Operazione Crossbow

Durante la seconda guerra mondiale, i servizi segreti inglesi apprendono che la Germania è impegnata nella costruzione di armi sempre più sofisticate. Tre agenti britannici riescono ad infiltrarsi sotto mentite spoglie in una fabbrica tedesca dove la progettazione di un missile di micidiale potenza sta per essere ultimata. Film bellico senza infamia e senza lode, con qualche buona sequenza d’azione, ma anche non poche lungaggini. Poco più che una partecipazione speciale per la Loren. (andrea tagliacozzo)

Qualcuno da odiare

Da un romanzo di James Clavell. Nel 1945, nell’isola di Singapore, il caporale dell’esercito americano King, detenuto in un campo di concentramento giapponese, traffica con i propri carcerieri per alleviare le pene della prigionia. Il suo comportamento gli aliena le simpatie di un rigido ufficiale inglese, il tenente Grey, responsabile dei prigionieri alleati. Buono il disegno psicologico orchestrato dal regista Bryan Forbes. Il personaggio interpretato da George Segal sembrerebbe ispirato al protagonista di
Stalag 17
, il classico di Billy Wilder ambientato in un campo di prigionia nazista.
(andrea tagliacozzo)

Una giornata di Ivan Denisovich

Un altro caso in cui è troppo difficile tradurre un romanzo in film: la storia di Alexander Solzõenicyn su un prigioniero in un campo di lavoro in Siberia funziona solo occasionalmente sullo schermo. Buona la fotografia di Sven Nykvist, sceneggiatura di Ronald Harwood.

Che fine ha fatto Harold Smith?

La generazione che occupa l’attuale ribalta sociale e mediatica ricerca le sue origini e le trova affondate negli anni Settanta. Chi non voglia effettuare un’amarognola ricognizione sulla Grande Illusione ripiega sui fenomeni più vistosi, quelli cristallizzati in una duratura mitologia come la disco music e, naturalmente, il punk.
Che fine ha fatto Harold Smith?
arriva dopo
Summer of Sam
(e chissà prima di quanti altri) e racconta l’educazione sentimentale di Vince, praticante in uno studio di avvocato, che fa le mosse di John Travolta allo specchio ed è ancora vergine. Arrivano i Sex Pistols, Vince diventa anarchico ma rimane vergine: tanto vale tornare alla febbre del sabato sera, allora, tanto più che nel frattempo il film si è perso dietro la storia sgangherata del padre di Vince, l’Harold Smith del titolo, innocuo babbeo che nel tempo libero blocca gli orologi e piega le posate come Uri Geller. Quando è invitato a esibirsi all’ospizio, ferma i pace-maker di alcuni vecchietti, attirando l’attenzione della tv e ottenendo i canonici 15 minuti di ambigua popolarità. Indeciso su tutto, il film offre comunque un inizio divertente, giocato farsescamente su gustosi quadretti familiari, la malinconica performance di un invecchiato Tom Courtenay (
La solitudine del maratoneta
) e una colonna sonora con tutti gli hit dell’epoca.
(luca mosso)

La notte dei generali

A Varsavia, durante la seconda guerra mondiale, un maggiore della polizia militare tedesca indaga sull’omicidio di una prostituta. I sospetti dell’ufficiale si rivolgono su tre generali nazisti. Il maggiore viene inaspettatamente trasferito a Parigi dove viene commesso un delitto analogo. Il film è troppo lento. L’intreccio finisce per dipanarsi in modo confuso a scapito della suspense. Peccato per l’ottimo cast.
(andrea tagliacozzo)

Gioventù, amore e rabbia

Uno dei film cardine della cinematografia inglese degli anni Sessanta (e della corrente nota come
Free Cinema
). Colin, giovane irrequieto, finisce in riformatorio. Durante una corsa campestre che vede i giovani detenuti a confronto con gli allievi di un collegio esclusivo, il ragazzo ha la possibilità di mettersi in mostra. Magistrale regia di Tony Richardson, modernissima sia dal punto di vista narrativo che sul piano puramente tecnico-formale. Sceneggiato da Alan Sillitoe, autore del romanzo
The Loneliness of the Long Distance Runner
dal quale il film è tratto. L’anno seguente, Richardson vincerà l’Oscar con
Tom Jones
. Tom Courtnay, qui all’esordio, si segnalerà in seguito con alcune brillanti interpretazioni in film come
Billy il bugiardo, Per il re e per la patria
e
Il dottor Zivago
(per il quale ottenne una nomination all’Oscar).
(andrea tagliacozzo)