Totò a colori

Nel ridente paesino di Caianello, il maestro Antonio Scannagatti, musicista e compositore, attende da quindici anni la risposta degli editori Tiscordi e Sozzogno riguardo allo spartito di una sua opera. Un giorno si decide e parte per Milano. La trama è solo un labile pretesto per le esilaranti esibizioni del comico napoletano. Memorabile la scena del vagone letto con l’ottima spalla Mario Castellani, ampiamente collaudata da Totò nei suoi spettacoli teatrali. Come suggerisce il titolo, si tratta del primo film a colori girato dall’attore.
(andrea tagliacozzo)

Il signor Max

Grazie a un amico, un modesto edicolante riesce a ottenere un biglietto di prima classe per una crociera. Durante il viaggio, il giovanotto viene erroneamente creduto il conte Max. Approfitta dello scambio di persona per introdursi nel bel mondo e corteggiare una nobildonna. Tra le migliori commedie del periodo dei Telefoni bianchi, con un De Sica a dir poco strepitoso. Il film avrà due rifacimenti, entrambi intitolati Il conte Max : molto divertente il primo, realizzato nel ’57 da Giorgio Bianchi e interpretato da un ottimo Alberto Sordi; completamente da dimenticare il secondo, diretto e interpretato da Christian De Sica (figlio di Vittorio) nel ’91. (andrea tagliacozzo)

Amor non ho, però però

A Roma, un uomo semplice e mite salva dalle acque del Tevere una povera ragazza che, fidanzata a un giovane ingiustamente imprigionato per un delitto che non ha commesso, ha tentato il suicidio in un momento di sconforto. L’ometto promette d’aiutarla. Niente di originale, ma in definitiva un buon canovaccio (scritto da Giuseppe Marotta, Augusto Bosselli, Franco Riganti e Vittorio Veltroni) capace di esaltare sia l’estro comico che le sfumature malinconiche dell’ottimo Renato Rascel. Bianchi tornerà a dirigere Rascel solo dieci anni più tardi in
Gli attendenti
.
(andrea tagliacozzo)

Prepotenti più di prima

Fiacco seguito de
I prepotenti
, girato l’anno precedente da Mario Amendola con lo stesso gruppo d’interpreti. Aldo Fabrizi e Nino Taranto sono un romano e un napoletano che, dopo il matrimonio della figlia del primo con il figlio del secondo, litigano aspramente per far stabilire i novelli sposi nelle rispettive città. Ma i giovani, esasperati, fuggono a Milano.
(andrea tagliacozzo)

Una bruna indiavolata!

Un giovanotto, avendo vinto una grossa somma al gioco, lascia la natia Torrazze, un paesino vicino Cremona, e si reca a Roma con l’intenzione di darsi alla bella vita. Ma giunto nella capitale, il poveretto viene derubato del portafogli con tutto il denaro. Scatenata commedia, incentrata quasi totalmente sul brio e sulla bellezza di Silvana Pampanini. Uno dei primi film di Ugo Tognazzi, all’epoca ventinovenne. (andrea tagliacozzo)