Superman II

Secondo capitolo delle avventure del popolare eroe dei fumetti. Stavolta Superman deve vedersela con tre criminali provenienti da Krypton, il suo pianeta d’origine, e quindi dotati dei suoi stessi superpoteri. Rispetto al primo film della serie, si sente il tocco ironico del regista Richard Lester, americano di nascita ma inglese d’adozione, che ottenne i primi successi dirigendo due film interpretati dai Beatles:
Tutti per uno
del 1964 e
Aiuto!
del 1965.
(andrea tagliacozzo)

Teorema

La tranquilla e agiata esistenza borghese di una famiglia di Milano, composta da padre, madre, due figli e domestica, viene sconvolta dall’arrivo di un misterioso e affascinante ospite. Tutti sono pian piano conquistati dal giovane e questi si presta ad avere rapporti sessuali con tutti. L’edificio della famiglia borghese crolla sotto i colpi del simbolismo pasoliniano in un film affascinante e originale che fece scandalo e fu sequestrato per oscenità. Laura Betti vinse la Coppa Volpi come migliore attrice al Festival di Venezia.
(andrea tagliacozzo)

Pericolosamente insieme

Una giovane tenta di riprendersi i preziosi quadri del padre che le erano stati arbitrariamente sottratti molti anni prima. Arrestata dalla polizia, la ragazza viene rilasciata grazie all’intervento del suo avvocato, la volitiva Laura Kelly. La legale, assieme all’aitante assistente procuratore distrettuale Tom Logan, s’impegna per fare luce sul caso. La coppia Robert Redford-Debra Winger funziona a meraviglia. È la sceneggiatura che, troppo spesso, zoppica e lascia a desiderare. Divertente, ma solo a tratti.
(andrea tagliacozzo)

Link

Un valente scienziato, aiutato da una giovane studentessa, conduce un esperimento su un gruppo di scimmie. Ma la cosa finisce per sfuggirgli di mano e gli animali diventano aggressivi e pericolosi. Horror scialbo e noioso, con ben poco di orrorifico o spaventevole. Unica nota positiva del film è la graziosa Elisabeth Shue, che in seguito si farà notare in film come
Tutto quella notte, Cocktail
e, soprattutto, in
Via da Las Vegas
. Due anni più tardi, un tema molto simile verrà sviluppato, stavolta con risultati eccellenti, da George Romero nello splendido
Monkey Shines
.
(andrea tagliacozzo)

Superman – Il film

Versione multimiliardaria del popolare personaggio dei fumetti creato nel ’33 da Jerry Siegel, primo episodio di una lunghissima serie. Superman, spedito sulla Terra ancora in fasce dal pianeta Krypton, viene accolto e cresciuto da una famiglia di contadini, i coniugi Kent. Diventato adulto, il giovane, dotato di poteri sovrumani che si guarda bene dal rivelare, arriva a New York dove si fa assumere come giornalista nel prestigioso Daily Planet. Forse eccessivo nella sua durata e diretto con poca fantasia da Richard Donner (in seguito regista della serie Arma letale ), ma tutto sommato divertente, con un Christopher Reeve perfettamente a suo agio nella calzamaglia rossa e blu del protagonista. Budget colossale (35 milioni di dollari, 3 dei quali finiti nelle tasche di Marlon Brando per la sua fugace apparizione) ma incassi altrettanto stratosferici. (andrea tagliacozzo)

Priscilla la regina del deserto

Commedia vivace e sopra le righe: due “drag queen” e un transessuale, a bordo di uno scuolabus modificato battezzato “Priscilla”, portano in tour il loro spettacolo attraverso alcune sperdute località del deserto australiano. Divertente, ma bisogna accettare la particolare ironia. Stamp, nei panni del trans, è la pietra angolare su cui poggia la pellicola. Da vedere assolutamente se siete fan degli Abba. Arriscope (e Dragarama). Un Oscar ai costumi.

Young Guns – Giovani pistole

Sei giovani teppisti, presi sotto la protezione e inciviliti da un gentiluomo britannico (Stamp), trovano difficile mantenere il proprio equilibrio quando vengono abbandonati a se stessi e scagliati in un impeto di violenza dalla loro nuova recluta William Bonney, che ben presto sarà meglio noto come Billy the Kid (Estevez). Un western pensato in chiave contemporanea, che adotta il linguaggio e le sensibilità proprie degli anni Ottanta ma sconta una trama che presenta tanti buchi quanto alcune delle vittime di Billy. Comunque passabile, con interpretazioni avvincenti. Provate a riconoscere Tom Cruise nei panni di un bandito che viene colpito. Con un sequel.

Alien Nation

In un futuro non troppo lontano, una razza di alieni dall’aspetto assurdo si sta lentamente (e non senza difficoltà) integrando nella società terrestre. Caan è un poliziotto di Los Angeles che accetta uno di loro come partner: i due dovranno dare la caccia all’alieno che ha ucciso il suo precedente compagno. Ottima idea che alla fine non paga, nonostante i tocchi di classe e le grandi performance di Caan e Patinkin. Ha generato una serie televisiva e ben tre film per la tv.

