Operazione Crossbow

Durante la seconda guerra mondiale, i servizi segreti inglesi apprendono che la Germania è impegnata nella costruzione di armi sempre più sofisticate. Tre agenti britannici riescono ad infiltrarsi sotto mentite spoglie in una fabbrica tedesca dove la progettazione di un missile di micidiale potenza sta per essere ultimata. Film bellico senza infamia e senza lode, con qualche buona sequenza d’azione, ma anche non poche lungaggini. Poco più che una partecipazione speciale per la Loren. (andrea tagliacozzo)

Meteor

Una meteora di gigantesche proporzioni si dirige verso la Terra. L’imminente disastro potrebbe essere evitato con dei missili da 100 megatoni progettati dal dottor Paul Bradley. Per ordine del generale Adlon, però, le testate nucleari sono puntate contro l’Unione Sovietica. Bradley, contrariando l’ufficiale, invoca la collaborazione dei russi. Un prodotto di routine sulla scia dei soliti film catastrofici, con due protagonisti bravi ma sprecati nel contesto. Mediocri gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)

L’oca selvaggia colpisce ancora

Durante la seconda guerra mondiale, due agenti del servizio segreto inglese vanno in missione nell’Oceano Indiano per distruggere una stazione radio nazista situata a bordo di una nave, apparentemente in disarmo, attraccata al porto di Goa. Nonostante il titolo italiano, il film non ha nulla in comune (a parte l’attore principale e il regista) con
I quattro dell’oca selvaggia
. Comunque, con tutti i suoi limiti, risulta uno spettacolo piuttosto gradevole.
(andrea tagliacozzo)

Superman – Il film

Versione multimiliardaria del popolare personaggio dei fumetti creato nel ’33 da Jerry Siegel, primo episodio di una lunghissima serie. Superman, spedito sulla Terra ancora in fasce dal pianeta Krypton, viene accolto e cresciuto da una famiglia di contadini, i coniugi Kent. Diventato adulto, il giovane, dotato di poteri sovrumani che si guarda bene dal rivelare, arriva a New York dove si fa assumere come giornalista nel prestigioso Daily Planet. Forse eccessivo nella sua durata e diretto con poca fantasia da Richard Donner (in seguito regista della serie Arma letale ), ma tutto sommato divertente, con un Christopher Reeve perfettamente a suo agio nella calzamaglia rossa e blu del protagonista. Budget colossale (35 milioni di dollari, 3 dei quali finiti nelle tasche di Marlon Brando per la sua fugace apparizione) ma incassi altrettanto stratosferici. (andrea tagliacozzo)

Ludwig

Film sontuoso sul pazzo re di Baviera presenta il protagonista così freddo e distante che non si prova alcuna simpatia. Dopo tre ore l’effetto è tramortente. La Schneider e Howard sono eccellenti, ma la lentezza del film non funziona. Incredibilmente la versione originale dura 246 minuti! Quella video 231 minuti. Panavision.

Io, Beau Geste e la legione straniera

Il comico Marty Feldman, all’esordio nella regia, realizza uno scherzoso rifacimento del
Beau Geste
di William Wellman (del ’39, con Gary Cooper). Due fratelli, uno bellissimo, l’altro di una bruttezza sconvolgente, sono i figli di un Lord inglese. Il bello ruba un brillante di famiglia e si arruola nella legione straniera. Sulla falsariga di Mel Brooks – con il quale Feldman aveva realizzato
Frankenstein Junior
– ma senza l’inconfondibile tocco del maestro (che anche lo stesso Brooks ha perso ormai da almeno vent’anni).
(andrea tagliacozzo)

Niente può essere lasciato al caso

Divertente parodia d’azione dei film di gangster, con il mercante di diamanti Grodin che tenta di rubare dei preziosi da un’importante banca internazionale. Grodin è anche autore dell’adattamento dal best-seller di Gerald A. Browne. Noto anche come Anything for Love e Fast Fortune

Il papavero è anche un fiore

Da un soggetto di Ian Fleming (il «papà» di 007). L’assemblea delle Nazioni Unite, preoccupata per il proliferare dell’uso degli stupefacenti in tutto il mondo, decide di impegnare un ingente spiegamento di forze per stroncarne il commercio clandestino. Un cast di tutto rispetto e una regia di mestiere, ma il film non riesce ad andare oltre alla mediocrità. (andrea tagliacozzo)

Il lungo duello

Nell’India colonizzata dall’Impero britannico, il capitano della polizia inglese fa imprigionare tutti i componenti della tribù nomade dei Banta. Liberati dal loro capo, l’intrepido principe Sultan, i ribelli trovano rifugio tra le montagne. Una pellicola d’avventura non troppo originale, che comunque si lascia vedere senza tediare lo spettatore. Regia e interpretazioni di routine.
(andrea tagliacozzo)

