Il vento e il leone

Agli inizi del secolo, a Tangeri, uno sceicco rapisce una vedova americana pretendendo dal governo degli Stati Uniti l’eliminazione del sultano del Marocco, che con la sua politica favorisce l’espansionismo coloniale francese e tedesco. Film infarcito degli elementi epici ed eroici da sempre cari al regista e sceneggiatore John Milius. Quest’ultimo rivitalizza lo spirito delle vecchie pellicole d’avventura con un soffio di sensibilità modernità e un grande senso dello spettacolo. Sean Connery tornerà a vestire panni arabi nel 1976 in
Il prossimo uomo
di Richard Sarafian.
(andrea tagliacozzo)

Bordella

Il segretario di Stato americano Kissinger, idolo dalle donne, annuncia una sua iniziativa: intende fondare un’azienda multinazionale che produca e distribuisca sesso e felicità. Un suo emissario di origini sicule fa un sopralluogo a Milano per sondare il terreno e avviare una casa di tolleranza di cui possano fruire le signore milanesi, che accolgono l’idea con entusiasmo. Film mediocre: una commedia all’italiana piuttosto scollacciata e con ambizioni (rimaste tali) di ritrarre la confusione di una società in via di cambiamento.

Donne in amore

Dal romanzo di D.H. Lawrence. Le vite di Gerald, Rupert, Ursula e Gudrun, incontratisi casualmente al matrimonio di una comune amica, sono destinate a intrecciarsi indissolubilmente. Rupert, ispettore scolastico, s’innamora di Ursula, maestra elementare, mentre la sorella di questa, Gudrun, diventa l’amante di Gerald. Ottima regia di Ken Russell, al suo primo film veramente importante dopo una lunga gavetta televisiva e un paio di lungometraggi di minor rilevanza (come
Il cervello da un milione di dollari
). La bravissima Glenda Jackson – che tornerà a lavorare con il regista inglese nel successivo
L’altra faccia dell’amore
– vinse l’Oscar 1970 come migliore attrice protagonista. Nel 1989, Russell realizzerà un prequel del film intitolato
The Rainbow
in cui la Jackson ricopre il ruolo della madre di Gudrun, il personaggio da lei interpretato nel film originale.
(andrea tagliacozzo)