Benedizione mortale

Seguendo l’assassino del marito, una vedova e due sue amiche vengono terrorizzate da una setta violenta che si è stabilita nelle vicinanze ed è guidata dal padre (Borgnine) del defunto. A metà fra horror e thriller, di ambientazione rurale, include alcune scene potenti ma diventa confuso e persino stupido, in particolare nel finale.

Red eye

Lisa preferisce non prendere l’aereo. Ma quando deve tornare dal funerale della nonna, si vede costretta a salire su di un volo di linea da Dallas a Miami per essere in tempo al lavoro. A bordo dell’aereo, la giovane scopre che il suo vicino di posto è un killer che deve uccidere un uomo presente tra i passeggeri. Sotto la minaccia della morte del padre, Lisa dovrà collaborare con il criminale. Un thriller diretto dal genio dell’horror Wes Craven.

Dovevi essere morta

L’adolescente Paul, genio dell’elettronica, s’innamora di una ragazza, Samantha, costretta a vivere con un padre alcolizzato e violento. Quando Samantha viene accidentalmente uccisa da un gesto sconsiderato del genitore, Paul tenta di riportarla in vita innestando nel cervello della giovane un micro-circuito. Film atipico di Wes Craven dove il sentimentale fa più volte capolino nell’orrorifico. Non del tutto riuscito, ma il tentativo è sicuramente interessante. (andrea tagliacozzo)

They

Julia, un’intelligente studentessa di psicologia avviata verso una brillante carriera, sta cercando di mettere ordine nella sua vita. Ha un fidanzato rassicurante, Paul, di cui occuparsi e sta per discutere la tesi del dottorato. Una sera riceve un’inquietante telefonata dal suo ex fidanzato, il problematico Billy, il quale, sconvolto, lamenta strane visioni e incubi notturni. Recatasi a un appuntamento con il ragazzo, Julia assiste impotente al suicidio di Billy che si spara un colpo di pistola alla tempia. Al funerale incontra due amici del defunto che pare stiano avvertendo, in forma più leggera, gli stessi disturbi. Tornata a casa, anche la ragazza comincia a avere strane e terrificanti visioni notturne. Julia inizia a indagare sulle motivazioni di questi terrori di cui aveva sofferto da bambina, subito dopo aver vissuto il trauma del suicidio del padre. E scopre di avere in comune con gli altri un segreto terribile…

«Non spegnere la luce», spesso chiedono i bambini in quell’età in cui si ha paura del buio. E Robert Harmon ambienta proprio in quell’universo fatto di ombre e paure questo
They,
prodotto da uno dei maestri dell’horror: Wes Craven. Harmon si era già rivelato abile quando nel 1986 aveva diretto
The Hitcher
e questa pellicola, che lo riconcilia con il genere, ne è la conferma. L’oscurità della notte è l’universo di
They.
Rumori strani, sensazioni di paura e incubi terribili: Harmon ci porta per mano in un viaggio attraverso il terrore cercando di indagare sulle reazioni delle persone di fronte alla paura. Ma ha anche lavorato sul copione di Brendan Hood arricchendolo di dinamismo giovanile ed elementi soprannaturali che, a dire la verità, in qualche punto potevano essere risparmiati, puntando maggiormente sulla problematica dei turbamenti infantili e sui loro strascichi. La messinscena aderisce ai canoni dell’horror contemporaneo. Ciò che si non si vede, ciò che viene soltanto suggerito o relegato in un angolo della mente è di gran lunga più terrificante di quello che viene mostrato apertamente. Anche perché quando il mistero viene svelato, tutto il fascino delle atmosfere iniziali perde mordente. Le aspettative sul finale a sorpresa non vengono pienamente soddisfatte, ma si tratta forse di un problema di sceneggiatura più che di regia. Laura Regan, giovane attrice americana, presta il volto da ragazza della porta accanto a Julia, la protagonista, venandola di graduale ambiguità. È il primo ruolo importante per un’interprete sensibile e gradevole. Il resto del cast è formato da attori giovani e poco noti ma tutti credibili. Marc Blucas cui è affidato il ruolo del rassicurante Paul, proviene dai palcoscenici dei teatri off-Broadway, come Dagmara Dominczyk, che nella pellicola interpreta Terry. Craven non ha sbagliato puntanto su
They
che soddisferà i palati degli amanti del genere e non, anche senza proporre, di fatto, nulla di nuovo. E la sensazione che manchi quel qualcosa in più si avverte.
(emilia de bartolomeis)