I lunghi giorni delle aquile

Le forze aeree naziste bombardano l’Inghilterra in vista di una prossima invasione. Lo scontro tra l’aviazione tedesca e quella britannica è impari: mentre la prima può contare su 2500 apparecchi, la seconda non possiede che seicento unità. Tuttavia l’abilità dei piloti inglesi riesce a evitare la disfatta. Sia la trama che la psicologia dei personaggi sono ridotte al minimo per fare spazio agli spettacolari duello aerei girati in Panavision (poco apprezzabili sul piccolo schermo).
(andrea tagliacozzo)

La preda umana

Una giornalista e uno scrittore, diretti con un aereo privato a Città del Messico, sono costretti a compiere un atterraggio di fortuna in mezzo alla giungla. I due vengono ospitati da tre loschi figuri che, in seguito, si rivelano essere ex criminali nazisti. Dal racconto di Richard Connell
The Most Dangerous Game
, un thriller ben realizzato, ma decisamente inferiore allo splendido
Pericolosa partita
, il film di Ernest B. Schoedsack e Irving Pichel tratto dallo stesso testo. Il racconto di Connell, portato sul grande schermo anche nel ’46 con il titolo
A Game of Death
, fornirà l’ispirazione anche a
Senza tregua
di John Woo.
(andrea tagliacozzo)

La papessa Giovanna

Debole storia di una donna che, travestita da uomo, si fa strada fino al papato, solo per venire distrutta una volta smascherata. Gli interpreti sembrano essere imbarazzati, e ne hanno motivo; sceneggiatura di John Briley. Ne esiste anche una versione di 112 minuti. Riedito col titolo The Devil’s Impostor, con molto materiale tagliato. 

Il terzo uomo

Alla fine della seconda guerra mondiale, uno scrittore canadese si reca a Vienna per indagare sulla scomparsa del suo amico Harry Lime. In Austria, l’uomo apprende dai servizi segreti inglesi che Lime era coinvolto in attività criminose. Tratto da un romanzo di Graham Greene, un film di spionaggio cupo e stilizzato, visivamente splendido (anche grazie alla fotografia in bianco e nero di Robert Krasker che vinse l’Oscar). L’apparizione di Orson Welles (nel ruolo chiave di Harry Lime) è breve, ma a dir poco memorabile. Gran premio al Festival di Cannes del 1949.
(andrea tagliacozzo)

Misfatto bianco

Trasposizione cinematografica con immagini estremamente eleganti (ma fini a se stesse) dell’omonimo romanzo di James Fox. A Nairobi, durante la seconda guerra mondiale, incuranti delle sofferenze che i connazionali patiscono in Europa, alcuni nobili inglesi conducono una vita spensierata e corrotta. L’affascinante Lady Diana, moglie di Sir Delves Broughton, fa parlare di sé l’intera colonia britannica. Raffinato e interpretato da un ottimo cast d’attori, ma non del tutto riuscito.
(andrea tagliacozzo)

Un colpevole senza volto

Pittoresco dramma d’altri tempi, incentrato sull’onore tra i lancieri del Bengala e sull’abuso subito dalla vedova (S. York) di un ufficiale. Troppo impettito per intrattenere e anche troppo recente per essere considerato un film d’epoca; tuttavia, le interpretazioni delle star ne compensano i difetti.

Il gran lupo chiama

Penultimo film di Cary Grant, che due anni più tardi, terminate le riprese di
Cammina, non correre
, si ritirerà definitivamente dalla scene. In un’isola dei mari del Sud, durante il secondo conflitto mondiale, un ex professore di Storia riceve dalla marina il compito di segnalare il passaggio degli aerei giapponesi. Una gradevole commediola che si salva dalla mediocrità grazie al consumato mestiere e alla simpatia dei due protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Gandhi

Ampia narrazione della vita e dell’era di Mohandas K. Gandhi, dagli esordi come semplice avvocato fino a divenire il leader di una nazione e un simbolo di pace e comprensione per il mondo intero. La narrazione ad arte è perfetta, nella migliore tradizione dell’epopea hollywoodiana, ma la seconda metà del film non è avvincente quanto la prima. Kinsley è indimenticabile nel ruolo principale. Vinse otto Oscar fra cui quello per il miglior film, miglior attore protagonista, per la regia e la sceneggiatura (di John Briley). Fate caso a Daniel Day-Lewis nei panni di uno dei tre giovani che avvicinano Gandhi per strada. 

Gli ammutinati del Bounty

Aprile 1789: il vascello della marina britannica Bounty fa rotta verso i mari del Sud sotto la guida implacabile del comandante Bligh (Howard). Una volta giunti sull’isola, i marinai troveranno la vita nel paradiso tropicale ben più gradevole di quella a bordo e, guidati dal primo ufficiale Christian (Brando), decideranno di ammutinarsi andando però incontro a tragiche conseguenze.