Lo scudo dei Falworth

Il figlio di un nobile, dopo l’eccidio dei genitori, viene cresciuto come un semplice contadino nel castello dei Mackworth. Diventato adulto, il giovane diventa cavaliere e s’innamora di Lady Anne Mackworth, contesagli dal fratello dell’assassino di suo padre. Dal romanzo di Howard Pyle
Man of Iron
, un film d’avventura senza infamia e senza lode, ma sufficientemente brioso da risultare divertente. All’epoca, Tony Curtis e Janet Leigh, che si erano conosciuti sul set di
Houdini
, facevano coppia anche nella vita.
(andrea tagliacozzo)

E io mi gioco la bambina

Tratto dalla novella di Damon Runyon Little Miss Marker, già portata sullo schermo nel 1934 (con Adolphe Menjou e Shirley Temple), nel 1949 (con Bob Hope) e nel 1963 (con Tony Curtis, qui relegato in un ruolo di secondo piano). Una bambina di sei anni, rimasta orfana, sconvolge la vita di uno scorbutico allibratore, costretto a farle da balia. Il film, piuttosto deludente, segnò l’esordio dietro alla macchina da presa dello sceneggiatore Walter Bernstein. (andrea tagliacozzo)

Supponiamo che dichiarino la guerra e nessuno ci vada

Un titolo orribile nasconde una decisa satira sui difficili rapporti tra una città di provincia e la vicina base militare fino all’inevitabile punto di rottura. Non ci sono dei veri “buoni” in questo insolito film; non è privo di difetti, ma certamente merita un’occhiata. L’idea fu poi ripresa in Tank. Rititolato War Games per la tv.

La grande corsa

Due acerrimi nemici, il giovane e aitante Leslie e il diabolico professor Fate, partecipano a una corsa automobilistica da New York a Parigi indetta da un quotidiano americano. A bordo dell’auto del giovanotto si aggrega l’intraprendente giornalista Maggie Dubois. Una commedia prolissa, ma estremamente divertente in cui Blake Edwards recupera gli stereotipi e le gag del cinema muto (con tanto di torte in faccia), ispirandosi nel tono surreale e catastrofico anche alle assurde trovate dei cartoni animati (i disastrosi esperimenti volanti di Jack Lemmon). Ad aumentare la godibilità dell’insieme ci pensano gli interpreti: un Tony Curtis affascinante, al massimo della forma; una Natalie Wood bellissima e autoironica; nonché uno scatenato Jack Lemmon, irresistibile nei suoi duetti con Peter Falk. Il segmento ambientato nello staterello europeo con il sosia di Jack Lemmon è ovviamente una parodia de
Il prigioniero di Zanda
.
(andrea tagliacozzo)

In licenza a Parigi

Paul, giovane caporale americano, vince una licenza premio a Parigi in compagnia di una procace attrice argentina. Per evitare episodi incresciosi, lo Stato maggiore decide di mettergli alle costole il tenente donna Vickie Loren, impedendo così al povero soldato di rimanere solo con la diva. Commedia briosa, sostenuta da un Tony Curtis in stato di grazia e da una deliziosa Janet Leigh nei panni del militare in gonnella.
(andrea tagliacozzo)

Winchester ’73

In una gara di tiro a segno, un cowboy vince un bellissimo fucile Winchester del 1873 che gli viene sottratto dal fratello. Mentre il cowboy dà la caccia al congiunto – responsabile, tra le altre cose, dell’assassinio del padre – il fucile passa di mano in mano fino a ritornare al legittimo proprietario. Uno dei migliori western di Anthony Mann, il primo girato con James Stewart. Particolarmente originale nella struttura narrativa e magistralmente girato (la splendida fotografia è di William Daniels), il film segnò un improvviso ritorno di popolarità del genere, che negli anni passati aveva subito un considerevole calo d’interesse da parte del pubblico americano. Scritto da Robert L. Richards e Borden Chase da un soggetto di Stuart N. Lake. Tony Curtis, giovanissimo, fa poco più di una comparsata nelle vesti di un soldato. Rock Huson, invece, interpreta il ruolo di un indiano.
(andrea tagliacozzo)

