Fletch – Un colpo da prima pagina

Fletch è il nome di un reporter che lavora per un quotidiano di Los Angeles. Indagando su un traffico di droga, il giornalista riesce ad arrivare ad uno scoop più importante e a sventare la truffa di un cinico manager, marito di una ricchissima donna. Un giallorosa sufficientemente divertente sorretto dalla simpatia di Chevy Chase, qui meno demenziale che in altri precedenti occasioni. Tra gli interpreti figura anche Geena Davis, all’epoca ancora sconosciuta o quasi.
(andrea tagliacozzo)

Essere o non essere

Remake di
Vogliamo vivere
, classico del 1942 diretto da Ernest Lubitch. In Polonia, durante l’occupazione nazista, una compagnia teatrale, capeggiata da Fredrick ed Anna Bronski, riesce a prendersi gioco degli odiosi invasori e a mettere in salvo un gran numero di patrioti. Il film, anche se adattato alle corde di Mel Brooks, segue fedelmente la trama del film originale. Inutile dire, però, che il regista Allan Johnson non ha il tocco dell’inimitabile Lubitsch. Inoltre, se nel corso del secondo conflitto mondiale la satira antinazista risultava di scottante attualità, negli anni Ottanta ha perso gran parte del mordente e della sua ragione d’esistere.
(andrea tagliacozzo)

Animal House

In un college americano, i fracassoni e indisciplinati studenti del club Delta, in aperta rivalità con i più seriosi e altezzosi membri del club Omega, ne combinano di tutti i colori. Il severo rettore del campus non aspetta che un’altra delle loro bravate per buttarli fuori dalla scuola. Tutt’altro che raffinato nello humour, ma scatenato e divertentissimo, a tratti perfino eversivo. Incontenibile John Belushi nel film che, prima ancora di
1941
e

The Blues Brothers
, lo rese celebre. Sceneggiato da Harold Ramis (futuro regista di
Ricomincio da capo
e
Terapia e pallottole
), Douglas Kenney e Chris Miller.
(andrea tagliacozzo)

1941 allarme a Hollywood

Nel 1941, l’attacco di Pearl Harbour getta gli americani nel panico più totale. Mentre a Los Angeles si scatena l’isteria collettiva, un sommergibile giapponese si avvicina indisturbato alle coste californiane con l’intenzione di colpire il simbolo principe degli Stati Uniti: Hollywood. Uno dei rari flop di Steven Spielberg, nonostante il ritmo indiavolato, l’irresistibile umorismo demenziale (ma tutt’altro che lasciato al caso o all’improvvisazione) e un cast a dir poco imponente. Un insuccesso inspiegabile e immeritato, specie se si pensa alla mole di gag che offre il film in due ore di continuo divertimento. Sceneggiatura di Robert Zemeckis e Bob Gale (in seguito autori della serie
Ritorno al futuro
).
(andrea tagliacozzo)

Maial College

Reynolds è Van Wilder (il personaggio del titolo originale), un astuto trafficante d’auto del campus che non vuol mai diplomarsi. Quest’omaggio a Animal House e altre migliori commedie adolescenziali ha perfino nel cast, in ruoli minori, attori legati a quei film… ma è solo una rifrittura delle stesse vecchie trovate, con l’aggiunta di nuove grossolane gag. Tom Everett Scott compare non accreditato.