Gli invisibili

Negli anni Settanta, Sergio abbandona il lavoro in fabbrica per unirsi a un gruppo di Autonomia organizzata che gestisce una stazione radiofonica. Finito in un carcere di massima sicurezza, il giovane si incontra con alcuni amici terroristi con i quali, però, non condivide la tesi della lotta armata. Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo Nanni Balestrini, deficitario su più punti – sceneggiatura, regia e interpretazione – anche se piuttosto efficace nella sequenza della rivolta carceraria.
(andrea tagliacozzo)

Piedipiatti

Il brigadiere romano Vasco Sacchetti è sulle tracce di un trafficante di droga colombiano. Quando sta per incastrare il criminale, l’inefficienza di due colleghi manda all’aria l’operazione. Arrivato a Milano per proseguire le indagini, Vasco viene arrestato per errore da un brigadiere della polizia meneghina, Silvio Caporati. Deprimente mix di comicità e azione: poco divertente come commedia; tutt’altro che avvincente come poliziesco. Una sequenza è spudoratamente copiata da Sorveglianza… speciale di John Badham. (andrea tagliacozzo)

La tragedia di un uomo ridicolo

Deludente film drammatico su un produttore di formaggio che si confronta con il rapimento presunto del figlio a opera di terroristi politicizzati. Bertolucci sembra voler rappresentare le tensioni e gli scompigli familiari, ma il suo messaggio è incredibilmente confuso.

Verso sera

Verso la metà degli anni Settanta, il giovane Oliviero chiede al padre, un professore universitario in pensione, di occuparsi della figlia, la piccola Mescalina. Qualche tempo dopo, a casa dell’ex insegnante si presenta Stella, madre della bambina. Il secondo film della Archibugi, dopo il buon esordio dell’88 con Mignon è partita , lascia con l’amaro in bocca per l’occasione sprecata: il soggetto, indubbiamente interessante, è stato sviluppato in modo quasi superficiale. Eccellenti, comunque, i due protagonisti. (andrea tagliacozzo)