In nome del popolo italiano

Indagando sulla morte di una giovane drogata (interpretata da Agostina Belli), l’integerrimo magistrato Mariano Bonifazi scopre clamorosi retroscena che coinvolgono alcuni illustri personaggi. Il principale sospettato è Lorenzo Santenocito, un industriale senza scrupoli che tenta con ogni mezzo di ostacolare le indagini. Aiutato dall’ottima sceneggiatura di Age e Scarpelli, un Dino Risi ancora in grande forma disegna con buone dosi di umorismo amaro un ritratto al vetriolo della società italiana dei primi anni Settanta. Davvero magistrale le interpretazione dei due protagonisti, Tognazzi nel ruolo del magistrato e Gassman in quello dell’industriale.
(andrea tagliacozzo)

Profumo di Donna

Dal romanzo di Giovanni Arpino
Il buio e il miele
(che nel ‘92 ha ispirato anche il fortunato ma meno riuscito
Scent of a Woman
con Al Pacino). Un ufficiale dell’esercito, diventato cieco in seguito ad una esplosione, parte da Torino per raggiungere Napoli, dove ha progettato di suicidarsi assieme a un commilitone che soffre della sua stessa menomazione. Nel viaggio, l’uomo è accompagnato da un giovane militare, Giovanni. Risi riesce abilmente a tenersi in bilico tra commedia e melodramma, aiutato nel compito da Vittorio Gassman, splendido protagonista, che vinse il premio come migliore attore a Cannes.
(andrea tagliacozzo)

Frenesia dell’estate

Per ingelosire la sua amante, titolare della casa di moda per cui lavora, Marcello (Amedeo Nazzari), indossatore di professione e sedicente aristocratico, si fa vedere in compagnia della più giovane Foschina. Attorno a Marcello, sullo sfondo delle assolate spiagge della Versilia, ruota un’innumerevole serie di personaggi. Una commedia all’italiana senza infamia e senza lode, diretta con grande mestiere da Luigi Zampa.
(andrea tagliacozzo)

“Vittorio racconta Gassman”, una vita da Mattatore

Come suggerisce il titolo del film-documentario Vittorio racconta Gassman, il percorso professionale e umano di Vittorio Gassman è stato ricostruito utilizzando principalmente Gassman stesso e i suoi racconti-confessione. All’interno del film, una speciale rilevanza ha la figura del figlio Alessandro che, come Virgilio, ci guiderà all’interno dell’universo appassionato, divertente, spettacolare e problematico di suo padre Vittorio, il grande Mattatore delle scene italiane. Il film-documentario è composto da documenti inediti, interviste, brani di pellicole popolarissime o dimenticate, spezzoni di repertorio delle Teche Rai (come i rari materiali ritrovati relativi all’autobiografia). Per raccogliere significative testimonianze su Vittorio Gassman sono stati realizzati incontri con colleghi e amici, tra i quali: Dino De Laurentiis, Ettore Scola, Paolo Villaggio, Marco Risi, Gigi Proietti, Giancarlo Giannini, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Gian Luigi Rondi, Jacques Perrin, Jean Gili, Anna Galiena, Jean-Louis Trintignant, Enrico Lucherini, Ornella Muti, Anna Proclemer, Franco Giacobini, Roberto Herlitzka, Daniele Luchetti, Giuseppe Piccioni, Nicola Piovani, Carlo Lizzani, Giovanni Veronesi, Giovanna Ralli, Francesco Rosi, Mario Monicelli, Agostina Belli, Ricky Tognazzi, Sergio Castellitto, ecc

Sette volte donna

Opera decisamente minore di Vittorio De Sica che firma sette episodi intitolati ad altrettante figure femminili (Paulette, Maria Teresa, Linda, Simona, Eve, Marie e Jeanne) interpretati dall’istrionica Shirley MacLaine. Quest’ultima si dà un gran da fare, ma non riesce a risollevare le sorti del film, minato all’origine dall’insipienza del soggetto e della sceneggiatura, scritti da Cesare Zavattini. (andrea tagliacozzo)

Guerra e pace

Il complicato romanzo di Tolstoj perde molta della sua forza, diventando prolisso e troppo semplificato. Il cast di tutte stelle e le spettacolari scene di battaglia (dirette da Mario Soldati) non possono compensare una sceneggiatura rozza (alla quale hanno contribuito sei autori tra i quali anche il regista Vidor) e alcuni marchiani errori di casting. Rifatto con molto più successo nel 1968. VistaVision.

