Verso il sole

Il brillante ma insensibile dottore Harrelson viene preso in ostaggio dal sensibile ma morente ragazzo di strada Seda ed è costretto a portarlo nel sud ovest a cercare un lago di rinascita spirituale. Strampalato pasticcio che cerca di toccare tutti i temi più in voga, mescolando misticismo degli indiani d’America, teorie New Age e i cliché dei film-in-coppia nel formato di un “road movie”. Harrelson e Seda sono bravi, la Bancroft è sprecata. Panavision. NOminato alla Palma d’Oro a Cannes.

007 vendetta privata

Franz Sanchez, boss della droga, uccide in un agguato la moglie di Felix, un agente della CIA fraterno amico di James Bond. L’agente 007, sebbene gli sia stata revocata la licenza di uccidere, decide di vendicare il collega agendo per proprio conto. Durante la missione, Bond trova un aiuto prezioso nella giovane Lupe Lamora, l’amante di Sanchez. Sedicesimo film della serie, il secondo con Timothy Dalton, piuttosto incolore nel ruolo dell’agente segreto più famoso del mondo. La pellicola, comunque, è sufficientemente divertente e ricca d’azione.
(andrea tagliacozzo)

Mortal Kombat

Shou, Ashby e la Wilson partecipano a una competizione di arti marziali dal cui risultato dipendono le sorti della terra. Gli elaborati effetti speciali e la straordinaria scenografia non bastano per sostenere un soggetto debole, una recitazione singhiozzante e dei personaggi ridicolmente inconsistenti. Un susseguirsi di combattimenti, come ci si può aspettare da un film ispirato a un video gioco. Seguito da un sequel.

Don Juan De Marco, maestro d’amore

Un bizzarro giovane è convinto di essere una reincarnazione di Don Giovanni. Va da un vecchio psicanalista che cerca senza molta fortuna di curarlo. Ma forse il ragazzo ha davvero ragione… Un regista senza nerbo dirige una propria sceneggiatura, curiosa e onirica: ne viene fuori una pellicola bizzarra e del tutto sbilenca, piena di cadute di ritmo e sdolcinature eccessive, che probabilmente verrà ricordata più che altro per lo scontro di grandi attori che mette in scena. Marlon Brando, pur enormemente imbolsito, fornisce infatti una delle sue prove più carismatiche degli ultimi tempi, forse stimolato dall’avere di fronte l’unico erede della generazione sua e dei Montgomery Clift. Depp in effetti è straordinario e domina il film, duettando con una Faye Dunaway ormai di plastica ma molto autoironica: convincente quando è romantico, conserva sempre un’aria folle, slapstick, in qualche modo burtoniana.
(emiliano morreale)