Ma quando arrivano le ragazze?

Gianca e Nick, ventenni bolognesi, si conoscono a Perugia durante lo stage per giovani musicisti di Umbria Jazz. Gianca suona il sax e cerca di non deludere le aspettative di un padre che ha rinunciato alle sue velleità artistiche per diventare un affermato consulente finanziario, Nick ha scoperto da poco il suo amore per la tromba ma è dotato di una tecnica ancora approssimativa. La comune passione fa nascere prima una forte amicizia e poi un gruppo jazz che servirà da rampa di lancio per il talento naturale di Nick. Messo di fronte a una mediocrità artistica che la grande passione non riesce a mascherare, Gianca segue lo stesso percorso del padre e sposa Francesca, la ragazza dei suoi sogni.
Pupi Avati al suo meglio. Prendere o lasciare. Chi non ha mai apprezzato il lavoro del regista bolognese non cambierà certamente idea guardando questo film dal forte taglio autobiografico. I fan dell’autore di Regalo di Natale troveranno invece nella pellicola, svolte con leggerezza ma in maniera tutt’altro che superficiale, tutte le tematiche care al suo cinema: l’amore, l’amicizia, il tradimento. Paolo Briguglia (Gianca, alter ego cinematografico di Avati) e Claudio Santamaria (Nick) sono una coppia assai ben assortita e Vittoria Elisa di Rivombrosa Puccini non è soltanto bella. Johnny Dorelli convince nel ruolo del patetico padre del protagonista e anche i personaggi di contorno (gli altri membri della band) sono qualcosa in più di semplici macchiette, ognuno con la sua storia, solo accennata ma intrigante. Il miglior film italiano di queste prime settimane del 2005. (maurizio zoja)

Colpo d’occhio

Adrian (Riccardo Scamarcio) è un giovane scultore di provincia desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell’arte. Fin dalla sua prima esposizione nella Capitale, all’interno di una collettiva di esordienti, la sua personalità balza agli occhi di Gloria (Vittoria Puccini), una giovane studiosa d’arte alla ricerca del “suo” artista. Tra i due nasce subito un’intesa e ben presto Gloria diventa per Adrian compagna, musa ispiratrice delle sue opere nonché agente. Ma un altro critico s’innamora del lavoro di Adrian: Lulli (Sergio Rubini), intellettuale di fama internazionale. L’uomo conosce molto bene Gloria, essendone stato prima il tutore e poi l’amante, fino all’arrivo di Adrian. Quest’ultimo, proprio grazie all’influenza di Lulli, assapora il gusto del successo e decide di affidarsi al totale controllo del critico, dando vita a un sodalizio che porta all’inevitabile rottura con Gloria. Ma un’ombra minaccia l’ascesa del giovane: in occasione della presentazione della mostra che lo consacrerà definitivamente come artista, Gloria scopre che l’opera da lui presentata nasconde uno scandaloso segreto…

La vita facile

Mario Tirelli, chirurgo di fama, ricco e arrivato, decide all’improvviso di partire per l’Africa ad aiutare il suo amico di sempre, Luca Manzi che è arrivato in Africa da anni per tirar su un ospedale, e che si è lasciato dietro tutto e anche qualcosa che non ha capito.
Poi c’è Ginevra, la donna che hanno conosciuto insieme ed è diventata moglie di Mario.

Tre amici, tre visioni opposte del mondo, tre vite facili che si sono terribilmente complicate. L’amore non è quello che sembra, il buono non è quello che sembra, il cattivo non sembra quello che è.

Cosa succederà quando si guarderanno ancora una volta negli occhi tutti assieme? Chi avrà il coraggio di tirare fuori la verità?

Paz!

Siamo nella Bologna di fine anni Settanta, quella del disegnatore di Pescara, studente fuorisede e fuoricorso al Dams, in un appartamento al quinto o sesto piano di un palazzone in via Emilia Ponente 43. Qui vivono tre ragazzi, Massimo Zanardi (detto Zanna), Enrico Fiabeschi e Pentothal. Convivono, ma senza mai incontrarsi, solo sfiorandosi. Zanardi, interpretato da Flavio Pistilli (
Auguri professore, La guerra degli Antò
), è uno studente liceale pluriripetente ed è inseparabile da Roberto Colasanti, bello e ricco, e Sergio Petrilli, brutto e povero. I tre sono accusati di aver crocefisso il gatto della preside della scuola e la prova di colpevolezza è l’agenda di Zanna, trovata in giardino. Mentre Zanardi è impegnato a recuperare la sua agenda, Enrico Fiabeschi, interpretato da Max Mazzotta (
L’ultimo capodanno dell’umanità
), deve sostenere un esame di cinema al Dams. L’argomento è il film
Apocalypse Now
, ma il nostro ne sa poco: «Apocalipsi näu: regia di Francis Ford Coppola, musiche dei Doors». L’unico che non si muove dalla sua stanza è Pentothal, che ha il volto di Claudio Santamaria (
La stanza del figlio, L’ultimo bacio
), ventenne meridionale, fumettista, in botta per la sua ex ragazza Lucilla che lo ha lasciato. Pentothal vive perennemente in pigiama con un paio di Clark ai piedi, sempre slacciate e logore. Operazione difficile quella di Renato De Maria, un amico dei tempi bolognesi di Andrea Pazienza, ma che è riuscito a raccontare i personaggi del disegnatore di Pescara, Bologna e una generazione. Realizzato con costi ridottissimi, girato in digitale, De Maria è riuscito con una sapiente fotografia, una scenografia azzeccata e un montaggio curato a supplire i limiti di budget. E poi gli attori, soprattutto quelli famosi, che hanno partecipato «in amicizia». Un film vietato ai minori di 14 anni, che per poco ha rischiato di essere vietato ai 18. Sarebbe stato un insulto, un volere imbavagliare un grande disegnatore e come ha detto il regista: «Censurare una generazione, la nostra». Per fortuna non è stato così.
(andrea amato)