20 Dates – L’amore in venti incontri

Per fare un film ci vogliono idee e soldi; la qualità delle prime può in alcuni casi compensare alla carenza dei secondi (e viceversa, a dire il vero) e produrre quello che i critici amano definire «un piccolo film intelligente». Non è questo il caso di Berkowitz che cerca di cucinare 90 minuti di pellicola stirando in tutti i modi una singola modesta trovata: invitare a cena venti ragazze e quindi filmare tutto quello che succede. L’assenza di una storia, per non dire di una sceneggiatura, è tematizzata dal film che, attraverso la voce e la faccia non particolarmente attraente del suo autore e protagonista, ci dice che la vita vera non sta nei film di Hollywood (ampiamente citati da Singin’ in the Rain a Titanic ) ma nella realtà di tutti i giorni. 20 dates si presenta quindi come una non-fiction, con tutti gli ammiccamenti e i trucchetti del caso (dall’operatore che inciampa nell’idrante al mascheramento dei volti dei passanti che non hanno firmato la liberatoria), ma non riesce neppure per un momento a non essere prevedibile e risaputo. Il falso documentario (o mockumentary, come lo chiamano gli americani) dovrebbe per statuto viaggiare sul filo dell’ambiguità, ma è fatica sprecata cercare in questo film anche un solo ambiguo brivido voyeuristico. Troppo sciocco anche per essere immorale. (luca mosso)

Resa dei conti a Little Tokyo

A Little Tokyo, il quartiere giapponese di Los Angeles, i boss della yakuza, la mafia nipponica, dettano legge. Chris e Johnny, coppia di agenti della polizia locale, cercano di arginare la dilagante ondata di criminalità. Brandon Lee, figlio del più noto Bruce, si dimostra una presenza sufficientemente carismatica, ma non riesce a salvare le sorti di questo banale film d’azione. Lee è scomparso nel ’93 durante le riprese de
Il corvo
. L’attore aveva esordito sul grande schermo in un discreto film d’azione realizzato a Hong Kong,
Legacy of Rage
di Ronny Yu.
(andrea tagliacozzo)

True Lies

Schietto intrattenimento da parte del team Schwarzenegger/Cameron, con Arnold spia per un’agenzia governativa ipertecnologica supersegreta, che la moglie crede invece uno sfigato venditore di computer. Humour e azione in parti uguali: il film fa tutte le mosse giuste, fino a quando si impantana nella trama (e in uno smacco generale verso le donne) lungo il tragitto. Un finale avventato lo riporta sui binari, mentre la credibilità viene allegramente messa da parte. Cameron ha anche sceneggiato, ispirandosi al film francese La Totale. Una nomination per gli Effetti speciali. Super 35.