La donna più bella del mondo

È la storia, ampiamente romanzata, dell’attrice e cantante lirica Lina Cavalieri che, nel secolo scorso, divenne famosissima soprattutto grazie alla sua folgorante bellezza. Lina, romana e figlia d’arte, inizia la carriera giovanissima sostituendo la madre, indisposta, sulla scena di un teatro popolare. Pellicola mediocre ma fortunata al botteghino interpretata da una esuberante Gina Lollobrigida.
(andrea tagliacozzo)

Scipione detto anche l’Africano

Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, e suo fratello Lucio, detto l’Asiatico, sono accusati del furto di cinquecento talenti. Ma è solo una manovra politica ordita ai danni del celebre condottiero. La storia romana rivista e corretta da Luigi magni in chiave di commedia. Momenti riusciti si alternano a numerose lungaggini che finisco per appesantire il film. Curiosa la presenza nel cast di Ruggero Mastroianni (Lucio, nel film), fratello anche nella vita del più noto Marcello e realizzatore del montaggio di questa, come di molte altre pellicole italiane.
(andrea tagliacozzo)

La cambiale

La cambiale di un industriale, finito in prigione per insolvenza, arriva nelle mani del proprietario di un negozio di animali che, a sua volta, la gira al suo ingenuo commesso. Questi dona la cambiale a una ragazza di facili costumi che se ne serve per imbrogliare un negoziante ed ottenere in cambio una pelliccia. Un cast davvero imponente di attori di casa nostra (per non parlare degli autori del copione, tra cui spiccano le prestigiose firme di Vittorio Metz e Lugi Magni) lasciato a briglia sciolta e banalmente sprecato per un’ideuzza non troppo malvagia, ma svolta con poca fantasia. Come al solito, quando c’è da improvvisare a mettersi in mostra è soprattutto Totò.
(andrea tagliacozzo)

La figlia del capitano

Dall’omonimo romanzo di Aleksandr Puskin. Mentre si dirige a uno sperduto fortino della Siberia dove è stato assegnato, un giovane soldato soccorre un uomo assiderato, ignorando che si tratta di un ribelle ostile alle truppe dello zar. Un prodotto discretamente spettacolare, sceneggiato dallo stesso regista in collaborazione con Steno, Mario Monicelli, Carlo Musso e Ivo Perilli. Camerini tornerà a dirigere Amedeo Nazzari ne Il brigante Musolino del 1950. (andrea tagliacozzo)

Kean, genio e sregolatezza

Vittorio Gassman, al suo esordio dietro la macchina da presa, s’ispira all’opera di Alexandre Dumas per raccontare la vita di Edmund Kean, popolarissimo e istrionico attore inglese degli inizi dell’Ottocento. Amante del bere, pieno di debiti e dongiovanni impenitente, Kean contende al principe di Galles l’amore per la moglie dell’ambasciatore di Danimarca. Un soggetto ideale per le istrioniche doti di Gassman, che se la cava discretamente anche nella regia (coadiuvato da Francesco Rosi e Giulio Questi).
(andrea tagliacozzo)

Il turno

Pepè Alletta, spiantato nobile siciliano, s’innamora della bellissima Stellina Ravì, che può ammirare solo con un binocolo perché segregata in casa dal padre. Ma a sposare la bella giovane è invece il vecchio e decrepito Don Diego Alcozer, da tempo pretendente alla sua mano. Tratto dal romanzo di Pirandello, originariamente ambientato agli inizi del Novecento, e trasportato negli anni Cinquanta dagli autori del film. Nonostante il cast, un guazzabuglio quasi inguardabile.
(andrea tagliacozzo)

Brancalone alle crociate

Seguito de
L’armata Brancaleone
, diretto dallo stesso Mario Monicelli tre anni prima. Brancaleone Da Norcia, al comando di una truppa di straccioni, parte alla conquista del Santo Sepolcro. Le mille avventure, di cui è protagonista, portano lo stralunato condottiero più volte al cospetto della Morte. Come nel primo episodio, anche in questo Vittorio Gassman risulta il mattatore assoluto. Ottimi anche gli attori di contorno, Proietti e Villaggio su tutti (quest’ultimo impegnato in una macchietta germanica molto simile al personaggio che in televisione gli diede la notorietà, il professor Kranz). Divertente, anche se si respira già aria di routine. Inevitabilmente inferiore all’originale.
(andrea tagliacozzo)

