Notre Dame

Celebre riduzione del romanzo di Victor Hugo. Ambientata nella Parigi del 1400, la triste vicenda di Esmeralda, una bella zingara contesa da un coraggioso capitano, da un nobile poeta e da un sordido giudice. La ragazza rischia più volte la vita, ma riceve l’aiuto di Quasimodo, il mostruoso ma gentile campanaro della cattedrale di Notre-Dame. Notevole soprattutto per il preziosismo figurativo del regista William Dieterle e per la magistrale interpretazione di Charles Laughton, costretto a recitare con un pesante trucco sul volto. Esistono diverse altre versioni del romanzo, tra le quali una a cartoni animati della Disney. Della pellicola del ’39 esiste anche una versione colorata.
(andrea tagliacozzo)
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Emilio Zola

Inizialmente povero, Emile Zola divide la stanza assieme al pittore Cézanne. Una volta raggiunta la celebrità, si espone per difendere il tenente dell’esercito Dreyfus, ingiustamente accusato di tradimento, ed è costretto all’esilio in Inghilterra. Grandi gli interpreti, anche se oggi il film risulta un po’ datato. La pellicola vinse tre premi Oscar – miglior film, miglior sceneggiatura e miglior attore non protagonista (Schildkraut) – e in Italia venne proibita dalla censura fascista.
(andrea tagliacozzo)

La vita che sognava

Alla morte del suo miglior allievo, un allenatore di fantini si ritrova in una brutta situazione finanziaria. Il casuale incontro con un ragazzo, scappato dal collegio per seguire le corse dei cavalli, convince l’uomo a prendere il giovane con sé e ad insegnargli i rudimenti del mestiere. Un buon film, diretto con discreto mestiere da William Dieterle. L’anno seguente, Holden, che nel 1952 aveva lavorato con Dieterle in
Furore sulla città,
vincerà l’Oscar per il miglior attore con
Stalag 17.
(andrea tagliacozzo)

La pista degli elefanti

Una ragazza inglese, trasferitasi a Ceylon dopo aver sposato il proprietario di una vasta piantagione di tè, stenta ad inserirsi nel nuovo ambiente, soprattutto a causa dell’atteggiamento della servitù e dei piantatori che la considerano quasi un’intrusa. Delusa anche dal comportamento del marito, la donna rivolge le sue attenzioni a un giovane amministratore. Melodramma convenzionale e noiosetto, a malapena riscattato dalla presenza della Taylor. L’attrice sostituì la collega Vivian Leigh (che si intravede in alcune inquadrature riprese da lontano).
(andrea tagliacozzo)