Mad Max: Fury Road

Mad Max: Fury Road

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Charlize Theron interpreta Furiosa

Australia, epoca imprecisata. Di conseguenza, si intuisce che le vicende sono ambientate in un futuro distopico, in cui la civiltà umana è quasi completamente scomparsa. Questo è il mondo in cui vive Max Rockatansky (Tom Hardy), un solitario ex poliziotto che vive ancora nel ricordo della perdita della sua famiglia. Mentre si aggira per il deserto, i Figli della Guerra, un’armata di guerrieri, lo rapisce. Il loro capo è Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne), colui che controlla la comunità di Fury Road grazie al possesso di riserve d’acqua. Da quel momento, la sua strada incrocia quella di Furiosa (Charlize Theron), un generale al servizio di Immortan Joe. Furiosa, tuttavia, decide di ribellarsi al suo signore e si unisce a Max nel tentativo di salvare i pochi esseri umani superstiti dalla tirannia.

Un grande successo

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Il crudele Immortan Joe

Il quarto capitolo della saga di Mad Max è del 2015, co-sceneggiato e co-prodotto da George Miller. Quest’ultimo ha spiegato che la pellicola non è un remake, ma una rivisitazione della saga. Sono passati ben trentatré anni dall’ultimo film della trilogia: infatti, Mad Max oltre la sfera del tuono è del 1985. Nel quarto film, il protagonista è Tom Hardy, affiancato da Charlize TheronHugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley e Nicholas Hoult.

La critica internazionale ha accolto favorevolmente il film. Dopo la proiezione al Festival di Cannes, il film ha ricevuto applausi e ovazioni da parte dei critici e dei giornalisti presenti. Quentin Tarantino lo ha persino eletto suo film preferito del 2015. «Ho ricevuto una copia di Mad Max (Fury Road) in 35mm e l’ho vista in casa mia, me l’hanno data per tutto il weekend e alla fine ho visto il film tre volte» ha dichiarato il grande regista.

Tra i riconoscimenti ottenuti: premio Oscar 2016 per il Miglior montaggio, Miglior sonoro, Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura, Miglior montaggio sonoro e Miglior scenografia.

 

Star Trek – La nemesi

Soddisfacente anche se poco originale episodio della serie con Riker e Troi che celebrano il loro matrimonio mentre l’equipaggio dell’Enterprise deve affronatre una duplice sfida: contrastare un cattivo che è un clone malvagio del capitano Picard ed esaminare un prototipo antagonista dell’androide Data. Divertente, anche se non viene mai il minimo dubbio su come andrà a finire; la prova autorevole di Stewart regge il film. Spiner è co-autore del soggetto, e canta qualche verso di Blue Skies. Whoopi Goldberg appare non accreditata.

Bronson

Bronson è basato sulla vita di uno dei più famosi criminali inglesi, Michael Gordon Peterson. Nel 1974, a 19 anni, Peterson era un teppistello che per farsi un nome, tentò di rapinare un ufficio postale con un fucile a canne mozze. Arrestato, fu condannato a sette anni di carcere: ma in prigione, ossessionato dall’idea di diventare famoso, iniziò ad attaccare con violenza gli altri detenuti e i secondini, ottenendo così prolungamenti di pena che lo fanno rimanere in prigione ancora oggi. 34 anni passati dietro le sbarre, 30 dei quali in isolamento: nel corso di questi 34 anni, Michael Gordon Peterson ha assunto il “nome d’arte” di Charles Bronson.