Moonlight & Valentino

Una giovane donna non riesce ad accettare il fatto di essere rimasta improvvisamente vedova, nonostante il supporto della sua migliore amica, della giovane sorella e della ex suocera che le stanno accanto. Insolito soggetto trattato con abilità e imprevedibilità, anche se alcuni potranno trovarlo troppo parlato e/o artefatto nella sua eccentricità. La Perkins regala una straordinaria interpretazione. Ellen Simon (figlia di Neil) ha qui adattato una sua opera teatrale, basata sulla sua stessa esperienza. Peter Coyote compare, non accreditato, come marito della Goldberg.

Sister Act 2 – Più svitata che mai

Affabile sciocchezzuola che poco credibilmente ripropone la Goldberg in mezzo alle suore, ad allenare le studentesse partecipanti a una gara di canto, con il cattivo Coburn che trama per far chiudere la scuola. Anche se qualcuno degli autori forse ha visto troppe volte Le campane di Santa Maria, questo inutile sequel vi lascia con il sorriso sulle labbra, grazie a un esaltante finale in musica e alla sequenza dei titoli di coda che è la cosa migliore del film. Molto lento all’inizio.

Bolle di sapone

Un produttore televisivo è soggiogato da un’attricetta fatalona che lo vuole convincere a far fuori la vecchia protagonista di una soap-opera.

Tra gelosie, invidie, scemenze e assurdità, un ritratto pungente e tutt’altro che stupido del mondo della finzione televisiva. A un certo punto gli intrecci della vita «reale» (figlie nascoste, vecchie amanti segrete, nodi di passioni) superano quelli immaginari. Ben scritto e ben recitato, dal ritmo sostenuto, è un film che – pur non aggiungendo molto di nuovo rispetto alle vecchie pellicole su Hollywood – possiede una sua gradevolezza che ne fa il degno figlio di una grande tradizione brillante. L’autoironica Sally Field, Kevin Kline o Whoopi Goldberg non hanno nulla da invidiare ai comedians del passato. Anche se, come tutti i film sulla volgarità dei media, anche
Bolle di sapone
finisce per essere un po’ troppo autoreferenziale.
(emiliano morreale)

I protagonisti

Pungente commedia nera su un giovane e paranoico produttore esecutivo cinematografico (Robbins) che viene minacciato da uno sceneggiatore scontento — fino a quando comincia a farsi giustizia da solo. Mordace disamina dell’avidità e del potere di Hollywood, con l’eterno ribelle Altman quasi al top della forma (specie nel piano-sequenza iniziale di 8 minuti). Spassose interpretazioni, decine di apparizioni cammeo di star (diverse di “allievi” di Altman come Elliott Gould, Lily Tomlin, Sally Kellerman e Cher), molte citazioni… ma un po’ troppo macchinoso. Adattato da Michael Tolkin dal suo romanzo; Tolkin e suo fratello gemello Stephen compaiono anche nei panni di due scrittori che si incontrano con Robbins.

Il colore viola

Dal romanzo di Alice Walker vincitore del premio Pulitzer. Agli inizi del Novecento, nel profondo Sud degli Stati Uniti, l’esistenza di Celie, una mite donna di colore, è resa difficile dai soprusi e dalle violenze del marito, Albert. L’uomo insidia Nettie, sorella minore di Celie, ma la ragazza lo respinge. Prima vera incursione di Steven Spielberg nei territori del dramma puro, il film non ottenne il successo che meritava, né tantomeno alcun riconoscimento ufficiale: candidato a 11 premi Oscar, non riuscì ad aggiudicarsi nemmeno una statuetta. Ottime l’interpretazione della Goldberg, al suo secondo film, e la regia di Spielberg, che riesce a coniugare magistralmente le esigenze dello spettacolo con la natura intima del racconto. (andrea tagliacozzo)

Sister Act – Una svitata in abito da suora

Una cantante di night-club di Reno, che il fidanzato gangster vuole far fuori, si nasconde in un convento, dove porterà una botta di vita facendo la direttrice del coro. Una commedia molto popolare, scritta (da Joseph Howard, alias Paul Rudnick) e diretta con grande astuzia, con un ruolo perfetto per la Goldberg, anche se la caratterista veterana Wickes ha molte delle battute più divertenti. Con un sequel.

