Wichita

Dietro la macchina da presa di questo ben costruito western di ordinaria amministrazione c’è uno dei più innovativi e geniali autori di horror: Jacques Tourneur. In
Wichita
la mano del regista dei capolavori di suspence realizzati per Val Lewton (
Il bacio della pantera
, tra gli altri) non è molto riconoscibile, ma il film rimane pur sempre un classico racconto del West dove l’ordine – impersonato dallo sceriffo senza macchia Joel McCrea – confligge con le consuetudini violente di un mondo non ancora assestato in una dimensione civile. Billy Wilder si divertì a prendere in giro il produttore, che considerava quello di
Wichita
uno dei titoli di film più azzeccati. Purtroppo l’edizione televisiva mortifica con lo scan and pan il Cinemascope originale. Occhio al cast: ci sono anche Vera Miles e un giovanissimo Lloyd Bridges, padre di Jeff e Beau.
(anton giulio mancino)

L’ultimo apache

Uno dei classici intramontabili del filone western revisionista, dove la figura del pellerossa viene riabilitata, promossa al rango di protagonista e tratteggiata con fiera e onesta sensibilità. Certo, L’ultimo apache non è uno dei western più cinici e crudeli di Robert Aldrich (basterebbe confrontarlo con il successivo e agghiacciante Nessuna pietà per Ulzana per rendersene conto), specie se si considera che l’eroe apache è interpretato da Burt Lancaster. Ciò nonostante resta una straordinaria parabola non priva di accenti surreali, che sigla l’impossibilità dell’irriducibile Massai ad accettare la sconfitta del suo popolo (nel 1886 il ribelle Geronimo era stato definitivamente battuto e gli Apache tradotti in una riserva). Nonostante un lieto fine imposto all’autore, L’ultimo apache è un’acuta e impietosa riflessione sul genocidio dei nativi americani per mano dei colonizzatori bianchi, che neppure dopo la vittoria accordano alla minoranza la libertà e la dignità guerriera. La storia d’amore di Massai con la sua squaw (un’altra attrice bianca, Jean Peters), smorza i toni della denuncia e sposta l’asse tematico sul versante sentimentale, senza compromettere comunque l’originalità del film. (anton giulio mancino)

Il magnifico avventuriero

Giunto in un paese del Texas in cerca di lavoro, Melody viene scambiato per Jarrad, un fuorilegge. Per evitare la cattura, l’uomo è costretto a rifugiarsi in casa della bella Cherry, proprio dove è nascosto il vero bandito. Western in chiave di commedia con qualche spunto divertente. Il film, prodotto dallo stesso Cooper, non ebbe al botteghino gli esiti sperati.
(andrea tagliacozzo)

La gang

Da «The Racket», un lavoro teatrale di Bartlett Cormack che Lewis Milestone aveva già portato sullo schermo nel 1928. Il capitano Martin della polizia conduce una lotta estenuante contro una banda di delinquenti, capeggiata dal crudele Nick Taylor. La gang, protetta da politici influenti e giudici corrotti, riesce però regolarmente a farla franca. Un avvincente poliziesco magnificamente interpretato da Mitchum e Ryan.
(andrea tagliacozzo)