Supponiamo che dichiarino la guerra e nessuno ci vada

Un titolo orribile nasconde una decisa satira sui difficili rapporti tra una città di provincia e la vicina base militare fino all’inevitabile punto di rottura. Non ci sono dei veri “buoni” in questo insolito film; non è privo di difetti, ma certamente merita un’occhiata. L’idea fu poi ripresa in Tank. Rititolato War Games per la tv.

Gli uccelli

La ricca e capricciosa Melanie giunge nella cittadina di Bodega Bay dalla vicina San Francisco. Segnali inquietanti si susseguono, finché sulla città si scatena un’invasione di uccelli. Gli abitanti si barricano in casa, ma gli attacchi si fanno sempre più frequenti e pericolosi. Forse il capolavoro di Hitchcock, sicuramente uno dei suoi più rigorosi e conseguenti (e uno dei più «insostenibili»). Una pellicola di cattolico pessimismo, di totale misantropia. Lo sguardo degli uccelli – vera piaga biblica – non differisce poi molto da quello dello struzzo nel finale de Il fantasma della libertà di Buñuel, ma l’ironia di Hitchcock è tutta dentro il mondo che mostra e condanna. La costruzione della vicenda è impressionante: dura due ore, e per più di metà del tempo non accade nulla. Dialoghi minimali, ma con un montaggio da sincope (alla fine le inquadrature saranno oltre tremila!) e, al termine di ogni scena, la sinistra inquadratura di un volatile. Un film perfetto sulla fine del mondo, su un’umanità che muore non per eccesso di orrore ma di banalità, per non aver più nulla da dire. E allora, forza pennuti!
(emiliano morreale)

Il fantasma del pirata Barbanera

In una cittadina degli Stati Uniti, un insegnante di educazione fisica, assunto per guidare la squadra di atletica del locale college, alloggia in un pensione gestita dalle anziane discendenti del pirata Barbanera. Durante le gare, il fantasma del corsaro, evocato casualmente dal giovane professore, darà una mano agli sprovveduti atleti dell’istituto. Tipico prodotto della Disney: destinato ai più piccoli, anche se riesce a divertire anche gli adulti. Le trovate non sono proprio di primo pelo, ma funzionano.
(andrea tagliacozzo)

Quello strano cane di papà

L’avvocato Wilby Daniels, con l’appoggio della famiglia, decide di candidarsi alla carica di procuratore distrettuale. Sembra l’uomo adatto, tanto più che il suo avversario, John Slade, è legato agli ambienti della malavita. Wilby ha un unico problema: per colpa di un anello magico di tanto in tanto gli capita di tramutarsi in un cane. Seguito di
Geremia, cane spia
, realizzato dalla Disney nel ’59. Ricco di gag non sempre riuscite, ma a tratti divertente.
(andrea tagliacozzo)