Freddy Vs. Jason

Freddy Krueger è finito all’inferno, letteralmente. Sono trascorsi dieci anni da quando l’assassino degli incubi uccideva i ragazzi di Elm Street ma ora nessuno si ricorda più di lui, annullando di fatto ogni suo potere sulla realtà. Decide allora di riportare in vita Jason Voorhees, il serial killer di Crystal Lake, per seminare nuovamente il terrore. Un gruppo di ragazzi, dopo aver assistito all’efferato delitto di due amici ad opera dello stesso Jason, comincia a fare strani e inquietanti sogni. A poco a poco il passato riemerge, nonostante gli adulti della cittadina, memori del passato, abbiano somministrato alle potenziali vittime un farmaco inibitore dell’attività cerebrale. Lori, Will, Kia e l’imbranato Linderman ingaggiano una lotta all’ultimo respiro con Freddy e Jason. L’unica possibilità di sopravvivenza è quella di far scontrare i due assassini in un duello all’ultimo sangue. Chi dei due vincerà?
Freddy Krueger contro Jason Voorhees. Nightmare contro Venerdì 13. Diretto da Ronny Yu, Freddy vs Jason è l’occasione che gli amanti del genere aspettavano. I personaggi culto di due amatissime saghe horror compaiono finalmente nella stessa pellicola. Freddy risveglia Jason e insieme compiono i più efferati delitti, sino a quando subentra uno stravagante conflitto di interessi. Jason uccide troppo e Krueger si vede letteralmente portare via le vittime prescelte. L’effetto, a tratti comico, non è proprio quello di terrorizzare lo spettatore. Siamo molto vicini all’ironia e al sarcasmo tipici del maestro Wes Craven, che a scene ricche di suspance alterna sequenze splatter fino all’inverosimile. Il sangue abbonda, le battute al vetriolo di Freddy non mancano e il timido e impacciato Jason, nascosto dietro la leggendaria maschera da hockey, sembra un ingenuo e goffo fantasma. Paura sì ma anche tanto divertimento. Robert Englund, alla sua settima volta nei panni di Freddy Krueger offre come sempre una buona interpretazione, Monica Keena invece è la giovane e coraggiosa Lori, affiancata da un buon cast in cui spicca Kelly Rowland, direttamente dal trio musicale delle Destiny’s Child. Nulla a che vedere, comunque, con gli originali degli anni Ottanta: con Freddy vs Jason si torna adolescenti ma ci si spaventa davvero poco. (emilia de bartolomeis)

