Il Paradiso può attendere

Gradevole e divertente remake di L’inafferrabile signor Jordan, con Beatty nei panni di un inossidabile campione di football che si ritrova in paradiso prima del tempo e deve tornare sulla Terra incarnandosi in un altro uomo. Piacevole, ma mai commovente: la Christie, nel ruolo della musa del protagonista, è completamente fuori parte. Scritto da Beatty ed Elaine May. Rifatto nel 2001 con il titolo Down to Earth.

Home Movies – Vizietti familiari

Sgangherata farsa che rievoca i primi lavori di De Palma. Il complessatissimo Gordon, “una comparsa nella propria vita”, cade nelle grinfie di un egocentrico regista (Douglas) con la mania di filmare ogni momento della sua esistenza, che gli impone una terapia da star: si convincerà ad allontanare la Allen dal suo picchiatello fratello maggiore (Graham). L’idea è originale ma lo svolgimento è fiacco, benché nessuno possa mangiare un hamburger come fa la Allen nel film. Gran parte della troupe è composta dagli studenti di cinema di De Palma presso il Sarah Lawrence College. Titolo alternativo: The Maestro.

Il giustiziere della notte

Manipolazione del pubblico ai massimi storici: la moglie e la figlia di un uomo d’affari (Bronson) vengono selvaggiamente stuprate; la moglie muore, trasformando così il pacato borghese Bronson in un giustiziere per le strade di New York. Spaventoso, ma irresistibile. Un travisamento del romanzo di Brian Garfield, nel quale farsi giustizia da sé non costituisce la soluzione ma un nuovo problema. Musiche di Herbie Hancock. Uno degli aggressori è Jeff Goldblum, al debutto. Con quattro sequel.

Bordella

Il segretario di Stato americano Kissinger, idolo dalle donne, annuncia una sua iniziativa: intende fondare un’azienda multinazionale che produca e distribuisca sesso e felicità. Un suo emissario di origini sicule fa un sopralluogo a Milano per sondare il terreno e avviare una casa di tolleranza di cui possano fruire le signore milanesi, che accolgono l’idea con entusiasmo. Film mediocre: una commedia all’italiana piuttosto scollacciata e con ambizioni (rimaste tali) di ritrarre la confusione di una società in via di cambiamento.

Dinosauri a colazione

Sguardo satirico al mondo del cinema degli anni Ottanta, scritto e co-prodotto da Grodin che ci mise anni a realizzarlo. Un cast di talento (che comprende cammei di Steve Martin e Penny Marshall) per lo più sprecato in questa boriosa commedia che offre rari sprazzi intensi e ilari. Peccato… Love in Sex aveva grandi possibilità.

Skin Deep – Il piacere è tutto mio

Ritratto di un tipico maschio in carriera della West Coast, abituato ad aver più donne e guai che tempo per riflettere e mettere ordine nella sua vita. Non è affatto vero che gli anni Ottanta non siano stati fecondi per Blake Edwards, acclamato autore de
La pantera rosa
e
Hollywood Party
: basta infatti considerare che vi hanno visto la luce un paio di capolavori come
Victor Victoria
e
S.O.B.
All’attivo c’è però anche un’opera all’apparenza minore, scatenata e malinconica a un tempo, come
Skin Deep-Il piacere è tutto mio
: un’esplorazione della solitudine maschile sulla falsariga del truffautiano
L’uomo che amava le donne
, di cui Edwards ha anche diretto un modesto remake con Burt Reynolds.
Skin Deep
è il ritratto di un tipico maschio in carriera della West Coast, abituato ad aver più donne e guai che tempo per riflettere e mettere ordine nella sua vita. Il film non vuole essere, pur riuscendoci magnificamente, solo uno sfrenato veicolo comico del protagonista John Ritter. È anche – e naturalmente – un mesto e impietoso bilancio di un’esistenza sciupata alla ricerca infantile di un piacere autoreferenziale e narcisistico. Da antologia la sequenza in cui i due rivali in amore si fronteggiano nella stanza buia, ciascuno con un preservativo fosforescente e colorato calzato sul membro eretto.
(anton giulio mancino)

Prima pagina

Dal lavoro teatrale di Ben Hecht e Charles Mac Arthur, una commedia già portata sullo schermo nel ’31 da Lewis Milestone e nel ’39 da Howard Hawks (col titolo La signora del venerdì). Un cronista di Chicago, in procinto di sposarsi e di cambiare lavoro, è costretto dal proprio direttore a intervistare un condannato a morte. Quest’ultimo riesce a fuggire durante un interrogatorio nascondendosi proprio nella Sala Stampa della prigione. Sicuramente non si tratta di una delle migliore regie di Billy Wilder, anche se il tocco del maestro affiora qua e là e gli interpreti sono a dir poco impeccabili. (andrea tagliacozzo)

La piccola bottega degli orrori

Dal musical di Howard Ashman e Miles Goodman ispirato all’omonimo film realizzato da Roger Corman nel 1960. Seymour, timido commesso di un fioraio, acquista da un orientale una misteriosa piantina che, nutrita di sangue umano, si trasforma in una enorme e vorace pianta carnivora. Quando tra le fauci del vegetale sta per finire anche Audrey, la ragazza che ama, il giovane decide di distruggerla. Ottime le canzoni. Ma la cosa migliore del film è la breve apparizione di Steve Martin nelle vesti del dentista sadico.
(andrea tagliacozzo)