Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova, si sospettano moventi politici

Durante i primi anni del fascismo, un avvocato (Mastroianni) e un bandito (Giannini) si innamorano di una vedova siciliana (Loren): lei ricambia l’affetto di entrambi. Il film è chiassoso e pretenzioso, ma manca completamente il bersaglio.

Rita la zanzara

In un collegio femminile, la vivace Rita è segretamente innamorata di Paolo, il giovane e timido insegnante di musica. Introdottasi di nascosto nella camera del professore, la ragazza scopre che questi compone canzoni beat. Terzo film di Lina Wertmüller che dirige dietro lo pseudonimo inglese di George Brown questa commediola costruita su misura per il personaggio di Rita Pavone. (andrea tagliacozzo)

Scipione detto anche l’Africano

Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, e suo fratello Lucio, detto l’Asiatico, sono accusati del furto di cinquecento talenti. Ma è solo una manovra politica ordita ai danni del celebre condottiero. La storia romana rivista e corretta da Luigi magni in chiave di commedia. Momenti riusciti si alternano a numerose lungaggini che finisco per appesantire il film. Curiosa la presenza nel cast di Ruggero Mastroianni (Lucio, nel film), fratello anche nella vita del più noto Marcello e realizzatore del montaggio di questa, come di molte altre pellicole italiane.
(andrea tagliacozzo)

Mimì metallurgico ferito nell’onore

Primo grande successo internazionale di Lina Wertmuller (che Giancarlo Giannini aveva già in parte raggiunto nel 1970 con Dramma della gelosia di Ettore Scola). Il siciliano Carmelo Mardocheo, detto Mimì, perde il lavoro a causa delle sue idee politiche di sinistra. Tramite l’aiuto della mafia, riesce a trovare un posto in una fabbrica torinese. Giannini, straordinario interprete, vinse sia il nastro d’argento che il David di Donatello (quest’ultimo ex-aequo con Alberto Sordi, premiato per Detenuto in attesa di giudizio). Lo stile della Wertmuller, eccessivo e grottesco, oggi risulta quanto mai datato. (andrea tagliacozzo)

Il turno

Pepè Alletta, spiantato nobile siciliano, s’innamora della bellissima Stellina Ravì, che può ammirare solo con un binocolo perché segregata in casa dal padre. Ma a sposare la bella giovane è invece il vecchio e decrepito Don Diego Alcozer, da tempo pretendente alla sua mano. Tratto dal romanzo di Pirandello, originariamente ambientato agli inizi del Novecento, e trasportato negli anni Cinquanta dagli autori del film. Nonostante il cast, un guazzabuglio quasi inguardabile.
(andrea tagliacozzo)

Il lumacone

Il maturo Gianni, abbandonato dalla moglie, si riduce a vivere in uno scantinato con un giovane ladruncolo, Ginetto. L’uomo, deciso a portare il giovanotto sulla buona strada, vorrebbe comprare un vagone ferroviario per trasformarlo in un ristorante. Minato da una regia non felicissima, un film modesto anche se tutt’altro che disprezzabile. La sceneggiatura, infatti, porta la prestigiosa firma di Ruggero Maccari, da moltissimi anni prezioso collaboratore del regista Ettore Scola.
(andrea tagliacozzo)