Scream 3

Anche stavolta Sydney Prescott è perseguitata dal maniaco omicida mascherato, che si accanisce anche con il cast del film in produzione «Stab 3», ispirato ai delitti di cui è stata protagonista. Non mancano all’appello l’ex agente di polizia Linus e la giornalista Gale Weathers, sempre a caccia di scoop, mentre il bandolo della matassa è l’oscuro passato della defunta madre della protagonista. Scream 3 è superfluo esattamente come Scream 2 : sia l’uno che l’altro, oltre a non poter fisiologicamente competere con il primo film, non cercano affatto di approfondirlo, né di sviluppare nuovi percorsi di ricerca. Sono, come di consueto, tentativi di sfruttare e riciclare una formula rivelatasi efficace. Quando però di mezzo c’è Wes Craven, il più versatile e moderno esponente dell’ormai tramontato new horror americano, è inevitabile che i risultati si mantengano comunque buoni. Nonostante i molti limiti, Scream 3 è un film dignitoso e intelligente: una via di mezzo tra il primo Scream e Helzapoppin’ . Forse anche troppo intelligente e compiaciuto, visto che gioca parecchio a prendere in contropiede lo spettatore erudito, rendendo esplicita qualsiasi suggestione di tipo metalinguistico. Ma non era certo il metacinema alla base della meritata fama del primo Scream . Scream 3 , come già Scream 2 , tenta di far progredire il discorso puntando sulle interazioni tra la realtà e le degenerazioni della società-spettacolo, dove il crimine e le tragedie personali fanno audience diventando così saghe cinematografiche. Quel che dovrebbe contare maggiormente in questo (speriamo) ultimo capitolo della serie è la pura suspense, cui si aggiunge una banale sfida decodificatoria concentrata non già sulle regole del sequel (come in Scream 2 ), ma sulla recente voga «del terzo capitolo»: Guerre stellari , Il padrino e, ovviamente, Scream 3 . Questa lettura su più piani spinge ancora una volta Craven a interferire con il livello elementare del racconto e a fare del suo meglio per confondere lo spettatore, fornendogli simultaneamente più piste ognuna delle quali persuasiva e organica a uno svolgimento filologicamente goliardico, per non dire deliberatamente scorretto e incongruente. Interamente imbastito sull’idea del «film nel film», che Craven aveva peraltro già sfruttato in Nightmare 7 , Scream 3 funziona e diverte finché si cerca di star dietro alle citazioni incrociate da altri film o dai precedenti capitoli della stessa saga, oppure ai camei eccellenti (l’inquietante Lance Henriksen nei panni di un alter ego di Wes Craven, dedito a produrre più che a dirigere i film dell’orrore; Roger Corman in quelli inconfondibili del produttore; Carrie Fisher nel ruolo di una «sosia» della principessa Leila di Guerre stellari ; Kevin Smith in quello di un fan del fatale «Stab 3»). Per poi sgonfiarsi però, inevitabilmente, allorché ci si avvia allo scioglimento del mistero. (anton giulio mancino)

Sotto shock

Dopo Freddy Krueger, il mostro di Nightmare, un nuovo terrificante personaggio creato da Wes Craven: Horance Pinker, l’assassino «elettrico». Catturato mediante le premonizioni di uno studente universitario, un maniaco omicida, giustiziato sulla sedia elettrica, grazie alla corrente acquista poteri sovrumani che gli permettono di trasferirsi da un corpo all’altro. Ingiustamente maltrattato dalla critica, un horror ironico e originale, assai ben girato. Da antologia la parte finale nella quale Mitch Pileggi e Peter Berg, intrappolati nel televisore, s’inseguono passando da un programma all’altro. Da rivalutare. (andrea tagliacozzo)

Vampiro a Brooklyn

Al fine di perpetuare la sua razza, l’elegante vampiro caraibico Murphy deve persuadere la poliziotta brooklynese Bassett che è la sua anima gemella. Eccentrico film, con le classiche battute di Murphy in versione profondamente diabolica; d’altro canto non è abbastanza pauroso da essere considerato un horror… e per giunta è troppo lungo.

Invito all’inferno

Un Craven d’epoca, girato per la tv, che mostra i limiti di questo regista. Che si è sempre creduto un autore, magari capace di infilare nei suoi horror messaggi controculturali, alla pari di un Carpenter e di un Romero, ma con risultati – come in questo caso – modesti. In un sinistro country club aspirano a entrare i dirigenti di un’avveniristica società di ricerca. Lì vendono l’anima al diavolo, e ne escono zombizzati: il cane di casa, tipicamente, non li riconosce più. L’eroe capisce che qualcosa non va, ma moglie e figlioletti premono per far parte del club… Metafora stiracchiata, anche se nel 1984 obiettivi come la satira delle multinazionali e della fitness non erano così usurati. Vale la pena di aspettare il finale, involontariamente comico, in una specie di inferno a metà strada tra le scenografie surreali di Ercole al centro della terra e i paradossi spazio-temporali di 2001: Odissea nello spazio in versione dei poveri. (alberto pezzotta)

Scream 2

La coraggiosa sopravvissuta Campbell è al college quando esce Stab, un film basato sulla serie di omicidi raccontati in Scream, e iniziano altre uccisioni. Il miglior sequel che un regista avrebbe potuto fare; è solo la scena clou della resa dei conti a deludere. Come nel primo film, ci sono ferite e spaventi, così come humour. Panavision.