Il grande cuore di Clara

Una domestica giamaicana (Whoopi Goldberg) si prende cura di un adolescente, sconvolto dall’imminente separazione dei genitori. La coppia è entrata in crisi con l’improvvisa morte del primo figlio e il divorzio sembra l’epilogo più probabile della loro storia. Prevedibile e sciropposo, il film, nonostante la regia del veterano Milligan e la presenza della Goldberg, proprio non funziona.
(andrea tagliacozzo)

Jumpin’ Jack Flash

Terry, operatrice al computer in una banca, vede comparire sul monitor la richiesta d’aiuto di un misterioso agente segreto inglese, nei guai fino al collo in un Paese dell’Est, e si ritrova coinvolta in un intricato caso di spionaggio internazionale. Commediola scacciapensieri vivacizzata dalla dirompente carica comica di Whoopi Goldberg. Nel finale del film, appare a sorpresa Johnatan Pryce (l’interprete di
Brazil
) nei panni del misterioso agente.
(andrea tagliacozzo)

Made in America

La Goldberg, fieramente orgogliosa e indipendente, è costretta a rivelare alla figlia adolescente che l’ha concepita ricorrendo alla banca dello sperma. Così la figlia scopre che il padre è un venditore d’auto trombone ed è bianco. Film davvero stupido che parte da una premessa intelligente. Le due signore intrappolate nel negozio della Goldberg sono Frances Bergen (la madre di Candice) e la star televisiva degli anni Cinquanta Phyllis Avery.

Ghost – Fantasma

Ghost

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La scena madre del film

New York, 1990. Sam e Molly (Patrick Swayze e Demi Moore) sono una coppia affiatata che ha appena cominciato a convivere insieme. Dopo una serata a teatro, un ladro li segue e li aggredisce, causando la morte di Sam. Tuttavia, lo spirito dell’uomo resta accanto alla fidanzata, facendosi aiutare da una donna che è in grado di udirlo, Oda (Whoopi Goldberg). Sam imparerà quindi a vivere tra la sua dimensione e quella dei vivi, in attesa di fare giustizia sul proprio omicidio e congedarsi definitivamente dalla donna amata. Questa è la trama di Ghost, il film che ha commosso generazioni di spettatori.

Attenzione: la visione di questo film è consigliata agli adulti e ai bambini accompagnati. Il film è diretto da Jerry Zucker.

Un grande successo

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Il cast di Ghost

Ghost ha ottenuto un inaspettato successo. La colonna sonora del film ormai è entrata nella cultura musicale popolare, soprattutto grazie alla canzone Unchained Melody. Essa infatti è il tema principale del film ed è stata composta da Alex North e Hy Zaret nel 1955. Il brano è stato poi reso noto dai The Righteous Brothers nel 1965. E, ovviamente, il film contribuì a diffonderlo ulteriormente. La colonna sonora della pellicola, curata da Maurice Jarre, ottenne una nomination agli Oscar.

Il film ha ottenuto altri riconoscimenti importanti. Infatti, Whoopi Goldberg ha vinto il premio Oscar come Miglior attrice non protagonista e Bruce Joel Rubin quello per la Migliore sceneggiatura originale. La Goldberg ha ricevuto anche un Golden Globe, sempre come Miglior attrice non protagonista. Patrick Swayze e Demi Moore, invece, sono stati nominati, ma senza essere premiati.

Curiosità

  • Il film incassò 506 milioni di dollari circa in tutto il mondo.
  • La colonna sonora di Ghost perse l’Oscar in favore di quella di Balla coi lupi, a cura di John Barry.
  • Fu proprio Patrick Swayze a suggerire Whoopi Goldberg come membro del cast, essendo un suo grande ammiratore.
  • La scena del bacio tra Sam e Molly viene citata nell’episodio Rubare la prima base de I Simpson.
  • Nel 2013 è stata prodotta la trasposizione teatrale italiana della pellicola: Ghost Il Musical.

Fatal Beauty

Nella San Fernando Valley, un’agente della squadra narcotici fa di tutto per riuscire a incastrare un ricco uomo d’affari, apparentemente rispettabile, che in realtà controlla il traffico di droga della zona. L’uomo, dal canto suo, non esita ad assoldare un killer per togliere di mezzo la poliziotta. Un mediocre film poliziesco diretto da un regista solitamente incline all’horror (suoi
Ammazzavampiri
e
La bambola assassina
). Alcuni dialoghi sono al limite dell’imbarazzante.
(andrea tagliacozzo)