I giorni del cielo

Secondo film di Terrence Malick,
I giorni del cielo
lascia intuire l’afflato epico di una grande saga americana in cui lo spazio, la luce e la dimensione naturale giocano un ruolo equivalente a quello dei protagonisti e della cornice storico-sociale nella quale si muovono. La vicenda di Bill ed Abby, che agli inizi del Novecento cercano di sfuggire alla miseria lavorando prima a Chicago e poi in una fattoria texana, si trasforma ben presto in un poema visuale, nel quale le dinamiche del melodramma e il rapporto tra uomo e natura si intrecciano sullo sfondo di un conflitto sociale e sentimentale. C’è ne
I giorni del cielo
, stupendamente fotografato da Nestor Almendros, il respiro di un potente affresco umano, denso di riferimenti a un’epoca-chiave della storia americana restituita con l’acume di una ricognizione drammatica, poetica e nel contempo saggistica. Alla sua uscita il film fu molto sottovalutato, benché rivelasse già l’intransigente sguardo di uno dei più importanti cineasti della New Hollywood (che aspetterà vent’anni prima di dirigere il capolavoro
La sottile linea rossa
). Nel 1978 il giovane Richard Gere non era ancora entrato nel firmamento divistico, mentre Brooke Adams – presenza pur promettente – non ci sarebbe mai entrata.
(anton giulio mancino)

L’assassino di pietra

Deciso a vendicare la morte dei familiari, sterminati 42 anni prima in un agguato, don Alberto organizza un corpo militare composto di agguerritissimi reduci del Vietnam. Il tenente di polizia Lou Torrey, insospettito da un’improvvisa catena di delitti, si ritrova sulle tracce dell’organizzazione di don Alberto. Poliziesco di buona fattura realizzato da un esperto del genere. Un anno dopo Charles Bronson e il regista Michael Winner si ritroveranno per dare il via alla saga de Il giustiziere della notte. (andrea tagliacozzo)

Futureworld – 2000 anni nel futuro

Seguito de
Il mondo dei Robot
, realizzato nel 1973 da Michael Crichton. Il giornalista Chuck Browning si reca assieme a una collega a Delos, un ultramoderno parco divertimenti abitato da robot con fattezze umane. I due scoprono che gli androidi hanno intenzione di sostituire i capi di Stato dell’intero pianeta con copie cibernetiche perfettamente somiglianti. Un raro esempio di sequel cinematografico che non fa rimpiangere il primo episodio, ma che, anzi, risulta estremamente intelligente e ben fatto.
(andrea tagliacozzo)

Il giustiziere della notte

Manipolazione del pubblico ai massimi storici: la moglie e la figlia di un uomo d’affari (Bronson) vengono selvaggiamente stuprate; la moglie muore, trasformando così il pacato borghese Bronson in un giustiziere per le strade di New York. Spaventoso, ma irresistibile. Un travisamento del romanzo di Brian Garfield, nel quale farsi giustizia da sé non costituisce la soluzione ma un nuovo problema. Musiche di Herbie Hancock. Uno degli aggressori è Jeff Goldblum, al debutto. Con quattro sequel.