Spawn

Il sicario del governo White viene ucciso dal cattivo capo Sheen e va all’inferno, dove un demone lo fornisce di grandi poteri e lo rimanda sulla terra. Nonostante gli sforzi del clown infernale Leguizamo, diventerà un eroe. Uno stile visivo barocco è la qualità migliore del film, ma questo non basta a compensare i molti difetti, fra cui una trama noiosa, banale e illogica. Bella la mantella, comunque. Dal fumetto di Todd McFarlane. Il “director’s cut”, vietato ai minori, ha oltre un minuto di scene in più.

Bad Boys

Action movie ambientato a Miami, protagonisti due poliziotti — uno è sposato con figli, l’altro invece si gode la sua vita da scapolo — costretti a fingere l’uno di essere l’altro. Il film segna il ritorno dei produttori Don Simpson e Jerry Bruckheimer al genere baracconesco che li ha resi celebri. Obiettivo raggiunto anche grazie alla performance della Leoni, ottima nei panni della testimone protetta dai due agenti. Peccato solo per la durata eccessiva: sarebbe bastata mezz’ora, e invece sono ben due. Con un sequel.

King of New York

Nella sua infausta avventura americana, Reteitalia finì col produrre anche un piccolo gioiello, una prova generale del Ferrara maggiore. Scritto come al solito da Nicholas St. John, realizzato insieme ai fidati collaboratori Bazelli e Delia, una piccola «summa» dello stile e dei temi del regista. Uscito dal carcere, un gelido e perfetto Christopher Walken torna nel giro del grande spaccio per finanziare un ospedale. Ferrara sembra affilare le armi in vista dei suoi capolavori, e l’atmosfera della metropoli – con Walken che guarda da dietro un finestrino – risente ancora di certo Scorsese. Lo spunto è persino troppo scoperto, senza la nera perdizione (e dunque la maggior potenza di riscatto) che sarà del
Cattivo tenente
; ma il contesto è già atono, metallico, postumo. Ed è soprattutto il finale a dare la misura della visione del cineasta newyorkese.
(emiliano morreale)

Bad Boys II

I detective Mike Lowrey e Marcus Burnett della squadra narcotici di Miami sono impegnati a combattere la diffusione di ecstasy. Mike indossa completi alla moda, viaggia in Ferrari, è spericolato nella sua professione. Marcus è invece più moderato, fa terapia per superare l’ansia, ha una famiglia e vorrebbe rischiare di meno. I due si imbattono nei traffici di Johnny Tapia, boss cubano che vuole estendere il suo commercio in tutta la città e per trasportare il denaro utilizza un agenzia funebre. Sulle sue tracce c’è anche Syd, la bella sorella di Marcus, agente federale in incognito. Tra lei e Mike c’è del tenero e la cosa fa infuriare Marcus, ma quando Syd viene rapita e portata a Cuba i due Cattivi Ragazzi devono unirsi per liberarla. Ci riusciranno?
Il primo episodio di Bad Boys ha riscosso un grande successo di pubblico incassando oltre centosessanta milioni di dollari in tutto il mondo, un record per la Columbia Pictures. Un trampolino di lancio per la carriera di Martin Lawrence, Will Smith e del regista Michael Bay. Dopo otto anni arriva sugli schermi il secondo episodio, decisamente ben fatto. Quasi due ore di azione e humour. Effetti speciali a go-go, macchine che volano e si incendiano: annoiarsi è veramente difficile. Tutto è incentrato sulla verve dei due protagonisti, che si muovono tra inseguimenti in macchina e sparatorie. È la classica coppia di poliziotti amici che non perdono occasione per litigare e intanto fanno battute nei momenti più drammatici, muovendosi e agendo come due rapper. Dopo Arma letale e i successivi cloni e sequel, una pellicola che rispetta in tutto e per tutto i canoni dell’action movie animato da una coppia di smaliziati piedi piatti. C’è persino un richiamo alla politica internazionale, con i cubani cattivi e produttori di eroina, e quelli buoni, impegnati nella resistenza anticastrista e amici degli americani. Una specie di versione 2003 della guerra fredda di Rocky IV. (francesco marchetti)