Rapsodia

Una ragazza, figlia di un ricco imprenditore, s’iscrive a Berna a una scuola di pianoforte per seguire un giovane violinista, studente al conservatorio della stessa città, del quale è innamorata. Continuamente distratto dalla ragazza, il musicista non rende come potrebbe e rischia di compromettere la carriera. Nemmeno due protagonisti del calibro di Gassman e della Taylor riescono a salvare questo melenso polpettone dal più completo fallimento. (andrea tagliacozzo)

Il divorzio

Dopo quindici tumultuosi anni di matrimonio, Leonardo, architetto di mezza età, decide di separarsi dalla moglie e si rituffa nella vita da scapolo con l’entusiasmo di un ventenne. Ma una serie di insignificanti e squallide avventure finiscono per stancarlo in breve tempo. Una commedia priva di qualsiasi originalità, indegna di un attore del calibro di Vittorio Gassman. Le musiche del film sono composte da Fred Bongusto.
(andrea tagliacozzo)

Dimenticare Palermo

Un italoamericano, candidato alla carica di sindaco di New York, per combattere le speculazioni criminali lancia un sondaggio a favore della liberalizzazione della droga. Ovviamente la cosa non piace ai boss della mafia che, durante un viaggio in Italia, gli tendono una trappola. Le intenzioni del regista erano lodevoli e sincere (da anni si dice che l’unico mezzo per sconfiggere la mafia è quello di togliere il vigente proibizionismo sugli stupefacenti), ma il film, piuttosto costoso (15 miliardi), è riuscito solo in parte, appesantito da sequenze troppo didascaliche, una sceneggiatura poco omogenea (scritta, tra gli altri, da Gore Vidal e Tonino Guerra) e da un protagonista non all’altezza.
(andrea tagliacozzo)

Audace colpo dei soliti ignoti

Seguito de
I soliti ignoti
, che l’anno precedente aveva riscosso un successo senza precedenti (anche in campo internazionale). Una banda di ladruncoli romani viene ingaggiata da un collega milanese per rapinare il furgone che trasporta gli incassi del Totocalcio. Sebbene l’ideatore del colpo finisca in carcere, i malviventi decidono di agire anche senza di questi. Il film è inevitabilmente inferiore al primo episodio diretto da Monicelli, ma risulta divertente anche grazio all’apporto degli attori, tutti in gran forma.
(andrea tagliacozzo)

Mortacci

Durante la notte, in un cimitero romano, i morti escono dalle loro tombe per fare quattro chiacchiere, allegri e pimpanti, ma infastiditi dai familiari che, con il loro ricordo, li tengono ancora vivi. Un film dai toni grotteschi che alterna episodi riusciti ad altri decisamente meno interessanti. Imponente ma disomogeneo il cast. (andrea tagliacozzo)

La ragazza del Palio

Commediola di stampo prettamente turistico. Un bella ragazza americana vince a un telequiz un viaggio premio in Italia. A Siena, la giovane conosce un galante principe che, credendola una miliardaria, comincia a farle la corte. La procace Diana Dors fu lanciata negli anni Cinquanta come la Marilyn Monroe inglese.
(andrea tagliacozzo)

L’armata Brancaleone

Nell’Italia del tardo Medioevo, il soldato di ventura Brancaleone si associa a un gruppo di briganti per raggiungere il feudo di Aurocastro che, in base a un documento rubato a un viaggiatore, dovrebbe diventare suo. Esilarante avventura picaresca, realizzata con intelligenza, brio e grande inventiva, sia per quanto riguarda le situazioni comiche che per i dialoghi, parlati in un italiano finto arcaico che mescola il latino con l’italiano dell’alto Lazio. Grande prova di Gassman che cinque anni dopo, sempre diretto da Monicelli, tornerà a interpretare lo stesso personaggio in
Brancaleone alle crociate
.
(andrea tagliacozzo)

Un matrimonio

Sguardo generale sugli intrighi attorno un matrimonio tra nuovi ricchi; ci sono alcuni momenti divertenti e delle buone caratterizzazioni, ma non ha una forma ben precisa. Dopo Nashville, un altro film-mosaico corale, lucido e ghignante sotto l’apparenza caotica. La morale è amara ma non gridata., mentre il divertimento é genuino  e immediato.

