La moglie di Frankenstein

. Heggie, Dwyght Frye, John Carradine. Sequel visivamente sfarzoso di Frankenstein, possiede una ricca vena di umorismo caustico che serpeggia fra un brivido e l’altro. Un impareggiabile Thesiger è il dottore pazzo che costringe Frankenstein ad aiutarlo nella creazione di una compagna per il mostro. La Lanchester interpreta sia “la moglie” sia la Mary Shelley dello spassoso prologo. La parentesi bucolica con l’eremita cieco e la rissosa creazione finale sono fra le scene culminanti di questo autentico classico. Sceneggiatura di John L. Baderston e William Hurlbut. Magnifica colonna sonora di Franz Waxman, riciclata dai molti successivi epigoni. Seguito da Il figlio di Frankenstein. Rivisitato nel 1985 col titolo di La sposa promessa.

Grandi speranze

L’orfano Pip sfama un evaso, che però non sfugge alla cattura. Diversi anni più tardi, il ragazzo, appreso che uno sconosciuto ha deciso di provvedere al suo mantenimento, crede di riconoscere nel benefattore un’eccentrica e ricca donna che lo ha preso in simpatia. Qualche personaggio e diverse parti del romanzo originale di Charles Dickens sono stati sacrificati, ma ciò toglie poco o nulla al fascino del film. La splendida fotografia di Guy Green e le scenografie vinsero l’Oscar. David Lean tornerà ad affrontare Dickens l’anno seguente con l’altrettanto riuscito
Le avventure di Oliver Twist
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(andrea tagliacozzo)

Il principe Azim

Le peripezie di Sabù, giovane principe ereditario indiano, costretto alla fuga da uno zio usurpatore attraverso l’India del XIX secolo. Qualche tempo dopo, il giovane ritornerà per lottare a fianco degli inglesi, amici del padre morto. Prevedibile ma divertente film avventuroso, girato in uno sfarzoso Technicolor.
(andrea tagliacozzo)