Il cavaliere elettrico

Un famoso cowboy, campione di rodeo per molti anni, viene ingaggiato da una ditta di prodotti alimentari per scopi pubblicitari. Ma un giorno, a Las Vegas, stanco delle pagliacciate a cui lo costringe lo sponsor, il cowboy ruba un cavallo e scappa dalla città, verso le praterie. Un curioso western contemporaneo, riflessione malinconica sulla morte di un’epoca (e forse, perché no?, di un genere cinematografico). Eccellenti i due protagonisti. Quinta collaborazione tra Redford e Pollack.
(andrea tagliacozzo)

Hollywood Party

Un maldestro attore indostano viene licenziato su due piedi dopo aver combinato un mucchio di guai sul set. Il produttore, che sta organizzando un grande party nella sua favolosa villa, include per errore il nome dell’indostano nella lista degli invitati. L’attore finirà per mettergli a soqquadro l’abitazione. Capolavoro del cinema comico, abilmente costruito da Blake Edwards sulle corde di un ispirato Peter Sellers. Piuttosto che sulla velocità, il regista punta sullo
slowburn
, le gag cucinate a ritmo lento che pian piano portano alla catastrofe e alla distruzione dell’intero set. Nota di merito per Steven Franken che quasi ruba la scena al protagonista nel ruolo del cameriere ubriaco. Splendide le musiche di Henry Mancini.
(andrea tagliacozzo)