Saratoga

L’ultimo film della Harlow — che morì durante la lavorazione — vede la presenza della sostituta Mary Dees in molte scene, ma risulta abbastanza buono, con Jean nel ruolo della nipote dell’allevatore di cavalli Barrymore e Gable in quello di un affascinante bookmaker.

I tre soldati

Avvincente pellicola avventurosa sullo stile di
Gunga Din
, tratta da un racconto di Rudyard Kipling. Nel secolo scorso, un anziano generale dell’esercito britannico svela ad alcuni giovani ufficiali come riuscì, quando era colonnello in India, a conquistare l’alto grado. Protagonisti della sua storia sono tre soldati che, nonostante un poco esemplare comportamento, in battaglia dimostrano di non avere rivali. Buona la regia di Tay Garnett, considerato da molti un maestro minore (ma non troppo) del cinema americano.
(andrea tagliacozzo)

Viaggio in fondo al mare

Film leggero, divertente e colorato sui conflitti che hanno luogo a bordo di un sottomarino, con Pidgeon nei panni di un ammiraglio prepotente che cerca di salvare la Terra dall’imminente “frittura” distruggendo una fascia radioattiva. Nessun pensiero profondo, solo intrattenimento. Più tardi ne fu tratto uno sceneggiato tv inedito in Italia. CinemaScope.

I due colonnelli

In piena seconda guerra mondiale, due colonnelli, uno inglese e uno italiano, si alternano nella conquista di Montegreco, un piccolo paese dei Balcani. Caduti entrambi in mano alle truppe naziste, i due irriducibili rivali si ritrovano a sodalizzare contro il comune nemico. Steno tenta un discorso ambizioso e semiserio sulla guerra e sul destino degli uomini, ma a funzionare sono soprattutto le interpretazioni di Totò e di Walter Pidgeon, protagonisti di alcuni gustosi duetti.
(andrea tagliacozzo)

L’orfana senza sorriso

In Canada, una coppia protestante adotta un’orfanella cattolica. Ma il marito, un politico, viene messo alla berlina da alcuni avversari senza scrupoli. Un melodramma dalle buoni intenzioni ma eccessivamente sentimentale. Greer Garson e Walter Pidgeon, che undici anni prima avevano ottenuto un clamoroso successo con
La signora Miniver
(vincitore di numerosi premi Oscar, tra i quali uno alla Garson come migliore attrice), non riescono a ripetere gli esiti felici del film precedente.
(andrea tagliacozzo)

Funny Girl

Debutto cinematografico premiato con l’Oscar per la Streisand nel ruolo di Fanny Brice, cantante e attrice di varietà la cui infelice vita privata contrasta con la sua esuberanza comica in scena. Come biografia è deludente, ma come musical è di prima categoria, con le belle musiche di Bob Merrill e Jule Styne (People è la canzone del titolo), il memorabile finale sulle trascinanti note di Don’t Rain on My Parade e dei classici della Brice, My Man e Second Hand Rose. Seguito da Funny Lady. Panavision.

Duello mortale

Verso la fine degli anni Trenta, in Germania, gli agenti della Gestapo arrestano un nobile inglese con l’intenzione di farlo passare come un sicario inviato dalla Gran Bretagna per uccidere Hitler. Emozionante riduzione cinematografica di un racconto di Geoffrey Household, probabilmente realizzata per scopi propagandistici. Ottima la regia di Fritz Lang, che riesce a creare una notevole tensione. Nel ’76, il film ha avuto una nuova versione per la televisione inglese intitolata
Rogue Male
con Peter O’Toole nei panni del protagonista.
(andrea tagliacozzo)

La signora Miniver

La signora Miniver (Greer Garson) è una bella signora con una bella famiglia inglese, ragazzo al college, due bambini e un fascinoso marito (Walter Pidgeon). Una vita tranquilla e agiata, fino a quando scoppia la guerra. Il giovane va al fronte, il marito a Dunkirk, lei deve fronteggiare un nazista in cucina e affrontare la morte della giovane nuora vittima di un bombardamento mentre è in auto con lei. E un concorso per il fiore più bello, quello che il capostazione della cittadina dei Miniver, Mr Ballard (Henry Travers, l’angelo Clarence che deve mettere le ali ne La vita è meravigliosa ) vincerà con una rosa battezzata, appunto, «Signora Miniver», quando i tedeschi stanno per attaccare. Un dramma bellico. Per Churchill il messaggio propagandistico pro Gran Bretagna lanciato da questo film valse più di una dozzina di vittorie della marina inglese… Da manuale (propagandistico) il discorso del sacerdote dal pulpito della chiesa sventrata dalle bombe. E il comportamento di questa mamma coraggiosa che fa di tutto per proteggere se stessa, la sua famiglia e i suoi fiori dai nazisti. Gli Stati Uniti premiarono il film con sei statuette: miglior attrice, fotografia, regia, film, sceneggiatura e attrice non protagonista (la moglie del figlio). È passato alla storia il discorso che l’attrice fece all’Academy Awards quando ricevette la statuina: durò qualcosa come 45 minuti. Nonostante il film sia chiaramente datato – e accusato di artificiosità -, si vede ancora con piacere. Greer Garson sposò negli anni seguenti Richard Ney, che nel film interpretava il ruolo del figlio. Nel 1951, fu realizzato il seguito: Addio, signora Miniver , che non ebbe gran successo.