Elektra

Elektra è una donna giovane, bella e ricca, che si guadagna da vivere uccidendo: dopo essere stata cacciata dal tempio in cui si trovava per imparare l’antica arte del ninjitsu, è diventata un’implacabile assassina a pagamento, famosa in tutto il mondo. Elektra è dura e feroce, ma tormentata nel profondo: è ossessionata dalla morte violenta della madre, che l’ha resa orfana in tenera età; la sua vita sembra dunque una spirale di violenza senza via d’uscita. Ma il destino la porterà a combattere per proteggere qualcuno a cui è legata: Mark e Abby Miller, padre e figlia in fuga dagli assassini ninja del potente clan della Mano. Durante la sua lotta, Elektra rincontrerà il suo anziano maestro Stick ma soprattutto, ritroverà la capacità di provare amore, e con esso la sua umanità perduta.
Le pellicole che ruotano intorno al mondo dei supereroi della casa editrice americana Marvel confermano un andamento altalenante. Elektra è certamente una di quelle di livello più basso: nell’insieme regge il confronto solamente con The Punisher, forse il peggiore di tutti, e con Daredevil, di cui è uno spin-off.
In effetti, il film è un miscuglio di elementi più o meno già visti. Qualche buona scena di combattimento con immancabili effetti di ralenty tipo The Matrix e una buona caratterizzazione dei «cattivi» non riescono a salvare un prodotto troppo povero, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura: emblematico l’esempio della storia d’amore fra Elektra e Mark Miller, scontata e comunque male inserita all’interno dello svolgersi della vicenda.
A volte il film sembra addirittura vicino ad un prodotto per la TV o per l’home video: forse a causa di un regista, Rob Bowman (X-Files), e di alcuni attori, come Goran Visnjic (E.R.), provenienti dal ricco filone dei serial televisivi e incapaci di fare il salto di qualità verso il grande schermo.
In definitiva, Elektra non scontenterà troppo gli appassionati di supereroi e neanche chi ha amato Daredevil. Tutti gli altri probabilmente finiranno per chiedersi cos’altro avrebbero potuto fare con i soldi del biglietto. (michele serra)

Wall Street

Bud Fox, giovane e ambizioso agente di borsa, fa di tutto per entrare nelle grazie di Gordon Gekko, affarista senza scrupoli ricco e potente. Per poter lavorare con questi, il giovane non esita a fornirgli informazioni riservate. Oliver Stone descrive l’universo della finanza con un ritmo vertiginoso, fino quasi a stordire lo spettatore con le continue evoluzioni della macchina da presa. La storia, però, è prevedibile e didascalica, e il tono moralistico che emerge soprattutto nel finale è quasi insopportabile. Michael Douglas, nel ruolo del magnate, vinse l’Oscar 1987 come miglior attore protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Pianeta rosso

Per far fronte al sovrappopolamento della Terra, viene varata una missione spaziale su Marte per saggiare le condizioni di vivibilità del pianeta. Ma i problemi iniziano già durante la fase dell’atterraggio.
Pianeta rosso
affida massime alberoniane ai suoi interpreti, accumula déjà vu e citazioni, si dilunga in spiegazioni parascientifiche e ottiene un unico risultato: la noia. Terence Stamp, che è uno serio, pensa bene di morire subito per togliersi dall’imbarazzo, perché altrimenti avrebbe dovuto vedersela con AMEE, versione
Terminator
dell’innocuo robotino di Corto circuito. La sceneggiatura (cui ha messo mano anche il letale Chuck Pfarrer) non trova niente di meglio che accumulare problemi tecnici per far aumentare (?) la tensione. Esempio: «Oddio! Ci serve una batteria!», «Eccola!»; «Oddio! Ci serve una presa!», e così via. Nemmeno la fotografia del cronenberghiano Suschitzky riesce a destare il minimo interesse, ed è quanto dire. E pensare che il De Palma di
Mission to Mars
, straordinario saggio filosofico sul cinema alla fine del cinema, ha dovuto subire tali stroncature!
(giona a. nazzaro)

Mia moglie è un’attrice

A Parigi ci sono 2.025.246 abitanti, di cui 1.153.000 donne, di cui 10 mila attrici. Se si è un cronista sportivo c’è una possibilità su 150 di incontrarne una. Questo, però, capita a Ivan, giornalista di una televisione sportiva satellitare. Ivan è innamorato pazzo di Charlotte, ma la sua popolarità inizia a turbarlo e quando un vecchio amico si permette di fare insinuazioni sulla «disinvoltura» delle attrici, Ivan va fuori di testa dalla gelosia. Charlotte è a Londra per girare un film con un attore molto affascinante e Ivan corre con l’Eurostar a verificare cosa succede sui set dei film. La gelosia non riesce a farlo vivere in pace e così decide di iscriversi a un corso di teatro, per capire meglio sua moglie e la recitazione. Tra equivoci e incomprensioni il matrimonio naufraga, fino a quando… Debutto alla regia di Ivan Attal, che è anche lo sceneggiatore del film. Tipica commedia francese, piacevole, con qualche spunto molto divertente, ma complessivamente prevedibile. Per fortuna il cast riesce a mantenere decoroso il livello del film. Una pellicola che si può vedere, ma non c’è certo bisogno di correre al cinema. (andrea amato)

Wanted – Scegli il tuo destino

Una killer apparentemente spietata deve trasformare un ragazzo timido, pigro e insicuro, che in realtà nasconde poteri fuori dall’ordinario, in una macchina per uccidere capace di sparare da veicoli in rapido movimento come auto, treni e metropolitane. Il ragazzo si trasformerà da umile impiegato in killer superdotato, prendendosi anche piccole-grandi rivincite sulla capoufficio che lo tormenta e sulla fidanzata che lo tradisce con il suo migliore amico.