Anime in delirio

A Los Angeles, una donna, vittima di un amnesia, viene condotta in un ospedale psichiatrico. Al primario dell’istituto, la ricoverata, che a poco a poco riacquista la memoria, racconta la propria vicenda. Assunta come infermiera nella casa dei Graham, la donna si era innamorata di un giovane ingegnere che, dopo una breve relazione, l’aveva bruscamente respinta. Un ottimo melodramma costruito su misura sulle straordinarie doti interpretative della Crawford.
(andrea tagliacozzo)

La più grande storia mai raccontata

Una versione della vita di Gesù realizzata con toni particolarmente spettacolari, senza badare a spese, con un gruppo d’attori di primissimo piano. Il regista George Stevens – che nel 1956 aveva infatti vinto l’Oscar per miglior regia con
Il gigante
– sembra avere la mano particolarmente pesante, incapace di dare una forma decente e il necessario spessore a una vicenda arcinota.
(andrea tagliacozzo)

I giganti uccidono

Un giovane ingegnere di grandi capacità ottiene un posto di rilievo nella direzione di un grande complesso industriale. Il presidente della società, un uomo duro e pragmatico, fa capire al giovane che è stato assunto per rilevare il posto di un anziano dirigente, da tempo ammalato e d’idee troppo umanitarie per i suoi gusti. Eccellente cast per un dramma ben congegnato scritto da Rod Serling che gli attori Sloane e Begley avevano già interpretato per la televisione americana.
(andrea tagliacozzo)

Il cavaliere della valle solitaria

Il malvagio Ryker vorrebbe impadronirsi della terra del Wyoming appartanente a Johnny Starrett. Quest’ultimo trova un valido aiuto in Shane, un misterioso pistolero che Johnny e sua moglie hanno accolto in casa. Un classico del cinema western, a tratti eccessivamente manierato nel suo impeccabile rigore formale, ma indubbiamente avvincente e spettacolare. Ultima apparizione di Jean Arthur, in seguito attiva solo in teatro. Nell’85, Clint Eastwood s’ispirerà a questo film per realizzare
Il cavaliere pallido
. Cinque nomination agli Oscar, ma statuetta solo per la fotografia a Loyal Griggs.
(andrea tagliacozzo)