La superba creola

A New Orleans, Stefano, figlio illegittimo di una nobildonna irlandese, grazie ai suoi modi raffinati, riesce a entrare nelle simpatie di una giovane appartenente a una delle famiglie più ricche della città. In seguito sposa la figlia di un nobile francese, anche se il matrimonio si rivela un vero fallimento. Buona ricostruzione ambientale, discreta l’interpretazione, ma niente di memorabile.
(andrea tagliacozzo)

Un uomo tranquillo

Da un racconto di Maurice Walsh. In America, un pugile di origini irlandesi uccide involontariamente un avversario durante un incontro. Sconvolto, l’uomo abbandona il ring tornando nella natia Irlanda, dove conta di stabilirsi e sposarsi. Qui s’innamora, ricambiato, di una bella e battagliera vicina. John Ford torna (cinematograficamente) alla natia Irlanda con esiti a dir poco entusiasmanti. Straordinari ed affiatati i due protagonisti, coadiuvati da un altrettanto eccezionale stuolo di caratteristi. Oscar alla regia per Ford (il quarto della sua carriera).
(andrea tagliacozzo)

Un Napoletano nel Far west

Nel Kentucky, Placida, figlia di emigrati italiani, s’innamora di un rude cacciatore, Bushrod Gentry, che però non ne vuole sapere di legarsi stabilmente ad una donna. Per costringerlo a sposarla, la ragazza accusa l’uomo di averla compromessa. Simpatica commedia western interpretata da una energica Eleanor Parker. Quattro anni prima l’attrice era stata candidata all’Oscar per la sua splendida interpretazione in
Pietà per i giusti
.
(andrea tagliacozzo)

I cavalieri del Nord-Ovest

Dopo il massacro subito dal generale Custer, i pellirossa si ribellano in tutto il Nord Ovest. Un anziano capitano alla vigilia della pensione smorza la belligeranza di alcuni indiani rubando loro i cavalli con un audace colpo di mano. Secondo di tre film che John Ford dedicò alla cavalleria (gli altri due, realizzati nel 1948 e nel 1950, furono rispettivamente Il massacro di Fort Apache e Rio Bravo), nonché uno dei suoi migliori in assoluto. Splendida la fotografia a colori di Winton C. Hoch, vincitore del premio Oscar 1949. John Wayne, all’epoca quarantenne, si cala alla perfezione nella parte del capitano di sessant’anni.
(andrea tagliacozzo)

Per sempre e un giorno ancora

Un’ottantina di star inglesi (e americane) hanno preso parte a questo film a episodi, incentrato sulla storia di una casa e dei suoi abitanti nel corso degli anni, allo scopo di raccogliere fondi per il British War Relief. Il risultato è discontinuo, ma ci sono molti buoni momenti e la parata di stelle è veramente unica.