un’orribile tragedia si abbatte su questa tranquilla famiglia borghese della provincia americana. I due genitori cinquantenni si trovano a dover elaborare un dolore che non avevano assolutamente previsto di affrontare, talmente forte e inaspettato che rischia di separare anche loro. Solo l’errore peggiore riuscirà a riavvicinarli. Simile per alcuni versi a
La stanza del figlio
di Nanni Moretti,
In the Bedroom
risulta molto più superficiale, scadendo terribilmente in un finale grottesco e ingiustificato. Per tre quarti del film la storia regge bene, con grandi interpretazioni di Sissy Spacek e Tom Wilkinson, ma negli ultimi venti minuti il regista Field riesce a rovinare tutto. Candidato a cinque premi Oscar (attrice protagonista, attore protagonista, attrice non protagonista, sceneggiatura non originale e film),
In the Bedroom
potrebbe definirsi una buona occasione mancata.
(andrea amato)

Tredici variazioni sul tema

Un professore metodico e ordinato decide di cambiare vita grazie a una donna. Un giovane procuratore è stravolto da un incidente. Un manager invidioso e rancoroso decide deliberatamente di distruggere la vita di un gioviale collega. Una moglie deve affrontare l’adulterio del marito. Una giovane donna delle pulizie, sempre ottimista, cambia atteggiamento verso la vita. Cinque storie diverse, contemporanee, che s’intrecciano tra loro fino a formarne una unica. Un film su come le nostre azioni possano non solo cambiare la nostra vita, ma anche quella degli altri. Una narrazione temporale che viaggia dal presente, al passato, al futuro. Un film che invita a ponderare meglio le nostre decisioni e a immaginare le conseguenze di ogni nostra minima scelta o reazione, anche se apparentemente casuale. Come può essere un sorriso a uno sconosciuto. Bella prova di scrittura e di regia da parte di Jill Sprecher, aiutata nella sceneggiatura dalla sorella Karen. I cambi di ritmo, di tempo e di storia sono realizzati con molta leggerezza e l’uso della musica aiuta il percorso dello spettatore. Film corale in cui tutti sono protagonisti, tutti portano una storia.
(andrea amato)