Le colline hanno gli occhi 2

Una pattuglia della Guardia nazionale, inviata in regione desertica, rischia di finire in pasto a voraci mutanti, preoccupati di assicurare un futuro alla loro stirpe. Sequel del remake dell’omonimo classico dell’horror girato da Wes Craven nel 1977.

Cursed – Il maleficio

I fratelli Ellie (Christina Ricci) e Jimmy (Jesse Eisenberg) rimangono coinvolti in un incidente stradale, quando, in una notte di plenilunio, l’auto su cui stanno viaggiando viene attaccata da una strana creatura simile a un lupo. I due, pur feriti da quella bestia non identificata, riescono a salvarsi.  Ma le conseguenze dell’incidente vanno ben oltre alcune banali escoriazioni e un grande spavento; Ellie e Jimmy, infatti, iniziano a cambiare: si ritrovano dotati di incredibile forza e agilità, sensi iper-acuti e, last but not least , di un incredibile fascino che li rende desideratissimi dagli esponenti dell’altro sesso.
Interpretate dapprima come un dono, queste nuove caratteristiche si rivelano presto per ciò che sono in realtà: avvisaglie della maledizione che li ha colpiti, e che li sta lentamente trasformando in lupi mannari assetati di sangue.
Realizzato dalla premiata ditta Craven-Williamson (supercampione di incassi con la trilogia di Scream ), Cursed è un prodotto senza alcuna pretesa, che racconta una storia di licantropi abbastanza scialba e banalotta, resa leggermente più godibile grazie ad alcune trovate divertenti, come quella di mettere in evidenza la carica erotica «animalesca» che i due protagonisti acquistano dopo essere stati morsi dal lupo mannaro, e a una sceneggiatura brillante che strappa qualche risata allo spettatore, soprattutto nelle scene che vedono protagonista l’adolescente Jimmy.
Fin dai tempi di Nightmare, Craven si è sempre contraddistinto per il suo approccio «soft» al genere horror: gira pellicole che hanno lo scopo di far divertire lo spettatore, non certo quello di spaventarlo. E Cursed non costituisce certo un’eccezione, anzi, rivela una natura di prodotto profondamente, orgogliosamente «trash». In effetti, la definizione di trash-horror si adatta ottimamente a una storia di lupi mannari che, nonostante l’impegno, più che paura fanno ridere.  Comunque, i fasti di Freddy Krueger sono lontani…  Una segnalazione per le ragazzine: Jake, il cattivo del film, è interpretato da Joshua Jackson, amatissimo interprete del personaggio di Pacey nel soap-serial adolescenziale Dawson’s Creek. (michele serra)

Nightmare – Dal profondo della notte

Diversi adolescenti scoprono di avere tutti lo stesso incubo sul medesimo personaggio: lo sfigurato Freddy Krueger, una sorta di spettro che può entrare a piacimento nei loro sogni e ucciderli nei modi più macabri. Toccherà alla sopravvissuta Nancy (Langenkamp) provare a fermarlo. A una fantasiosa premessa segue uno sviluppo banale, ma questo supersuccesso al botteghino ha portato a una manciata di sequel e una serie tv, Freddy’s Nightmares.

