Un poliziotto al college

Sotto le mentite spoglie di uno studente di liceo si cela un ventiquattrenne investigatore di polizia, che intende dimostrare l’innocenza del giovane fratello ingiustamente accusato dell’omicidio di un insegnante. Prova poco convincente della regista Martha Coolidge, resa appena sufficiente dall’apporto di un cast di tutto rispetto nel quale si distinguono la giovane Suzy Amis, Seymour Cassel e Diane Ladd. Quest’ultima è la madre di Laura Dern. Le due nel ’91 saranno le protagoniste di uno dei migliori film della Coolidge:
Rosa Scompiglio e i suoi amanti
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(andrea tagliacozzo)

Dalla parte del cuore

Farsa deludente su un ricco esperto di demolizioni di New York (Coleman) che decide di insegnare alla famiglia l’umiltà (e il valore del denaro) cacciandoli di casa e lasciandoli su una strada. Guazzabuglio dalle buone intenzioni, troppo bizzarro per essere preso sul serio. Sceneggiato da Boorman e dalla figlia Telsche; alcuni ci hanno visto un aggiornamento di un film precedente di Boorman, Leone l’ultimo.

Titanic

Scampata al naufragio del Titanic, oltre settant’anni dopo Rose può essere d’aiuto per recuperare una preziosa collana rimasta sepolta negli abissi. Intervistata, la vecchia signora racconta l’incredibile viaggio: dalla partenza all’incontro – lei, donna dell’alta società – con l’affascinante proletario Jack Dawson… Un caso unico, un iceberg nel cinema del decennio, per il coraggio e la capacità di riportare Hollywood ai tempi del grande kolossal. Una follia produttiva, ma anche un progetto consapevole e d’autore in cui Cameron ci dà dentro fin dall’inizio, con una discesa negli abissi che è già un momento altamente visionario. Poi il fumettone si dipana maestoso e sornione, con un’aria finto-ingenua; ma quando il Titanic becca lo scoglio la vicenda riparte con un ritmo insostenibile, fino a uno scioglimento nel quale sogna addirittura di redimere il tempo. Un film anche sull’America-Terra Promessa («nuovi cieli e nuove terre…»), un trionfo della computer-graphic ma non un’operazione troppo arida o decerebrata. Sfido chiunque a guardare l’orologio nelle ultime due ore, e – inutile negarlo – nel finale strappalacrime ci si commuove davvero… Pluripremiato dall’Academy con ben 11 Oscar, tra cui Miglior Film, Regia, Fotografia, Musiche, Montaggio e Scenografia (emiliano morreale)