Non dirmi addio

Una giovane donna, gravamente malata e prossima alla morte, non volendo lasciare solo il marito, decide di adottare una bambina. Un melodramma convenzionale, diretto con mestiere ma poca ispirazione da Walter Lang (solitamente più a suo agio con la commedia). Il film ebbe altre due versioni: la prima, nel ’58, per il cinema, con il titolo
Dono d’amore
; la seconda nell’84, per la televisione, con Jaclyn Smith nel ruolo della protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Il tesoro di Vera Cruz

Un tenente della polizia americana viene ingiustamente accusato di furto dal suo capitano. Rimosso dall’incarico e arrestato, il tenente riesce però a fuggire verso il Messico. Un buon poliziesco, diretto con sicurezza e invidiabile mestiere dal trentasettenne Don Siegel (al suo terzo film). Robert Mitchum, all’epoca in carcere per detenzione di marijuana, fu rilasciato grazie all’intervento del miliardario Howard Hughes, produttore del film.
(andrea tagliacozzo)

Prigionieri dell’oceano

I superstiti di una nave civile americana, affondata da un sottomarino nazista, si ritrovano su una scialuppa di salvataggio, a bordo della quale viene ospitato anche un altro naufrago di nazionalità tedesca. Un film di difficile realizzazione, tutto ambientato a bordo della minuscola imbarcazione, ma risolto con la consueta abilità dal cineasta inglese, puntando in primo luogo sullo studio psicologico dei personaggi. Finale agghiacciante nella sua totale brutalità. Hitchcock, tra l’altro, riesce a compiere la sua solita fugace apparizione: il regista compare, anche se in fotografia, all’interno di una pubblicità per un prodotto dimagrante. La sceneggiatura (che ebbe anche una candidatira all’Oscar, come regia e fotografia) è firmata anche da John Steinbeck.
(andrea tagliacozzo)