Il serpente e l’arcobaleno

Ad Haiti un antropologo, giunto dell’Università di Harvard per studiare il fenomeno dei morti viventi, conosce una giovane psichiatra: la ragazza lo aiuta a rintracciare un professore che un malvagio stregone ha trasformato in uno zombie. Uno dei migliori horror di Wes Craven, inquietante discesa nell’inferno dei riti Voodoo. La lunga sequenza in cui il protagonista viene sepolto vivo è a dir poco agghiacciante. (andrea tagliacozzo)

Scream

Scream

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Drew Barrymore in una scena del film

L’horror Scream è ambientato a Woodsboro, in California. La diciassettenne Casey Becker (Drew Barrymore) e il suo ragazzo vengono brutalmente uccisi da un misterioso assassino. Un’altra ragazza, Sidney Prescott (Neve Campbell) viene aggredita, ma riesce fortunatamente a salvarsi. Sospettando del proprio fidanzato, Billy (Skeet Ulrich) la ragazza lo fa arrestare. Tuttavia, mentre il giovane si trova in prigione, Sidney riceve una telefonata: è l’assassino. Una volta scarcerato Billy, Sidney e il resto della comunità vivono nel terrore. Infatti, persino la scuola locale chiude e viene istituito un coprifuoco.

Ma basterà tutto ciò a evitare altri brutali omicidi? Chi è l’assassino e perché uccide? Quale sarà la sua prossima mossa? E, soprattutto, chi sarà in grado di sfuggirgli?

Curiosità

  • Nel film ci sono dialoghi che fanno satira sui vecchi film horror. C’è persino una citazione di Nightmare, quando il preside del liceo si affaccia nel corridoio della scuola deserta e scambia due parole con il bidello, il quale indossa un maglione a righe rosse e verdi, proprio come il famoso assassino sfigurato.
  • Dopo il primo Scream sono seguiti altri tre sequel, formando quindi una quadrilogia.
  • Il personaggio dell’assassino, che indossa una maschera di Halloween (Ghostface), è ispirato al serial killer Danny Rolling.
  • La pellicola fu un grande successo al botteghino, ottenendo uno degli incassi più alti del 1996. Infatti, il primo capitolo della saga ha ottenuto più profitti dei tre sequel.
  • L’attrice Drew Barrymore avrebbe dovuto interpretare la protagonista, Sidney, ma rifiutò sostenendo che, se lei fosse “morta” all’inizio del film, si sarebbe creata una maggiore suspance.
  • Sempre per il ruolo di Sidney fece l’audizione Melissa Joan Hart, che fu tuttavia scartata. Anche Reese Witherspoon rifiutò l’ingaggio.
  • Nella maggior parte delle scene, dietro la maschera di Ghostface c’è uno stuntman, non un attore.
  • La critica accolse favorevolmente il film. In particolare,  Morando Morandini scrive nel suo dizionario che «Craven gioca con gli stereotipi del genere, analizzandoli e smontandoli, ma anche con i nervi dello spettatore, dimostrandogli che funzionano ancora.»

Nightmare – Dal profondo della notte

Nightmare – Dal profondo della notte

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Johnny Depp in una scena del film

Il noto regista di film horror Wes Craven ha dato vita a Nightmare – Dal profondo della notte. Più precisamente, Craven ha creato Freddy Krueger (Robert Englund), uno spietato infanticida bruciato vivo dai genitori infuriati. Ma Krueger non è morto: l’adolescente Nancy (Heather Langenkamp), infatti, lo vede nei suoi sogni, nei quali lui cerca di ucciderla. Ma non si tratta solo di incubi: la ragazza riporta veri tagli e bruciature al suo risveglio. La minaccia, di conseguenza, è reale. E i compagni di scuola della ragazza, nel frattempo, vengono brutalmente assassinati dal killer mentre dormono.

Il male, di conseguenza, tormenta i sogni dei ragazzi. Freddy Krueger vuole la sua vendetta e nessuno sembra in grado di fermarlo. Riuscirà il killer orrendamente sfigurato a compiere i suoi malvagi progetti? Chi sarà in grado di restare sveglio e sopravvivere? Oppure esiste un modo per fermarlo e per rispedirlo definitivamente nel mondo dei morti?

