La statua

Un linguista di fama internazionale si accorge che una statua, in cui la moglie lo ha raffigurato completamente nudo, possiede degli attributi virili che non corrispondono ai suoi. Per l’uomo inizia una interminabile e affannosa ricerca nel tentativo di scoprire l’individuo che ha «ispirato» la consorte. Divertente lo spunto iniziale, un po’ meno lo svolgimento.
(andrea tagliacozzo)

Al di là del bene e del male

Liberamente ispirato alla realtà storica. È la storia di un ménage a tre tra Lou Von Salomé, il filosofo Friedrich Nietzsche e Paul Rée. Le cose vanno nel modo peggiore e Nietzsche impazzisce, mentre Rée trova la morte per mano di alcuni teppisti. Pellicola molto densa e a tratti pretenziosa, con momenti decisamente poco riusciti.

La ragazza e il generale

Un soldato italiano, reduce dalla sconfitta di Caporetto, cattura un generale austriaco. L’ufficiale, approfittando di un momento di stanchezza del nemico, riesce a fuggire. Ma l’italiano, grazie all’aiuto di un bella contadina, riacciuffa il suo prigioniero. Ottimo il cast. Pasquale Festa Campanile, autore della sceneggiatura con Luigi Malerba e Massimo Franciosa, aveva già diretto Virna Lisi nel ’65 in
Una vergine per il principe
.
(andrea tagliacozzo)

Il più bel giorno della mia vita

Irene (Virna Lisi) è la madre di tre figli, due femmine e un maschio. Una donna all’antica, che crede nel matrimonio come unico e imprescindibile punto saldo nella vita di una persona. Sara (Margherita Buy) è la primogenita, vedova e madre di un figlio con problemi adolescenziali, ha paura a fidarsi degli uomini. Rita (Sandra Ceccarelli) è la figlia di mezzo, madre di due bambine, sposata e con un amante. Claudio (Luigi Lo Cascio) è il più piccolo, gay, non ha il coraggio di dirlo alla madre, questo gli crea problemi di coppia con il suo uomo. Nell’arco di due week end, a distanza di due mesi l’uno dall’altro, la famiglia affronta i problemi derivati dal passato e dal presente. Il tutto è visto dagli occhi della più piccola, una bambina in attesa di fare la prima comunione, che non capisce le dinamiche sentimentali degli adulti. Un film corale, che abbraccia tre generazioni, tre modi di affrontare la vita, l’amore e il sesso. Il cast tiene alto il livello del film, che ripercorre a volte i cliché di commedie italiane di successo,
Speriamo che sia femmina
in testa. Alcune trovate registiche sono molto funzionali, dai flashback alle immaginazioni dei protagonisti che prendono vita.
(andrea amato)

La regina Margot

Immensa produzione, basata su un romanzo di Dumas, sugli eventi relativi al famigerato massacro del giorno di San Bartolomeo nella Francia del XVI secolo. La giovane Margot (Adjani) viene costretta a sposare Henri de Navarre (Auteuil) dalla madre pianificatrice, Caterina de’ Medici (Lisi), con conseguenze inattese e terribili. Questo eccellente film (prodotto da Claude Berri) vanta forti interpretazioni in ogni ruolo, sontuose decorazioni, e scene d’amore sorprendentemente erotiche. Un racconto epico intricato, intelligente e spesso toccante. Sceneggiatura di Daniele Thompson e del regista Chéreau. Portato sullo schermo in precedenza nel 1954 con Jeanne Moreau. La versione originale francese dura 166 minuti. Una nomination all’Oscar.

Lo scapolo – Alberto il conquistatore

Quando anche il suo migliore amico decide di sposarsi, Paolo, che da sempre si dichiara nemico dell’istituzione matrimoniale, pensa di metter su famiglia. Ma trovare una ragazza che gli vada a genio non è cosa facile. Il film è tutto incentrato sulla performance di un Alberto Sordi in grandissima forma, ma può contare anche su una buona sceneggiatura (di Sandro Continenza, Ruggero Maccari ed Ettore Scola) e su uno stuolo di bravi interpreti di contorno (tra i quali, in una breve apparizione, un divertente Nino Manfredi nel ruolo del fidanzato della sorella del protagonista). Nel 1955, Sordi si sottopose a un vero e proprio tour de force girando sei film uno dietro all’altro.
(andrea tagliacozzo)

Il cardinale Lambertini

Dall’omonima commedia di Alfredo Testoni. Nel 1739 Bologna è presidiata dalle truppe spagnole comandate dal crudele Duca di Montimar. Il cardinale Lambertini prende a cuore l’amore contrastato di un giovane laureato e di una bella contessina che l’ambiziosa matrigna vorrebbe dare in sposa al Duca. Ottima l’interpretazione di Gino Cervi, un po’ meno la convenzionale regia di Pastina.
(andrea tagliacozzo)

Sua eccellenza si fermò a mangiare

Ai tempi del fascismo, un ladruncolo (Totò), che si spaccia per il medico del duce, aiuta un giovanotto (Ugo Tognazzi) a togliersi d’impaccio con la moglie (Virnisi Lisi). Poi decide di sfruttare la situazione e si fa invitare a un banchetto organizzato in onore di un ministro (Raimondo Vianello), con l’intenzione di appropriarsi di un prezioso servizio di posate. Una pochade poco originale ma movimentata. Cast di tutto rispetto, anche se ad imporsi una spanna sopra agli altri è il solito Totò.
(andrea tagliacozzo)

Come uccidere vostra moglie

Un disegnatore di fumetti, scapolo convinto, partecipa ad un banchetto per soli uomini. Al risveglio dopo il party si ritrova inspiegabilmente sposato con una bellissima donna greca. Soffocato dalla convivenza coniugale, cerca di uccidere la moglie nelle storie del personaggio che sta disegnando. Vivace commedia che si regge soprattutto grazie all’eccellente cast e al buon copione di George Axelrod. Il film lanciò Virna Lisi sul mercato cinematografico americano.
(andrea tagliacozzo)

La venticinquesima ora

Nel 1940, in Romania, un contadino viene deportato come ebreo perché il capo della polizia vuole rubargli la giovane sposa. Riesce a scappare a Budapest, ma, nuovamente arrestato dai nazisti, se la cava solo accettando di entrare nelle SS. Un film intrigante, ma non completamente riuscito, nonostante il notevole apporto degli interpreti. Le musiche sono di Georges Delerue, collaboratore abituale del regista Truffaut.
(andrea tagliacozzo)

Bugie bianche

Un orfano viene adottato da diverse coppie, ma ogni volta, non essendo la sistemazione di suo gradimento, sparisce facendo credere d’essere morto. Quando finalmente riesce a trovare due genitori che fanno al caso suo e tutto sembra avviato per il meglio, rispunta fuori all’improvviso una delle precedenti coppie che lo aveva preso in custodia. Von Sydow e la Lisi tentano con scarsa fortuna di riscattare il film dall’anonimato.
(andrea tagliacozzo)