Doppio gioco

Un uomo, nella speranza di riconquistare l’ex moglie, entra a far parte di una banda di gangsters il cui boss è il nuovo marito della donna. Effettuato il primo colpo, s’impadronisce del malloppo e lo consegna alla moglie. Il rivale non gradisce. Piccolo classico del noir americano, ricco di tensione e magistralmente interpretato a Burt Lancaster e Dan Duryea. Il film segnò il debutto sullo schermo per Tony Curtis.
(andrea tagliacozzo)

Spartacus

Lo schiavo Spartaco, spedito alla scuola dei gladiatori, si dimostra uno di migliori elementi. In seguito, l’uomo si pone alla testa degli schiavi che, ribellatisi ai romani, si organizzano in un esercito e tentano di raggiungere la libertà. Kubrick, che aveva lavorato con Douglas in
Orizzonti di gloria
, sostituì il regista Antony Mann a riprese già iniziate. E lo fece nel migliore dei modi. Non è il suo film migliore, ma dal punto di vista stilistico è nettamente superiore ai kolossal dell’epoca. Sceneggiatura «politica» (tra le righe e non) scritta da Dalton Trumbo, che tornò a poter usare la sua firma dopo essere stato per lungo tempo sulla lista nera del Senatore McCarthy (quello della «Caccia alle streghe» anticomunista).
(andrea tagliacozzo)

Le avventure di Mister Cory

Un ragazzo, nato nei bassifondi di Chicago, è deciso a tentare con ogni mezzo la scalata sociale, prima corteggiando due ricche sorelle, poi diventando un professionista del gioco d’azzardo. Un insolita e decisamente riuscita incursione nel genere drammatico del re della commedia Blake Edwards, assecondato da un eccellente Tony Curtis nei panni del protagonista. Nel ’62, il regista ripeterà un analogo esperimento nello splendido
I giorni del vino e delle rose.
(andrea tagliacozzo)

A qualcuno piace caldo

Nella Chicago degli anni Venti, due musicisti jazz sono testimoni involontari del massacro di San Valentino. Trovandosi nella necessità di sparire dalla circolazione, i due si travestono da donna e si aggregano a un’orchestrina femminile in viaggio verso Miami. Una commedia ormai entrata nella leggenda, interpretata dallo scatenato duo formato da Jack Lemmon e Tony Curtis (qualche anno più tardi avversari in La grande corsa ) e da una sensuale ma anche autoironica Marilyn Monroe. Praticamente perfetta la sceneggiatura scritta dal regista assieme a I.A.L. Diamond, sulla falsariga del cinema americano del passato. La celebre battuta finale («Nessuno è perfetto») doveva essere provvisoria, sostituita in sede di riprese da qualcosa di migliore (!). Sei nomination all’Oscar, e una statuetta vinta, quella per i migliori costumi. (andrea tagliacozzo)

Operazione sottoveste

Durante la seconda Guerra Mondiale, il sommergibile «Sea Tiger», viene danneggiato da un bombordamento. A rimetterlo in sesto, però, ci pensa il suo comandante, con il determinante aiuto di uno scaltro ufficiale di bordo che rimedia a destra e a sinistra i pezzi di ricambio. Una commedia sofisticata dai ritmi praticamente perfetti (la sceneggiatura ottenne la nomination all’Oscar) in cui Cary Grant e Tony Curtis – due attori per certi versi speculari ma separati da circa un paio di generazioni – si cimentano in una personale gara di bravura e simpatia. L’anno precedente, Edwards aveva Curtis l’attore nell’altrettanto brillante
In licenza a Parigi
. Nel cast, compare anche la figlia di Curtis, Jamie Lee, che diventerà famosa molto più tardi.
(andrea tagliacozzo)