Curiosità

  • Sono passati quattro anni dalla stesura della sceneggiatura all’erogazione dei primi finanziamenti per realizzare il film.
  • Con un budget di soli due milioni di dollari, la pellicola ne ha incassati ben 26 milioni, rivelandosi così un grande successo.
  • Diversamente da molti splatter tipici degli anni ’80, il primo capitolo della saga Nightmare è un horror di suggestione psicologica, traducendo infatti in realtà la figura dell’uomo nero. L’atmosfera, inoltre, è basata sui meccanismi della suspance e dell’evocazione.
  • Fa parte del cast un giovane Johnny Depp, alle prese con le prime esperienze nel mondo del cinema.
  • L’aspetto e il nome di Freddy Krueger derivano da due ricordi spiacevoli di gioventù del regista Wes Craven: il primo si basa sull’aspetto di un barbone che lo spaventò da piccolo mentre il nome è ripreso da quello di un bullo che lo tormentava da bambino
  • Il film che Nancy sta guardando nella sua stanza è La casa di Sam Raimi.
  • Nella pellicola Quel mostro di suocera si può chiaramente vedere una scena in cui Charlie (Jennifer Lopez) sta guardando la TV assieme all’invadente suocera Viola (Jane Fonda). Nell’apparecchio si riesce a vedere la scena in cui Freddy rincorre Tina.
  • Una puntata de I Simpson è dedicata al film. In uno special di Halloween, il giardiniere Willy viene lasciato ardere vivo dalle fiamme della caldaia dai genitori dei bambini di Springfield, così lui minaccia di uccidere tutti i bambini nel sonno, dove non possono essere protetti da nessuno.
  • Nel film Scream, sempre diretto da Wes Craven, si può vedere il regista nei panni di un inserviente che indossa lo stesso maglione a righe di Freddy Krueger.
  • In un episodio di Mr. Bean, Mr. Bean va al cinema con la sua fidanzata a vedere proprio questo film, rimanendone terrorizzato e rallegrandosi quando la proiezione termina.
  • Freddy Krueger appare nel videogioco Mortal Kombat (2011) per PS3, PS Vita e XBOX 360 come lottatore selezionabile.
  • Durante la discussione tra Nancy e Glen, nella stanza della ragazza, si può vedere appeso al muro un poster del famoso gruppo musicale inglese The Police.

L’ultima casa a sinistra

James. Ripugnante horror nel quale una banda sadica alla Charles Manson violenta e tortura a morte due ragazze: andrà incontro a una giustizia perfino più spietata, messa in opera dai genitori di una delle vittime. Cinematograficamente inetto e davvero disgustoso. Ispirato — ci crediate o no — a La fontana della vergine di Bergman. La versione homevideo dura 83 minuti.

Scream 4

In questo quarto capitolo della serie meta-horror diretta da Wes Craven, Sidney è divenutata autrice di un manuale di auto-aiuto, e come ultima tappa del tour promozionale del libro torna proprio a Woodsboro. Lì riallaccia i contatti con lo sceriffo Dewey e sua moglie Gale, e anche con la giovane cugina Jill e la zia Kate. Ma, con il ritorno di Sidney a casa, tornano anche gli omicidi di Ghostface, che pare prendere di mira il liceo frequentato da Jill.

Nightmare – Nuovo incubo

L’attrice Heather Langenkamp, che vede nei suoi incubi l’assassino (nella finzione cinematografica) Freddy Krueger, poco a poco scopre che i film della serie di Nightmare proteggono il mondo da un demone mostruoso, che ha assunto le sembianze di Freddy e sta mettendo in atto l’ultima sceneggiatura di Wes Craven, nel momento stesso in cui lui la scrive. E la storia non sembra avere un lieto fine… La Langenkamp, Wes Craven e altri produttori associati della serie Nightmare interpretano se stessi in questo thriller complesso e sofisticato. Pauroso, intelligente e spiritoso, ma un po’ troppo lungo, e gli ultimi venti minuti sono piuttosto deludenti. Seguito da Freddy vs. Jason.