Superman II

Secondo capitolo delle avventure del popolare eroe dei fumetti. Stavolta Superman deve vedersela con tre criminali provenienti da Krypton, il suo pianeta d’origine, e quindi dotati dei suoi stessi superpoteri. Rispetto al primo film della serie, si sente il tocco ironico del regista Richard Lester, americano di nascita ma inglese d’adozione, che ottenne i primi successi dirigendo due film interpretati dai Beatles:
Tutti per uno
del 1964 e
Aiuto!
del 1965.
(andrea tagliacozzo)

Il cavaliere elettrico

Un famoso cowboy, campione di rodeo per molti anni, viene ingaggiato da una ditta di prodotti alimentari per scopi pubblicitari. Ma un giorno, a Las Vegas, stanco delle pagliacciate a cui lo costringe lo sponsor, il cowboy ruba un cavallo e scappa dalla città, verso le praterie. Un curioso western contemporaneo, riflessione malinconica sulla morte di un’epoca (e forse, perché no?, di un genere cinematografico). Eccellenti i due protagonisti. Quinta collaborazione tra Redford e Pollack.
(andrea tagliacozzo)

Mister Miliardo

Primo film americano di Terence Hill. Un giovane meccanico italiano deve raggiungere entro venti giorni San Francisco per prendere possesso di una favolosa eredità. Gli altri pretendenti all’ingente patrimonio fanno di tutto per impedirgli di arrivare a destinazione, non esitando a ricorrere ai mezzi più scorretti. Commediola piuttosto mediocre diretta da un regista che diversi anni più tardi si farà notare con pellicole più che dignitose come
Legami di famiglia
,
Sotto accusa
e
Bad Girls
.
(andrea tagliacozzo)

Superman – Il film

Versione multimiliardaria del popolare personaggio dei fumetti creato nel ’33 da Jerry Siegel, primo episodio di una lunghissima serie. Superman, spedito sulla Terra ancora in fasce dal pianeta Krypton, viene accolto e cresciuto da una famiglia di contadini, i coniugi Kent. Diventato adulto, il giovane, dotato di poteri sovrumani che si guarda bene dal rivelare, arriva a New York dove si fa assumere come giornalista nel prestigioso Daily Planet. Forse eccessivo nella sua durata e diretto con poca fantasia da Richard Donner (in seguito regista della serie Arma letale ), ma tutto sommato divertente, con un Christopher Reeve perfettamente a suo agio nella calzamaglia rossa e blu del protagonista. Budget colossale (35 milioni di dollari, 3 dei quali finiti nelle tasche di Marlon Brando per la sua fugace apparizione) ma incassi altrettanto stratosferici. (andrea tagliacozzo)

What Women Want

Il pubblicitario di successo Nick Marshall, divorziato e ora scapolo impenitente, maschilista e donnaiolo, trova sulla strada della promozione la rampante Darcy Maguire, assoldata per riconvertire l’agenzia al punto di vista femminile. Ma, causa un incidente elettrico, Nick acquisisce come per miracolo la dote di leggere nelle menti delle donne: in questo modo recupera il terreno perduto e soprattutto tiene testa alla capace Darcy. Lo spunto del film non è male, quasi da commedia sofisticata, e se fossimo stati nella Hollywood degli anni Quaranta probabilmente sarebbe stato affidato a Howard Hawks, magari a Frank Capra, meglio ancora se a Preston Sturges, e ne sarebbe venuta fuori una commedia pungente e deliziosa. Tant’è: negli anni 2000 il soggetto finisce invece nelle mani di Nancy Meyers, che non trova niente di meglio da fare che buttare tutto sulla farsa di grana grossa, in alcuni casi decisamente pesante, diretta senza grazia né stile. E per giunta lunga più di due ore. A salvarsi sono solo le canzoni di Frank Sinatra e Sammy Davis jr., e una sequenza in cui Mel Gibson balla da solo come un novello Fred Astaire. Un attore del suo calibro e della sua ironia avrebbe meritato di più.
(andrea tagliacozzo)

Frontiera

Al confine tra gli Stati Uniti e il Messico, i poliziotti di frontiera traggono profitto dalle miserie dei poveri messicani in cerca di lavoro che cercano di emigrare illegalmente. L’agente Charlie Smith, che inizialmente partecipa alle azioni disoneste dei colleghi, si redime aiutando come può una giovane clandestina. Nonostante gli sforzi di Jack Nicholson e di Harvey Keitel, il film non riesce mai a decollare. La regia di Tony Richardson non ha più lo smalto di un tempo, ma è comunque dignitosa e contribuisce a tenere desto l’interesse.
(andrea tagliacozzo)