Che?

Una ragazza ingenua e spaurita sfugge a due bruti e si rifugia in un castello che è una sorta di simpatica sentina di perversioni. Dopo il cupissimo
Macbeth
, un Polanski giocoso e piuttosto solare nell’indagine delle follie umane (forse l’unico film gioioso del polacco oltre a
Pirati
). La claustrofilia polanskiana diventa qui onirica e carrolliana, ispirandosi apertamente ad
Alice nel paese delle meraviglie
. Improvvisato nella villa di Carlo Ponti a Capri,
Che?
è squinternato e liberissimo, percorso da cameo folli. C’è di tutto, da un ululante Mastroianni ad Alvaro Vitali fino al
Chiaro di luna
di Beethoven… E poi un eros poco cattolico – anzi paganissimo e mediterraneo – e molto perverso, sadomaso senza sensi di colpa, da folletto.
(emiliano morreale)

Il nascondiglio

22 dicembre 1957. Nel corso di una violenta tormenta di neve, una grande casa isolata in una cittadina dell’Iowa è sconvolta da un terribile delitto. Cinquantacinque anni dopo, in quella medesima abitazione rimasta chiusa per mezzo secolo, una donna di origini italiane decide di aprire un ristorante. È appena uscita dalla clinica psichiatrica dove è stata ricoverata per quindici anni in seguito al suicidio del marito, ed è decisa a costruirsi una nuova vita, ma non appena mette piede nell’edificio, i fantasmi del passato tornano a tormentarla.

Sembra un horror anni Settanta, con un cast di caratteristi dolorosamente invecchiati. Ma Avati evita il soprannaturale e sceglie la soluzione più crudele, beffando la sua eroina. Anacronistico e con varie ingenuità, è privo del sentimentalismo vischioso di un regista a cui preti e suore, inconsciamente, fanno più paura dei fantasmi.