Riso amaro

Francesca, complice del fidanzato Walter in una rapina, cerca di far perdere le proprie tracce mescolandosi alle mondine. Walter la raggiunge nelle risaie, tenta di recuperare la collana rubata e subito progetta il furto dell’intero raccolto. De Santis fu uno dei teorici più lucidi del neorealismo italiano: ne capì la natura ibrida, e da subito lavorò sui suoi paradossi. Più che il lavoro di un intellettuale organico,
Riso amaro
è un grande fumettone, con l’esorbitante Mangano – che è già quella di Anna e Mambo – e poi Raf Vallone e Gassman… Il film, coraggioso e abbastanza folle, ha una solidità e un fascino irresistibili. Oggi, com’è giusto, ci appare più vicino a Matarazzo che a De Sica. Un capolavoro non lo era nemmeno allora, ma è forse un esempio irripetuto di grande spettacolo nazional-popolare di «sinistra». E poi, al di là dei partiti presi, si vede che De Santis amava le facce delle persone che inquadrava; amava i luoghi, amava le donne…
(emiliano morreale)

I soliti ignoti

Cinque ladruncoli organizzano un clamoroso colpo da effettuarsi al Monte di Pietà. Non sapendo come fare ad aprire la cassaforte, si fanno istruire da Dante, un esperto in materia. Il piano, preparato fin nei minimi particolari, fallisce per un banale errore di calcolo. Un grande (e meritato) successo di pubblico che rese la commedia all’italiana polare in tutto il mondo. Vittorio Gassman, per la prima volta in un ruolo comico, è a dir poco straordinario. Eccezionale anche Totò, che lascia il segno restando in scena per pochissimo tempo. Del film ne verranno realizzati due seguiti (
L’audace colpo dei soliti ignoti
del ’59 e
I soliti ignoti vent’anni dopo
dell’85), entrambi decisamente non all’altezza del capostipite. Rifatto negli Stati Uniti con il titolo
Crackers
(da noi uscito in video come
I soliti ignoti Made in Usa
) da Louis Malle.
(andrea tagliacozzo)

I mostri

Venti divertentissimi episodi (alcuni molto brevi, altri più lunghi e corposi), che satireggiano sui miti e le contraddizioni della società italiana dei primi anni Sessanta, con due interpreti, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, in forma davvero strepitosa. Autori della sceneggiatura, tratta da un soggetto di Age-Scarpelli-Petri, sono Ettore Scola (all’epoca non ancora regista) e Ruggero Maccari. Straordinario l’ultimo segmento, curiosa (e cattivissima) miscela tra comico e patetico.
(andrea tagliacozzo)

II giudizio universale

Una roboante e misteriosa voce annuncia nel cielo di Napoli l’imminente inizio del Giudizio Universale. La popolazione viene improvvisamente presa dal panico e ognuno reagisce a suo modo all’evento che sta per compiersi. Da un soggetto di Cesare Zavattini, un film ingiustamente sottovalutato, divertente e surreale, anche se inevitabilmente sfilacciato a causa dei molti personaggi, tra i quali spicca uno straordinario Alberto Sordi, cattivissimo nel ruolo di un venditore di bambini.
(andrea tagliacozzo)

Crimen

Una coppia di coniugi si reca a Montecarlo per restituire a una vecchia e ricca signora il cane che questa ha smarrito a Roma. Ma la donna viene trovata morta e i due, assieme ad altre tre persone casualmente conosciute in treno, rimangono coinvolti nelle indagini. Più rosa che giallo in questa divertente commedia nera abilmente diretta Mario Camerini, regista dell’epoca dei telefoni bianchi , costruita intorno a un cast eccezionale. Nel 1971, Camerini ne realizzerà un rifacimento intitolato Io non vedo, tu non parli, lui non sente , mentre nel 1992 lo stesso soggetto verrà usato negli Stati Uniti per il deludente Sette criminali per un bassotto . (andrea tagliacozzo)