La donna del sogno

Il film racconta le vicende sentimentali di alcuni giovani studenti americani. Arturo, dotato di una bella voce, spera di diventare un cantante di successo, mentre il timido Adolfo, suo compagno di stanza al college, s’innamora di Gianna. La ragazza, però, gli preferisce il fratello di Arturo, con il quale intende sposarsi. La trama, sdolcinata e tremendamente banale, è solo un pretesto per le esibizioni canore di Pat Boone (al suo esordio nel cinema).
(andrea tagliacozzo)

La signora Skeffington

Nel 1914, per salvare la famiglia da un terribile dissesto finanziario, una donna bella e corteggiata si sposa, pur non amandolo, con un ricco banchiere. Questi invece, essendo d’indola buona, adora la moglie e ne sopporta ogni capriccio. Felice adattamento cinematografico del romanzo di Elizabeth von Arnim, sceneggiato da Philip e Julius J. Epstein. Gli ottimi Bette Davis e Claude Rains, entrambi candidati agli Oscar 1944, non riuscirono a portarsi a casa l’ambita statuetta.
(andrea tagliacozzo)

Furia

Il primo e, forse, il migliore dei film girati negli Stati Uniti da Fritz Lang. Il giovane Joe viene arrestato con l’accusa di aver rapito una bambina. La folla inferocita assalta la prigione e provoca un incendio, nel quale l’accusato viene creduto morto. Ma le indagini successive ne dimostrano la più completa innocenza. La vibrante interpretazione di Spencer Tracy, unita alla vigorosa regia di Lang e all’intelligente copione scritto dal regista assieme a Norman Krasna e Bartlett Cormack, fanno di questo film uno dei migliori pamphlet contro l’intolleranza delle masse, l’inciviltà e la pena di morte. Inquietante e ancora attuale, nonostante il finale consolatorio voluto dal produttore, Joseph Leo Mankiewicz.
(andrea tagliacozzo)

La porta d’oro

In Messico, un affascinante gigolò francese si trova bloccato in un paese situato nei pressi della frontiera americana, nella vana attesa di un visto per entrare negli Stati Uniti. Per ottenere in fretta la cittadinanza statunitense, l’uomo seduce, con l’intento di sposarla, una timida maestrina americana. Un soggetto apparentemente banale elevato ai massimi livelli dall’ottima sceneggiatura di Billy Wilder e Charles Brackett. Le molte annotazioni intelligenti sulla condizione dell’emigrante sono probabilmente dovute alla penna di Wilder, viennese trapiantato ad Hollywood. Il regista Leisen appare anche in veste d’attore (in pratica nel ruolo di se stesso).
(andrea tagliacozzo)

Preferisco la vacca

Rifacimento de
La via lattea
, una commedia del 1936 con Harold Lloyd. Un manager scopre insospettate doti da pugilatore in un mingherlino garzone di latteria. Grazie a una buona dose di fortuna e a un abile gioco di gambe che gli permette di schivare i colpi degli avversari, il giovanotto riesce a vincere una lunga serie di incontri. La trama è labilissima, ma non impedisce al bravissimo Danny Kaye di cimentarsi in una numerosa serie di divertentissime situazioni comiche.
(andrea tagliacozzo)

Arrivederci in Francia

In Spagna, il pilota Tom Martin sta per essere fucilato dai franchisti, quando viene salvato dall’intervento di una giornalista americana che, spacciandosi per la moglie, convince il governatore a concedergli la grazia. Prima che venga scoperto l’inganno, il pilota e la reporter riescono a partire per Parigi. Una divertente commedia sofisticata travestita da film di propaganda (o viceversa), abilmente sceneggiata da Billy Wilder e Charles Brackett. Il soggetto, scritto invece da Benjamin Glazer e John S. Toldy, vinse un Oscar.
(andrea tagliacozzo)